Esuli giuliano dalmati, Fiume e il Campo profughi di San Sabba (TS)

Udine – L’affollato incontro all’Oratorio “Mons. E. Zanin” di Via Montebello è stato aperto da don Maurizio Michelutti, parroco di S. Pio X e del Cristo. Per commemorare il Giorno del Ricordo, giovedì 6 febbraio 2020, alle ore 20,30 si è parlato di Fiume, di esuli giuliano dalmati a Udine e del Campo profughi di San Sabba (TS) per stranieri dell’Europa dell’Est. L’evento, rientrante nelle attività del Comune di Udine per il 10 febbraio – Giorno del Ricordo, è stato organizzato dal Circolo culturale della Parrocchia di San Pio X e dal Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) di Udine, in collaborazione col Gruppo Alpini di Udine sud e la Parrocchia del Cristo.

Don Maurizio Michelutti, parroco di San Pio X e del Cristo, ha aperto i lavori della serata, accennando alle miserie degli uomini riguardo agli esodi del Novecento. Rosalba Meneghini, delegato pastorale della parrocchia del Cristo e componente del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine, ha voluto ricordare Maria Millia, la sua mamma di Rovigno. “Ho tante domande rimaste senza risposta – ha detto la Meneghini – perché mia madre parlava poco dell’esodo e dei fatti della guerra, mi auguro così che spiri un soffio di pace attorno a quei fatti dolorosi”.

Udine 6.2.2020, sala Oratorio “Mons. E. Zanin”, in prima fila a sinistra, Giuseppe Capoluongo, Enrico Berti e Elisabetta Marioni. Fotografia di Germano Vidussi

Enrico Berti, presidente del Consiglio comunale di Udine, oltre a portare il saluto del sindaco Fontanini, ha detto di sentirsi particolarmente vicino agli esuli giuliano dalmati, avendo una parente di Abbazia e la suocera di Pirano, che perse il babbo nella foiba.

La professoressa Elisabetta Marioni, presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Comune di Udine, ha menzionato il ruolo degli insegnanti e delle scuole nelle attività per il Giorno del Ricordo, come è accaduto all’Istituto “B. Stringher” di Udine. Si è complimentata con l’iniziativa nata da un circolo parrocchiale Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, accompagnata in sala da vari soci del sodalizio. Il poeta Giuseppe Capoluongo ha letto la poesia “I lupi oltre il Carso”, composta per l’occasione, oltre ad altre applaudite sillogi sul tema dell’esodo da Pola e da Rovigno.

Don Maurizio Michelutti porta il suo saluto di parroco di San Pio X e del Cristo al Giorno del Ricordo in Oratorio “Mons. E. Zanin” il 6.2.2020. Fotografia di Bruno Bonetti

La relazione della dottoressa Tiziana Menotti, del Circolo culturale di San Pio X, era incentrata sul Campo profughi per stranieri della Risiera di San Sabba. Era un sito per espatriati dai Paesi dell’Europa dell’Est, con circa 8 mila presenze. In particolare ha mostrato una serie di originali diapositive del fotografo di Praga Jan Lukas, fuggito dalla Cecoslovacchia nel 1965 ed approdato a Trieste, transitando dal valico confinario della Casa Rossa di Gorizia. La Menotti ha spiegato che nei pressi della Risiera che, nel 1943-1945, fu Campo di concentramento nazifascista per ebrei, partigiani e soldati italiani, è stato attivo pure un Campo profughi di San Sabba per esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia. È quindi un luogo di dolorosi incroci storici, di cui si tengono memorie distinte.

L’ultimo contributo, con diapositive in Power Point, è stato curato dal professor Elio Varutti sul tema: “Entrata di D’Annunzio e il Natale di sangue a Fiume, 1919-1920”. Tale intervento è stato reso possibile grazie agli Appunti di Carlo Leopoldo Conighi, Legionario fiumano, ritrovati in una vecchia valigia tenuta dai discendenti. L’architetto Carlo Leopoldo Conighi (Trieste 04.07.1884-Udine 05.01.1972), nel 1955, presidente della Lega Fiumana, aderente all’ANVGD di Udine, fu artefice di una conferenza pubblica su un tema analogo, menzionata sul «Messaggero Veneto», Cronaca di Udine, del 16 settembre 1955.

Una parte del pubblico in sala. In primo piano l’ingegnere Sergio Satti, esule da Pola, accanto a Fabiola Modesto Paulon, esule da Fiume, dietro la professoressa Renata Capria D’Aronco, cappotto rosso

Al termine dell’incontro ha portato il suo saluto l’ingegnere Sergio Satti, esule da Pola e decano dell’ANVGD di Udine, ricordando la fuga dalla città istriana, di fondazione romana, dopo l’attentato di Vergarolla del 1946 ed altre violenze titine. Il gruppo Alpini di Udine sud, guidato da Antonino Pascolo, ha poi offerto ai presenti il Brindisi del ricordo in un momento di piacevole convivialità.

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Germano Vidussi, Elio Varutti, Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

I relatori della serata: Tiziana Menotti e Elio Varutti. Fotografia di Germano Vidussi

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eliovarutti

Comitato Esecutivo dell'ANVGD di Udine

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