Trekking a Udine sui luoghi della Grande guerra e degli irredentisti con l’ANVGD

Nell’ambito del progetto Calendario civile, di cui è referente la professoressa Chiara Fragiacomo, si è svolta un’originale attività didattica all’aperto e in modo digitale per cinque classi del Liceo classico “Jacopo Stellini” di Udine. Luca Gervasutti, il Dirigente scolastico, volentieri ha approvato l’iniziativa didattica. Gli studenti delle classi 1^C, 2^A, 2^B, 2^C e 2^E, accompagnati dai loro docenti, hanno partecipato all’attività di Trekking urbano sui luoghi della Grande Guerra e degli irredentisti secondo gli appuntamenti qui riportati per un totale di oltre 110 allievi.

Il percorso ha avuto inizio dall’atrio della scuola per l’illustrazione delle lapidi riguardo ai 26 studenti e due insegnanti caduti nel conflitto e riguardo il Comando supremo dell’Armata d’Italia installato proprio nel liceo udinese. Poi si è dipanato lungo una ventina di tappe all’interno del centro storico della città. Per certe classi il percorso è stato virtuale, a causa della pandemia. Gli studenti hanno potuto così conoscere palazzi, lapidi e monumenti che ricordano le vicende della Grande Guerra nella città di Udine diventata capitale degli avvenimenti bellici dal 1915 al 1917, prima dell’occupazione austro-tedesca. Il professor Elio Varutti, storico e membro del direttivo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) di Udine, ha accompagnato le scolaresche tra le vie della città, oppure in modo virtuale in aula e in atrio, illustrando e commentando le tracce della storia del Primo conflitto mondiale, incluso il fenomeno dell’irredentismo (vedi foto di copertina).

Non è la prima volta che il Comitato provinciale di Udine dell’ANVGD viene coinvolto in interventi didattici educativi per la formazione culturale e civica degli studenti in dimensione europea, coinvolgendo i vari insegnanti e i soci che fanno parte della dirigenza dell’organismo associativo.

Proprio dell’irredentismo e dei successivi fatti storici del Novecento si interessa tale sodalizio, come ha detto in varie occasioni Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine: “Vorrei dire che lo scopo principale della nostra associazione è, principalmente, di diffondere il ricordo dell’esodo giuliano dalmata sottolineando che, per statuto siamo apartitici, inoltre la nostra associazione che, a livello nazionale è sorta nel 1948, ha aiutato i profughi e oggi si occupa soprattutto di ricordare i fatti complessi che accaddero al confine orientale, perché non si può lasciare nell’oblio la sofferenza di così tante persone”.

Venuta a conoscenza dell’innovativo progetto del Liceo Stellini, la professoressa Elisabetta Marioni, assessore all’Istruzione del Comune di Udine ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Apprezzo questo progetto di Trekking sui luoghi della Grande guerra e degli irredentisti, per approfondire le conoscenze di storia del territorio, poi porto ai partecipanti il saluto della Civica amministrazione, augurando una buona riuscita all’attività di formazione”.

Udine, Liceo classico “J. Stellini”, 29 novembre 2021 – Giorgio Gorlato porta il saluto dell’ANVGD di Udine alla scolaresca. Foto E. Varutti

L’evento si è tenuto in varie giornate. La classe 2^C, accompagnata dalla professoressa Anna Giacomarra, ha effettuato il Trekking il 24 novembre 2021 in una bella giornata di sole. La classe 2^B, con la professoressa Maria Elena Roselli della Rovere, il 26 novembre successivo con un po’ di pioggia. Siccome la Regione Friuli Venezia Giulia è entrata in Zona gialla per la prevenzione della pandemia l’itinerario con le successive classi è stato virtuale, con una lezione in classe a cura del relatore. La professoressa Roselli ha seguito la classe 2^A il 29 novembre alla Lavagna Interattiva Multimediale (LIM). Proprio in tale data Giorgio Gorlato ha portato il saluto di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, esprimendo il suo compiacimento per l’iniziativa didattica curata da Varutti e ricordando la deportazione, nel 1915, dei suoi antenati di Dignano d’Istria nel Campo di internamento di Wagna, nella Stiria austriaca. La classe 2^E, accompagnata dalle professoresse Annalisa Comuzzo e Monica Delfabro, ha seguito la camminata virtuale il 2 dicembre in aula magna con immagini al videoproiettore. La classe 1^C, infine, seguita dalla professoressa Beatrice Rigatti, il 3 dicembre 2021, ha visto la camminata alla LIM in modo virtuale.

Ecco qui di seguito tappe principali della camminata alla scoperta di Udine capitale della guerra.

1.       Partenza. Liceo classico “J. Stellini”, lapidi dentro la scuola. Sin dal 1915, nella Prima guerra mondiale, Pietro e Nicolò Luxardo, irredentisti di Zara si schierano apertamente per l’annessione della Dalmazia all’Italia. Nicolò Luxardo De Franchi si arruola nella cavalleria italiana.

2.         Il Comando Supremo Militare Italiano era l’organo di vertice delle forze armate italiane, istituito il 24 maggio 1915 a Villa Volpe a Fagagna e poi nel Liceo classico “Stellini” di Udine, durante la prima guerra mondiale. Lo Stellini divenne sede del comando nel novembre del 1915, da maggio a novembre era caserma. Vedi: Archivio del Municipio, per l’allestimento della mostra “Una città dentro la guerra”.

3.         Chiesa di S. Antonio, del 1354, sconsacrata e adibita a magazzino. Palazzo Patriarcato, del 1524, Uffici del Comando supremo, affreschi di Giovanni Battista Tiepolo del 1726.

5.         Palazzo Belgrado, residenza del generale Cadorna per 2 anni e mezzo, affreschi di Giulio Quaglio 1698. Giorgio Conighi, irredentista di Fiume si arruola negli alpini e riceve a Udine un encomio solenne (“Giornale di Udine” del 14 novembre 1915). Deve cambiare cognome in Giorgio Dilenardo, per sfuggire alla forca austriaca. Il fratello Cesare Conighi si arruola nella cavalleria italiana, cambiando nome in Cesare Nelli. La gendarmeria austro-ungarica si mobilita: «nell’ira furibonda che il giovane Cesare Conighi avesse potuto osare l’inosabile – come ha scritto E.R.P. – lo condannarono a morte in contumacia». La Commissione austro-ungarica che condannò a morte Cesare Battisti, ordinò che egli (Cesare Conighi) fosse impiccato in effigie vicino al grande martire del Castello del Buon Consiglio di Trento.

6.         Ex-Scuola di Baldasseria, Centro Socio Riabilitativo Educativo, via Piutti, residenza di Cadorna dall’estate 1917 prima della rotta di Caporetto, 24.10.1917. (fuori itinerario)

7.         Giardini Ricasoli, recintati e interdetti al pubblico per permettere a Cadorna di passeggiare e raggiungere in Castello senza essere visto o disturbato. Dopo l’unificazione del Friuli con l’Italia nel 1866 a Vittorio Emanuele II fu dedicato un monumento equestre inaugurato il 26 agosto 1883, posto sul terrapieno al centro della piazza Contarena, dove rimase fino al 1947, anno in cui fu trasferito presso i Giardini Ricasoli. Monumento equestre è opera di Luigi Crippa 1838-1895. Il Consiglio Comunale deliberò di acquistare per £ 2.000 la copia del modello di Crippa: la statua venne fusa nella fonderia De Poli tra l’11 e il 30 giugno 1883 con il bronzo di 10 cannoni del peso di 340 Kg ciascuno già appartenuti alla Turchia e acquistati a Londra per un costo di £ 22.000 e inaugurata domenica 26 agosto 1883 nel cuore dell’antica piazza Contarena che da allora e fino al 1947 assunse il nome di Vittorio Emanuele. I contrasti sulla sua collocazione motivati dalle modeste proporzioni della statua in relazione ai fabbricati e ai monumenti che la circondavano, furono alla base della decisione del 1947 di spostarla nel Giardino Ricasoli. Proprio il bozzetto di tale monumento, venduto da Crippa per 3.000 Lire, servì da modello per la realizzazione della gigantesca statua equestre di Vittorio Emanuele II dell’Altare della Patria a Roma, realizzata nel 1902 dallo scultore Enrico Chiaradia, di Caneva di Sacile.

8.         Ex-Banca Cattolica Udinese, ora Procura della Repubblica, nel 1915 bombardata, incendio spento subito.

9.         Presso la Tipografia Doretti, via di Prampero. “Mattino. M’illumino d’immenso”. E’ il 26 gennaio 1917 e il poeta-soldato Giuseppe Ungaretti a Santa Maria la Longa (UD), compone il capolavoro precursore dell’Ermetismo. Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1888, morto a Milano nel 1970, è uno dei quasi 5 milioni di italiani impegnati nel conflitto mondiale. Interventista per scelta, volontario nel 19º reggimento di fanteria, il poeta aveva già trasformato la sua esperienza in trincea, sul Carso, in poesia: nella raccolta ‘Il porto sepolto’, stampata in 80 copie Stabilimento Tipografico Friulano di Udine, il 24 dicembre 1916.

10.       Loggia del Lionello, sede del Comune, incontri con delegazioni estere, come quella russa 1916. Ingabbiata con travi, contro i bombardamenti. Nicolò Lionello, orafo, progettò la Loggia, costruita da Bartolomeo Costa Sbardilini, più noto come Bartolomeo delle Cisterne (Capodistria, 1400 circa – Trieste, 1480). Qui c’era la statua di re Vittorio Emanuele II in piazza Vittorio, già Contarena e, dal 1945: Libertà.

11.       Ex-bar Dorta Fantini, detto il Trincerone, luogo di incontro di alti ufficiali, Francesco Baracca, Gabriele D’Annunzio, Ugo Oietti, Massimo Bontempelli, Ardengo Soffici. L’edificio faceva da confine per dividersi la città per il bottino di guerra tra tedeschi e austriaci, che si portano via persino le campane delle chiese.

12.       Piazza G. Matteotti, piazza delle erbe, mercato. Nazario Sauro, nato a Capodistria, all’epoca territorio dell’Impero austro-ungarico, si arruolò durante la Prima guerra mondiale nella Regia Marina italiana raggiungendo il grado di tenente di vascello e fu catturato nel luglio 1916 durante una missione. Condannato da una corte imperiale austriaca per alto tradimento, venne giustiziato a Pola il 10 agosto dello stesso anno e per tale motivo insignito di medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Fu tra le figure più importanti dell’irredentismo italiano e massimo rappresentante di quello istriano.

13.       Reparto fotografico dell’esercito, viale Palmanova, 60-64, Casa Anderloni (fuori itinerario).

14.       Osteria La Ghiacciaia, ritrovo degli irredentisti nella Grande guerra. Spionaggio con piccioni da parte del tenente Arbeno d’Attimis e tenente Max di Montegnacco 1917-1918, portati con idrovolante sulla costa di Porto Nogaro.

15.       Palazzo Toppo Wassermann. Gli ospedali militari e da campo di Udine. L’insediamento nei palazzi e negli edifici pubblici di Udine di numerosi importanti comandi e servizi militari andò di pari passo con la formazione di un vasto sistema di ospedali di tappa, cioè nella zona di guerra di seconda linea, di contumacia cioè di isolamento e di convalescenza.

L’Ospedale delle malattie infettive del Comune di Udine nella borgata 1) Gervasutta dal 1° febbraio 1915 venne ampliato con la costruzione di due altri fabbricati e di un padiglione per l’alto isolamento e ospitò sino al 22 agosto i morbi contagiosi dei civili e dei militari per essere poi trasferito nell’edificio scolastico 2) Dante mentre l’Ospedale Gervasutta assunse le funzioni di Lazzaretto. Nel settembre 1915 la Direzione di Sanità della Seconda Armata dispose l’installazione dei seguenti ospedali militari: 2) Principale in via Pracchiuso; 3) Contumaciale alla Caserma di Cavalleria verso Beivars; 4) Tomadini in via Tomadini nei locali dell´orfanotrofio; 5) Renati in via Tomadini nei locali dell’Istituto Renati; 6) Duodo in via Missionari nel Seminario Arcivescovile; 7) Savorgnan in via Aquileia nella Caserma Savorgnan; 8) Valvason in via Aquileia nella Caserma Valvason, 9) Marco Volpe in via Asilo Marco Volpe; 10) Paderno nelle scuole comunali, 11) Toppo Wassermann in via Toppo Wassermann nel Collegio Toppo; 12) San Osvaldo in borgata San Osvaldo nel manicomio provinciale.

Udine diventa anche una città ospedale per ospitare malati e feriti della guerra. Lo scoppio della guerra trova la Croce Rossa organizzata e preparata e a Udine era già stato indetto un Corso per ottenere il diploma di Infermiera volontaria nel 1914-15 al quale si erano iscritte ben 317 signore udinesi.

16.       Via Gemona. Caserma Comando dei Regi Carabinieri (oggi Educandato Uccellis). Polveriera di S. Osvaldo esplosa del 27 agosto 1917 (fuori itinerario). Palazzo Antonini Maseri, Banca d’Italia, del Palladio 1556. Qui gli Austriaci stampano la carta moneta (corone venete) per i territori occupati.

18.       Biblioteca “V. Joppi”, saccheggiata durante l’occupazione austro-tedesca, 1917-1918.

19.       Monte di Pietà, del 1496, dopo il 1917 sede del Comando delle truppe tedesche. Cappella con affreschi del Quaglio del 1694.

20.       Piazza Libertà, Tempietto dei Caduti. Milite ignoto. Restaurato da Raimondo D’Aronco 1921 e da altri nel 2008. All’interno è collocata una statua rappresentante la Vittoria, opera dello scultore Aurelio Mistruzzi. L’elegante cancello in ferro battuto è di Alberto Calligaris.

21.       Via Manin (studio fotografico Rovere). Piazzetta Valentinis, Albergo San Marco, nel 1914 era rifugio di fuoriusciti giuliani volontari irredenti. Il grand’ufficiale Carlo Banelli e il comandante Ugo Zilli li aiutavano a cambiare identità. Lapide in ricordo. Giardin grande: parate militari e polvere 1915-1918 (arrivo).

Udine, piazzetta Valentinis – Lapide dedicata agli irredentisti della Venezia Giulia, 1914-1917

Trekking – Dati tecnici: km. 3,2; passi 6mila ca.; 160 Kcal; posti a sedere: Loggia del Lionello.

Lapide dei fuoriusciti giuliani

Testo della lapide in piazzetta Valentinis: “Nei giorni dell’angoscia / i fuoriusciti della Venezia Giulia / stretti ai cuori fraterni / da questo asilo imploravano / la redenzione / se stessi e i figli offerendo / alla santa guerra / agosto 1914 ottobre 1917 / G. Valentinis”.

Lapide del Liceo Stellini, Udine

“In questa tranquilla sede / di classici studi / dal giugno MCMXV all’ottobre MCMXVII / il comando supremo / vigilò sull’ultima guerra / massima e radiosa / dell’italico Risorgimento”.

Cenni bibliografici e sitologici

  • Giuseppe Del Bianco, Il Friuli e la guerra, Udine, Istituto delle edizioni accademiche, vol. I, 1937.
  • Alessandro Dudan, La Dalmazia nell’arte italiana venti secoli di civiltà, Trieste – Rovigno, Unione Italiana – Fiume, Università Popolare di Trieste, 1999.
  • Enrico Folisi, Udine: una città nella grande guerra, fotografie e documenti dell’anno dell’invasione austro-tedesca, Udine, Gaspari, 1998.
  • E.R.P. [Elia Rossi Passavanti], “T. Colonnello Cesare Conighi”, «Notiziario della Cavalleria italiana,  Associazione Nazionale», III, n. 12, Roma, dicembre 1957, pag. 4.

Itinerario a cura di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: professori Chiara Fragiacomo, Daniela Conighi, Paola Quargnolo e Giancarlo Martina.

Fotografie di E. Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin. Si ringraziano i professori del Laboratorio di Storia dell’Istituto “B. Stringher” di Udine, con particolare riferimento a Giancarlo Martina, per la collaborazione riservata alla struttura dell’itinerario storico e alla cura delle fonti bibliografiche.

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Natale del Ricordo 2021 all’Oratorio della Purità, con l’ANVGD di Udine

“Questa messa viene celebrata in suffragio dei giuliani dalmati morti esuli – ha detto don Lawrence – lontani dalle terre natie d’Istria, Fiume e Dalmazia e per tutte e persone morte senza colpa nei tragici eventi successivi alla seconda guerra mondiale”. La cerimonia svoltasi nell’Oratorio della Purità, alle ore 11 domenica 21 novembre 2021, è stata accompagnata dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal Maestro Ferdinando Dogareschi, assai apprezzato nonostante le mascherine chirurgiche, soprattutto nell’ultimo canto intitolato “El xe nato el 25”. Come ha detto Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine: “è ripresa così la tradizione del Natale del Ricordo dell’ANVGD di Udine, appuntamento religioso e conviviale molto importante per i soci e i loro amici, portato avanti per decenni dall’indimenticato presidente ingegnere Silvio Cattalini, esule da Zara, proprio un bell’evento interrotto solo nel 2020, a causa della pandemia”.

Dall’altare don Lawrence ha aggiunto: “Sia il Signore misericordioso con i defunti, li accolga nella sua Gloria e perdoni gli aguzzini ed i responsabili degli avvenimenti terribili che hanno sconvolto quelle terre e allontanato tante persone che ne portano ancora nel cuore il ricordo”.

La dirigenza dell’ANVGD di Udine, nel rispetto delle normative anti-pandemia, ha ritenuto opportuno proporre il tradizionale appuntamento dell’Avvento che si tiene ai primi di dicembre o a fine novembre nel capoluogo friulano, in piazza Duomo a Udine, sotto gli affreschi di Giovanni Battista e Domenico Tiepolo. La dirigenza dell’ANVGD di Udine intende ringraziare pubblicamente Mons. Luciano Nobile, parroco del Duomo, che ha concesso l’Oratorio della Purità per la cerimonia e il Maestro Dogareschi, per la partecipazione dall’Aquileiensis Chorus al tradizionale incontro degli esuli giuliano dalmati.

Le preghiere dei fedeli, le letture evangeliche sono state tenute dai soci ANVGD: Rosalba Meneghini, la cui mamma era di Rovigno e da Giuseppe Capoluongo, priore della Confraternita del Ss.mo Crocefisso. Tra le preghiere più commoventi si è ascoltato: “Quello giuliano dalmata era un popolo fiero della propria lingua, dei propri usi e tradizioni. Gli sono state tolte le case e il suolo natio, non si perda Signore nel tempo l’identità e il ricordo”. Oppure: “Rasserena o Signore queste anime tristi / per il greve pensiero del bel suolo natio / sappian dare agli eredi che non posson tornare / un ricordo d’amore per le terre lontane / Zara, Pola, Fiume e la diletta Rovigno / la lor patria degli avi dove il cuore han legato / alle case, agli scogli, al mare e alle rocce e all’aure d’un tempo”.

Alle ore 12.30, la comitiva ha affrontato la salita del Castello, per raggiungere la Casa della Contadinanza, dove si è tenuto il pranzo sociale, con antipasto, primo di ravioli di zucca, secondo di carne e verdure, dolce e caffè. C’è stato un servizio navetta per alcuni partecipanti bisognosi del trasporto. Durante il saluto ufficiale della presidente Bruna Zuccolin, sono intervenuti alcuni soci, come ad esempio Bruno Bonetti, vice presidente ANVGD di Udine, con avi di Dalmazia, che ha proposto di fare una fotografia di gruppo sullo scalone del Castello, opera del ‘500 di Giovanni da Udine. La professoressa Elisabetta Marioni, assessore all’Istruzione del Comune di Udine, oltre che aderente all’ANVGD, ha portato il saluto del sindaco Pietro Fontanini e del Consiglio comunale intero, accennando alle varie attività svolte per il Giorno del ricordo nelle scuole.

Udine, Oratorio della Purità – Rosalba Meneghini legge le preghiere dedicate ai defunti d’Istria, Fiume e Dalmazia, accanto a Bruna Zuccolin e Franco Pischiutti. Foto E. Varutti

Ha poi avuto la parola Daria Gorlato, esule da Dignano d’Istria, che ha ricordato l’attività svolta dai soci ANVGD nell’orto-giardino botanico di via Bariglaria, sotto la direzione del dottor Mario Canciani, nato a San Canzian d’Isonzo (GO) nel Villaggio giuliano, con avi di Dignano d’Istria. Per un saluto e un ringraziamento alla dirigenza ANVGD per la attività svolte è intervenuto Enzo Bertolissi, delegato ANVGD per i rapporti con l’importante amministrazione locale di Tarvisio (UD), al confine con l’Austria. In chiusura, prima della consegna di alcuni doni, il poeta Giuseppe Capoluongo, la cui suocera era di Rovigno, ha letto due sue composizioni inedite, una delle quali così intitolata: “Follia / Sormontava il delirio la ragione / vorticosi progetti inanellati / brama rendeva l’uomo essere infame / era scempio dei segni di cultura / sbandierava i suoi sogni la follia / spirava il vento dell’umano orrore / e tra la gente terrore e crudeltà / nell’abominio della sofferenza / dove l’umanità era carente / era un delirio folle in chi lo volle / e tormento sarà in lui l’eternità”. Gli eventi si sono svolti con obbligo di green pass e mascherina coprente naso e bocca.

Testi e Networking a cura di Elio Varutti, Tulia Hannah Tiervo e Sebastiano Pio Zucchiatti. Lettore: Bruno Bonetti. Copertina: I soci sullo scalone del Castello, foto di B. Bonetti. Fotografie di Elio Varutti, Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia n. 29 a Udine, telefono n. 324-9817075 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin. Per altre immagini dell’evento, visitate il sito ufficiale dell’ANVGD di Udine, anno 2021.

Udine, cerimonia per i defunti giuliano dalmati 2021, col vicesindaco e l’ANVGD

Un commosso Loris Michelini, vice sindaco di Udine, oltre che nipote di un esule, ha portato il saluto della Civica Amministrazione alla cerimonia religiosa e patriottica dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine in ricordo dei caduti e dei defunti giuliano dalmati. Il tradizionale evento si è tenuto il 3 novembre 2021, presso la Chiesa del Cimitero di San Vito in Udine.

Si è iniziato con una Santa Messa, alle ore 10.30 in onore delle vittime delle foibe e dei defunti dell’esodo degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia. Al termine della funzione religiosa, celebrata da padre Lorenzo, si è svolto un corteo e una breve cerimonia presso il Monumento ai caduti giuliani e dalmati, opera di Nino Gortan, del 1990, all’ingresso principale dello stesso Cimitero monumentale, nel rispetto delle norme di prevenzione in vigore anti-Covid19. “Ricordare questi morti, scomparsi in modo così tragico – ha detto padre Lorenzo in chiesa – è celebrare i martiri della vita e della società”. L’ingegnere Sergio Satti, esule di Pola e componente del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine, ha letto i brani di chiesa,  mentre Elio Varutti ha fatto un breve riferimento storico all’esodo giuliano dalmata e alla paura delle foibe. Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, ha pronunciato alcune sentite preghiere all’Ascoltaci Signore.

Udine, Chiesa del Cimitero, 3 novembre 2021 – Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine, dietro la bandiera di Fiume ed altri soci alla cerimonia religiosa. Foto Elio Varutti

Oltre alla benedizione, c’è stata la deposizione di una corona di alloro al Monumento, cui è seguita la recita della preghiera dell’infoibato, composta nel 1959 da Monsignor Antonio Santin, vescovo di Trieste e Capodistria, preceduta da alcune parole di omaggio del vice sindaco Michelini, della Zuccolin e di Fabiola Laura Modesto Paulon, esule di Fiume e decana dell’ANVGD di Udine. Poi ci sono stati gli squilli di tromba di Silvio Loreti, oriundo di Spalato, oltre che socio ANVGD.

Tra i vari soci dell’ANVGD presenti alle cerimonie si sono notati Bruno Bonetti, con avi di Zara e Spalato e della Brazza, vice presidente dell’ANVGD di Udine, Flavio Fiorentin, di Verteneglio, in Istria di famiglia paterna originaria di Veglia, Bruna Travaglia, di Albona e Fulvio Pregnolato, tutti del Comitato Esecutivo provinciale ANVGD. Poi c’erano Giorgio e Daria Gorlato, di Dignano d’Istria, Eda Flego, di Pinguente, Sandra Drioli Adami, di Isola d’Istria, Walter Stringaro, di Arsia, Chiara Dorini, di Fiume, Luciana Bernes, oriunda di Visignano d’Istria e Alberto Nadbath, con babbo di Abbazia, in rappresentanza del Villaggio giuliano di via Casarsa a Udine.

Udine, Chiesa del Cimitero, l’ingegnere Sergio Satti, classe 1934, esule di Pola e vice presidente ANVGD 1987-2015, impegnato nelle letture religiose durante la santa messa. Foto Elio Varutti

Era presente pure Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, che ha parlato davanti al Monumento, per ricordare le pregevoli iniziative degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Hanno partecipato Antonello Quattrocchi, presidente della Federazione Italiana Dei Combattenti Alleati (FIDCA), Laura Zanelli. presidente dell’associazione “Giulietta e Romeo in Friuli”, nonché l’architetto Franco Pischiutti (ANVGD Udine) recante il labaro del sodalizio.

Ha comunicato la sua adesione all’iniziativa Elisabetta Marioni, assessore all’Istruzione del Comune di Udine. Infine Rosalba Meneghini, del Comitato Esecutivo, ha comunicato il suo appoggio all’evento, inviando i saluti da Rovigno, dove è intervenuta a nome del Comitato ANVGD di Udine alla commemorazione presso quel cimitero istriano. In chiesa sono state esposte le bandiere d’Istria, Fiume e Dalmazia.

Biografia di Nino Gortan. Pittore, scultore e incisore, è nato a Pinguente d’Istria nel 1931 ed è morto a San Daniele del Friuli, nel 2001. L’artista è di famiglia originaria della Carnia stabilitasi a Pinguente in Istria nel 1870. Dal 1950 Gortan è vissuto a San Daniele del Friuli (UD) dove ha realizzato, tra l’altro, i portali del duomo. Ha partecipato alla Biennale d’arte sacra di Bologna. Sue opere sono presenti anche a Montereale Valcellina (PN), Gorizia, Udine e Atene (portali di bronzo del santuario di Sant’Irene). Per il governo del Camerun ha realizzato la statua dell’eroe nazionale.

Udine, Monumento ai Caduti giuliano dalmati, 3 novembre 2021 – Silvio Loreti alla tromba, Loris Michelini, vice sindaco della città e Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine. Foto Elio Varutti

Progetto e ricerca di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: Bruno Bonetti, vice presidente ANVGD di Udine e Girolamo Jacobson. Copertina: Loris Michelini, vice sindaco di Udine, porta il saluto del sindaco in chiesa. Fotografie di Elio Varutti, Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Udine, 3 novembre 2021 – La preghiera dell’infoibato con padre Lorenzo

Riuscito pranzo istriano dalmata con l’ANVGD di Udine 2021

Anche quest’anno il Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) ha organizzato un riuscito pranzo con menu istriano-dalmata. L’evento conviviale si è svolto il 9 ottobre 2021 presso la Casa della Contadinanza in piazzale del Castello a Udine con 30 partecipanti muniti di mascherina e green pass, come da normativa vigente.

Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, ha salutato festosamente i convenuti, impazienti di assaggiare il profumato prosciutto cotto col cren, oppure i domaći ravioli (casalinghi) e tutte le altre squisitezze bagnate con ribolla ed altro. Molto apprezzato il dolce alla crema “come lo fazeva mia nona” ha ricordato qualche convenuta ai vicini. La Zuccolin ha ricordato le ultime attività del sodalizio, come la presentazione del libro “La patria perduta. Vita quotidiana e testimonianze sul Centro raccolta profughi Giuliano Dalmati di Laterina”, di Elio Varutti. Tale volume è stato illustrato a Trieste, durante la rassegna libraria della Bancarella e a Laterina (AR), col patrocinio del Comune di Laterina Pergine Valdarno e della Regione Toscana, in presenza del sindaco Simona Neri.

Tra i vari soci intervenuti per comunicazioni varie, l’ingegner Sergio Satti, decano dell’ANVGD di Udine, ha comunicato che è nel web un estratto della tesina di diploma di sua nipote Francesca Marin intitolata “Gli esuli”, un pregevole lavoro di ricerca storica svolto alla scuola secondaria di I grado dell’Educandato “Uccellis” di Udine, col monitoraggio didattico della professoressa Manuela Beltramini, di Storia e l’appoggio di Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dell’Istituto. La originale tesina è sulla piattaforma di Slideshare.net

Ha portato il saluto istituzionale del Comune di Udine la professoressa Elisabetta Marioni, neo-assessore all’Istruzione, oltre che socia dell’ANVGD di Udine. La Marioni ha accennato alle numerose iniziative svoltesi all’Istituto professionale alberghiero e commerciale “B. Stringher” sin dall’istituzione del Giorno del Ricordo, con grande interesse degli studenti e la collaborazione degli insegnanti. Ha poi parlato, tra gli altri, il socio Enzo Bertolissi, delegato per tenere i rapporti con l’importante amministrazione comunale di Tarvisio, al confine con l’Austria. Bertolissi, esule da Prosecco (TS), ha illustrato l’argomento del prossimo libro di Roberto Tirelli, dell’Associazione partigiani Osoppo Friuli, sulla figura di alcuni osovani dimenticati, come suo fratello Ermanno Bertolissi, esule in Australia.

Una tavolata del pranzo istriano-dalmata dell’ANVGD di Udine. Fotografia di E. Varutti

Progetto di: Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura di Maria Iole Furlan e E. Varutti. Lettore: Girolamo Jacobson. Adesioni al progetto: Centro studi, ricerca e documentazione sull’esodo giuliano dalmata, Udine. Copertina: Bruno Bonetti, vicepresidente ANVGD Udine, Enzo Bertolissi, Bruna Zuccolin, presidente ANVGD Udine, Sergio Satti, l’assessore comunale Elisabetta Marioni e Elio Varutti, in uno scatto di Giorgio Gorlato.Fotografie di Giorgio Gorlato, E. Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30.  Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Laterina, presentato La patria perduta, libro di Varutti sul Campo profughi, 1946-1963

Si è svolta il 2 ottobre 2021 al Teatro di Laterina (AR) la presentazione del libro La patria perduta, di Elio Varutti (ANVGD Udine), scritto con la collaborazione di Claudio Ausilio (ANVGD Arezzo). Ha aperto i lavori del pomeriggio l’ingegner Simona Neri, sindaca del Comune di Laterina Pergine Valdarno. “Questo volume – ha detto la sindaca – raccoglie dati e testimonianze sul nostro Campo Raccolta Profughi di Laterina e presentarlo in pubblico è un bel momento di confronto, di memoria e di comunità”. La sindaca ha letto inoltre alcuni commoventi brani del testo in riferimento ai bambini, ai maestri e alla scuola funzionante dentro il Campo profughi, con gesti di umanità dei laterinesi.

Poi ha avuto la parola Claudio Ausilio. “Buonasera, con intensa e profonda commozione, sono qui, insieme a voi, per la presentazione del libro La patria perduta – ha detto Ausilio – il nuovo libro sui profughi della Venezia Giulia scritto da Elio Varutti, per l’editore Aska di Firenze.

Innanzitutto voglio salutare e ringraziare il Sindaco del Comune di Laterina Pergine Valdarno, Simona Neri, per l’attenzione e l’ascolto che presta al mondo degli esuli Istriani Fiumani e Dalmati, ringrazio l’amministrazione di Laterina per l’organizzazione dell’evento, il Presidente Nazionale ANVGD Renzo Codarin, la presidente del Comitato Provinciale ANVGD di Udine la dott.ssa Bruna Zuccolin, con il vice presidente Bruno Bonetti, il Prof. Elio Varutti del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine, il presidente dell’ANVGD Toscana Guido Giacometti, il dott. Aldo Ferrucci dell’Aska edizioni.

Laterina, Teatro comunale, 2 ottobre 2021, parte del pubblico alla presentazione de La patria perduta. Foto di Bruno Bonetti, vicepresidente ANVGD Udine

Il saluto va anche ai precedenti Sindaci di Laterina con cui sono stato a contatto, a Catia Donnini e a Rosetta Roselli che ci ha lasciato. Saluto l’Artista Simone Beck Mocenni, pittore, scultore, poeta, figlio di Gualtiero Mocenni, pittore e scultore di Pola, che ha trascorso due anni al Campo. Saluto gli amici esuli e tutti voi presenti che, con la vostra partecipazione date un segno di riconoscimento al valore della memoria e dell’impegno per un futuro più umano per tutti.

Il libro era per me un sogno nel cassetto da più di un lustro, ora è una realtà molto ben documentata. Il progetto è nato nel 2016 per la buona collaborazione tra il sottoscritto e il prof. Elio Varutti, coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Nelle baracche del CRP sono passati oltre 10mila profughi d’Istria, Fiume e Dalmazia, assieme agli italiani espulsi dal Dodecaneso, dalle ex colonie africane e da certi paesi della storica emigrazione italiana, come la Romania e la Tunisia.

Il dramma dell’esodo è il dramma della lacerazione sociale e familiare. Un nucleo viene estirpato perché la sua terra non è più sua. Con l’esodo sparisce un’intera società: più di 300 mila italiani lasciano la propria terra, la propria casa, le radici si troncano. Per tanto tempo questa tragica pagina di storia è stata dimenticata e trascurata anche a livello locale, almeno fino a quando nel 1999, l’amministrazione comunale  di Laterina organizzò un convegno su questi eventi e fece collocare un cippo commemorativo all’ingresso del campo, divenuto ormai area industriale, con una bella dedica ivi apposta ‘…A memoria di questo luogo, dove si consumò il dolore della prigionia e dell’esodo con l’auspicio che si schiudano orizzonti di libertà, di pace, di civile convivenza…’

Anche se il tempo è ormai passato, questa occasione ci deve vedere tutti uniti per conservare la memoria. Soltanto così le giovani generazioni, potranno comprendere e fare tesoro di quanto successo per operare affinché questa pagina di vita italiana rimanga come monito per l’Europa di oggi e di domani e stimolo per realizzare una civile convivenza nel rispetto dei diritti e dei valori dei popoli – ha concluso Ausilio – Grazie di cuore a Voi tutti per la partecipazione a questa serata”.

Parla Simona Neri, sindaca di Laterina Pergine Valdarno; foto di Bruno Bonetti

Ha parlato poi Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, per ringraziare Renzo Codarin, presidente nazionale dell’ANVGD, per l’appoggio dato all’iniziativa editoriale, che ha visto l’originale collaborazione di più associazioni di esuli giuliano dalmati. La Zuccolin ha voluto porre l’attenzione sul valore delle testimonianze raccolte dall’autore per arricchire gli aspetti storici della vicenda così toccante. Guido Giacometti, intervenuto per l’ANVGD Toscana, ha ricordato un fatto paradossale accaduto alla stazione di Laterina negli ultimi anni ‘40, quando scese dal treno una signora agiata con varie valigie e si informò se ci fosse stato un taxi per il Campo profughi. Ha relazionato, infine, Elio Varutti mostrando varie immagini del periodo e indicando i periodi di vita del Campo stesso. Dal 1941 al 1943, sotto il fascismo, è un Campo di concentramento per prigionieri inglesi, sudafricani e canadesi. Sottoalimentazione e scarsa igiene nelle baracche provocano nei 2.500-3.000 prigionieri varie malattie debilitanti, come dissenteria e tifo.

Poi per un anno il Campo è stato un reclusorio sotto la sorveglianza nazista. Dopo la liberazione, avvenuta nel 1944, a cura della VIII Armata britannica, si trasforma fino al 1946 in un campo di concentramento per tedeschi e repubblicani della RSI catturati al Nord. Dal 1946 al 1963, per ben diciassette anni, funziona come Campo profughi per italiani in fuga dall’Istria, Fiume e Dalmazia (per oltre 10mila persone), terre assegnate alla Jugoslavia col trattato di pace del 10 febbraio 1947. Sono proprio italiani della patria perduta. Patiscono il freddo e la fame. Tra i più anziani di loro ci fu un alto tasso di suicidi.

Il saluto di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine alla presentazione di Laterina Pergine Valdarno del 2 ottobre 2021, libro sul Crp di Laterina; foto di Bruno Bonetti

A Laterina giungono pure certi sfollati dalle ex colonie italiane. Il libro tratta in modo specifico questi anni di vita quotidiana e di incontro-scontro con la popolazione locale, fino alla completa integrazione sociale, mediante qualche matrimonio misto e, soprattutto, col lavoro, la fede religiosa e con l’assegnazione delle case popolari ai profughi.

In seguito c’è stato un po’ di dibattito, con alcuni interventi di Laterinesi e di Simone Mocenni, venuto con amici appositamente da Pola. Certi esuli e loro discendenti presenti in sala provenivano, oltre che dal Valdarno, da Firenze e Pisa.

Progetto di Claudio Ausilio (ANVGD Arezzo) e Guido Giacometti (ANVGD Toscana). Testi e Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Lettore: Claudio Ausilio. Copertina: Simona Neri, sindaca di Laterina Pergine Valdarno, in prima fila, vicino a Bruna Zuccolin e Claudio Ausilio; in seconda fila da sinistra: Elio Varutti, Bruno Bonetti, Aldo Ferrucci, Andrea Sordini, vicesindaco e Guido Giacometti. Fotografie di Bruno Bonetti, Daniela Conighi, del Comune di Laterina Pergine Valdarno e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Laterina, Teatro, 2.10.2021 – Elio Varutti al microfono fra Bruna Zuccolin e Guido Giacometti. Foto di Daniela Conighi
Laterina, Teatro, 2.10.2021 – Presentazione de La patria perduta. Claudio Ausilio, Simona Neri (sindaca), Bruna Zuccolin, Elio Varutti e Guido Giacometti. Foto di Daniela Conighi

A Trieste presentati tre libri sul tema dell’esodo giuliano dalmata nella rassegna della Bancarella

Tra i lavori della quarta ed ultima giornata della Bancarella 2021 c’è stata la presentazione di tre volumi sull’esodo giuliano dalmata. La rassegna libraria è dedicata al “Salone del libro dell’Adriatico orientale”. È stata organizzata in Piazza Sant’Antonio Nuovo a cura del Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata (CDM) e del Comitato provinciale di Trieste dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). Tutti gli appuntamenti delle quattro intense giornate, disponibili nel web, erano visibili in diretta sui siti http://www.anvgd.it e http://www.arcipelagoadriatico.it

Tra il pubblico, erano presenti Bruna Zuccolin, presidente del Comitato Provinciale dell’ANVGD di Udine e Bruno Bonetti, vice presidente del medesimo sodalizio, oltre a vari esponenti di altri Comitati, come quello di Milano e di Venezia.

Renzo Codarin, presidente nazionale dell’ANVGD a Trieste nella rassegna della Bancarella. Fotografia di Bruna Zuccolin

Il tema dell’Esodo è stato al centro della prima sessione pomeridiana del 26 settembre 2021, nel corso della quale sono stati presentati “La Patria perduta” di Elio Varutti (inerente il Centro Raccolta Profughi di Laterina, in provincia di Arezzo), “Vita a Palazzo Silos” (le memorie di Anna Maria Zennaro Marsi profuga a Trieste) e “I 60 anni del Villaggio San Marco a Fossoli” (lavoro a cura del Comitato di Modena dell’Anvgd vincitore del Premio Tanzella 2020). Ha condotto l’incontro il giornalista Nicolò Giraldi. Ha parlato per prima Anna Maria Marsi, raccontando il suo passaggio e la permanenza per anni nei box del miserando Campo profughi del Silos, dove oggi funziona un parcheggio coperto. La Zennaro Marsi non ha nascosto gli aspetti più tragici – quali i suicidi – della vita nel Crp triestino, ma ha anche rilevato la capacità di adattamento della maggioranza delle genti istriane e giuliane per affrontare il futuro.

La patria perduta. Vita quotidiana e testimonianze sul Centro raccolta profughi Giuliano Dalmati di Laterina 1946-1963 è il nuovo libro sui profughi della Venezia Giulia scritto da Elio Varutti, dell’ANVGD di Udine, con la preziosa collaborazione di Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo, per l’editore Aska di Firenze. A perdere la patria, dopo la seconda guerra mondiale, sono stati i cittadini italiani di Fiume, Pola e Zara e una parte di quelli di Gorizia e Trieste. Le loro terre, le loro case e i loro averi sono stati dati alla Jugoslavia a saldo dei danni della guerra voluta dal duce e dal re. In 350mila sono stati cacciati, o sono dovuti venir via con documenti regolari, per riversarsi nel resto d’Italia talora matrigna, con la paura delle foibe. Molti transitarono per i Centri raccolta profughi (Crp). Il testo è incentrato sulla vicenda del Campo profughi di Laterina (AR) con riferimento all’esodo giuliano dalmata. Dal 1941 al 1943, sotto il fascismo, è un Campo di concentramento per prigionieri inglesi, sudafricani e canadesi. Sottoalimentazione e scarsa igiene nelle baracche provocano nei 2.500-3.000 prigionieri varie malattie debilitanti, come dissenteria e tifo.

Poi per un anno il Campo è stato un reclusorio sotto la sorveglianza nazista. Dopo la liberazione, avvenuta nel 1944, a cura della VIII Armata britannica, si trasforma fino al 1946 in un campo di concentramento per tedeschi e repubblicani della RSI catturati al Nord. Dal 1946 al 1963, per ben diciassette anni, funziona come Campo profughi per italiani in fuga dall’Istria, Fiume e Dalmazia (per oltre 10mila persone), terre assegnate alla Jugoslavia col trattato di pace del 10 febbraio 1947. Sono proprio italiani della patria perduta. Patiscono il freddo e la fame. Tra i più anziani di loro ci fu un alto tasso di suicidi.

Trieste, Bancarella 2021, pubblico in sala. Foto di Bruno Bonetti

A Laterina giungono pure certi sfollati dalle ex colonie italiane. Il libro tratta in modo specifico questi anni di vita quotidiana e di incontro-scontro con la popolazione locale, fino alla completa integrazione sociale, mediante qualche matrimonio misto (di solito: marito toscano e moglie istro-dalmata) e, soprattutto, col lavoro, la fede religiosa e con l’assegnazione delle case popolari ai profughi.

Il generale Giampaolo Pani, presidente dell’ANVGD di Modena, ha illustrato il volume “I 60 anni del Villaggio San Marco a Fossoli”, pubblicato nel 2016, ma i cui lavori di ricerca iniziarono nel 2013, in un importante convegno. Il villaggio giuliano, aperto nel 1954, chiuse i battenti nel 1970. Era ubicato in via Remesina 32, a Fossoli di Carpi (MO), in quello che fu dapprima campo di concentramento e in seguito la sede della comunità cattolica di Nomadelfia, dedita all’accoglienza dei bambini abbandonati. Il campo di Fossoli ha visto ben sette periodi di accoglienza o di detenzione. Pani ha voluto parlare pure di uno sconosciuto Centro raccolta profughi di Modena, sito in via Caselle 10, su cui necessitano ulteriori ricerche. Nell’interessante e corposo volume dell’ANVGD di Modena c’è uno scritto pure di Annalisa Vukusa, oriunda di Zara, intitolato “Quella oscura inquietudine”, pp. 375-380, componente del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine, oltre che dirigente da anni del medesimo organismo. La Vukusa, nel 2001, è stata autrice di un originale opera, non a caso intitolata Sradicamenti, citata da vari autori dell’esodo giuliano dalmata.

La rassegna si è chiusa con un tributo ad Alida Valli, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita: il critico cinematografico Alessandro Cuk (presidente ANVGD Venezia) ha presentato insieme a Mimmo Verdesca (regista dell’apprezzatissimo docufilm “Alida”) e Pierpaolo De Mejo (nipote della diva polesana) le nuove iniziative che l’ANVGD intende realizzare per celebrare la grande attrice istriana.

I relatori dell’incontro delle ore 15,30 del 26 settembre 2021 alla Bancarella. Foto di Daniela Conighi

Sitologia ed altro – E. Varutti, Da Pirano al Villaggio San Marco di Fossoli di Carpi, 1953-1970, on line dal 27 settembre 2017 su  eliovarutti.blogspot.com

Progetto di Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Testi di Bruno Bonetti e E. Varutti. Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Lettori: Bruno Bonetti, Girolamo Jacobson. Fotografie di Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti e Daniela Conighi e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Elio Varutti e Anna Maria Zennaro Marsi alla Bancarella 2021. Fotografia di Daniela Conighi

Gorizia, pranzo sociale interregionale dell’ANVGD e un libro su Campagnuzza

Si è ripetuto anche quest’anno il ritrovo di esuli giuliano dalmati e loro discendenti a Gorizia il 12 settembre 2021. Oltre che dal Friuli Venezia Giulia, questa volta c’era qualche partecipante dal Veneto. Nella fotografia di copertina si vedono da destra: Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, Maria Grazia Ziberna, presidente dell’ANVGD di Gorizia e Bruno Bonetti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine.

Ci son voluti vari tavoli del ristorante “Tre Stelle”, sullo Stradon della Mainizza per accogliere all’aperto il pranzo sociale dei circa 40 partecipanti indetto dal Comitato Provinciale di Gorizia dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). È stata la professoressa Maria Grazia Ziberna, presidente dell’ANVGD di Gorizia, con genitori di Pola e di Albona, a salutare gli invitati del tradizionale incontro conviviale, allargato ad altri soci e simpatizzanti dell’ANVGD, di Udine, Pordenone e Treviso. Per i soci di Trieste è giunto il saluto di Renzo Codarin, presidente Nazionale dell’organismo, impegnato altrove.

Gorizia, una fase dei lavori del convegno interregionale dell’ANVGD del 12.9.2021. Al microfono Cristian Patres, assessore alle Attività produttive del Comune di Gorgo al Monticano (TV), tra la professoressa Rita De Luca e Maria Rita Cosliani, dell’ANVGD di Gorizia. Fotografia di Elio Varutti

Ha portato il saluto della città Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, oltre che fratello della locale presidente ANVGD. La delegazione del Comitato Provinciale ANVGD di Udine era formata da Bruna Zuccolin, presidente del sodalizio, da Bruno Bonetti, vicepresidente con avi di Zara, da Elio Varutti, del Consiglio direttivo, da Daniela Conighi, oltre che da alcuni partecipanti di Aiello del Friuli (UD).

Maria Grazia Ziberna ha presentato il bilancio delle attività effettuate di carattere religioso, patriottico e di stampo culturale, come la presentazione di libri, o gli interventi nelle scuole a scopo educativo. Ha poi presentato il libro scritto assieme alla giornalista Francesca Santoro col titolo Campagnuzza. Da Villaggio dell’Esule a borgo di Gorizia, edito dal Comitato provinciale dell’ANVGD di Gorizia, nel 2019.

Si sono notate varie personalità dell’ANVGD di Gorizia, alcune delle quali hanno preso la parola. Tra le figure più significative c’era Maria Rita Cosliani, esule da Albona con genitori di Pola, oltre che presidente dell’Associazione Mailing List Histria, che indice il celebre concorso letterario coinvolgendo centinaia di alunni delle scuole italiane d’Istria, Fiume e Dalmazia. Erano presenti inoltre i soci ANVGD della Delegazione di Grado (GO), presieduta da Alda Devescovi, esule da Rovigno, oltre a quella di Monfalcone (GO), guidata dalla delegata Giuliana Garimberti, assessore alle Politiche abitative, servizi ai cittadini e assistenza del Comune di Monfalcone. La Garimberti ha annunciato la prossima intitolazione di una gradinata alla figura di Norma Cossetto, seviziata e uccisa dai titini il 5 ottobre 1943, con un elegante mosaico di una rosa nel porticciolo “Nazario Sauro”, il più a nord del Mare Adriatico.

Gorizia, 12.9.2021, una tavolata di soci ANVGD del capoluogo isontino con la presidente Maria Grazia Ziberna in piedi al microfono. Fotografia di Elio Varutti

Un altro rovignese patoco presente all’incontro era l’attore Tullio Svettini, gradese d’adozione, passato nel suo esodo dal Centro smistamento profughi di Udine. In tale sito transitarono oltre 100mila profughi, accolti tra le coverte tirade, per dare un po’ di intimità familiare tra i cameroni e i letti a castello. Erano presenti anche soci di Fossalon di Grado, località di insediamento di vari esuli istriani, come Sergio Ardessi, esule da Buie. Da Cordenons (PN) era presente il professor Ivano Tiveron, autore di vari studi sull’esodo giuliano dalmata. Ha parlato poi Cristian Patres, assessore alle Attività produttive del Comune di Gorgo al Monticano (TV), che ha ricordato la recente intitolazione di una piazzetta a don Edoardo Gasperini, prete istriano nativo di Capodistria ed esule a Fossalon. Don Gasperini negli anni Cinquanta si prodigò per organizzare, prima a Oderzo (TV) e poi a Gorgo al Monticano, l’accoglienza in un collegio-convitto per i figli degli esuli giuliano-dalmati che si intitolava “Collegio Ragazzi Giuliani”.

È intervenuta, infine, Elisabetta de Dominis, giornalista de «La Voce di New York» e di «Libero» per presentare il suo sito web ( https://www.kepown.com/ ) dedicato, tra l’altro, a racconti e storie su Dalmazia, Trieste, Arbe. A tutti i partecipanti del convivio è stato distribuito un Notiziario di 12 pagine sulle attività dell’ANVGD di Gorizia, oltre alla rivista «I-magazine» contente un ampio servizio giornalistico riguardo al Comitato provinciale ANVGD di Gorizia. La Ziberna ha ricordato poi che i dibattiti e le conferenze sull’esodo giuliano dalmata tenuti dall’ANVGD goriziana sono visionabili sul canale Youtube della stessa associazione. È stato inoltre consegnato ai soci il fascicolo di 30 pagine di Guido Rumici, vicepresidente dell’ANVGD di Gorizia, intitolato “Istria, Fiume e Dalmazia. Cenni storici”, ristampato nel 2020 dalla Presidenza nazionale dell’ANVGD. Detto fascicolo, agile ed istruttivo, è molto richiesto ed apprezzato nelle scuole sin dalla prima edizione del 2010, ormai esaurita.

Gorizia, 12.9.2021, il sindaco della città Rodolfo Ziberna, in primo piano, vicino a Bruna Zuccolin (ANVGD Udine), Maria Grazia Ziberna (ANVGD Gorizia), Bruno Bonetti e Elio Varutti (ANVGD Udine). Fotografia di Maria Letizia Ziberna

Due parole sul libro di Campagnuzza

Si tratta di una riedizione aggiornata ed aumentata del precedente studio andato a ruba, opera di Diego Kuzmin e Francesca Santoro, edito a Gorizia nel 2007 dall’ANVGD col titolo “Il Villaggio dell’esule: storia della Campagnuzza e della sua Chiesa”. La nuova edizione del 2019, a cura di Maria Grazia Ziberna e Francesca Santoro, edita sempre dall’ANVGD di Gorizia e dal Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata, di Trieste, ha per titolo “Campagnuzza. Da Villaggio dell’Esule a borgo di Gorizia”, per descrivere com’è sorto il Villaggio dell’esule nel 1949. Oltre ad una Introduzione storica e ad altri brani della Ziberna, il testo, di 78 pagine, contiene i saluti ufficiali di Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia e di Renzo Codarin, presidente nazionale dell’ANVGD. Nel volume, ricco di fotografie storiche, c’è un breve intervento di Furio Dorini, allievo del collegio “Fabio Filzi” di Gorizia, presidente dell’Associazione “Ierimo del Filzi”. Don Fulvio Marcioni, parroco di Campagnuzza, oltre ai saluti di rito, ha scritto alcune brevi biografie sui sacerdoti di Campagnuzza come: don Luciano Manzin, don Cesare Scolobig, don Duilio Nardin, mons. Arnaldo Greco e don Palo Luigi Zuttion.

Gorizia 12.9.2021, al pranzo sociale dell’ANVGD c’era il professor Ivano Tiveron, di Cordenons (PN), autore di vari studi sull’esodo giuliano dalmata. Fotografia di Elio Varutti

Molto originali appaiono le testimonianze, a cura di Francesca Santoro, che ha raccolto le vicende dell’esodo e di accoglienza a Campagnuzza di Maria Rita Cosliani, Mirella Micheli in Ziberna, di Pola, Anita Glavich in Ziberna, di Albona, Nino Lauriti, di Pola, Bruna Sirotti, di Pisino, Gaetano Valenti, Marisa Maccari, Maria Caterina Barba, Sergio Cionci, giornalista de «L’Arena di Pola», Bruno e Ilda Castellan, di Dignano d’Istria.

Con una mite offerta il libro su Campagnuzza può essere ricevuto presso la sede ANVGD di Gorizia di Passaggio Alvarez n. 8, prenotandosi considerati i tempi di Covid19 al numero telefonico: 339. 8393205. Per altre informazioni sull’interessante volume gli interessati possono scrivere al seguente indirizzo email:  anvgd.gorizia@libero.it

I soci interessati, dietro modica spesa, hanno potuto ricevere una mascherina anti-Covid19 col logo dell’ANVGD, fatta produrre a cura del locale Comitato provinciale, come si vede nella fotografia sottostante.

Brevi note sull’ANVGD di Gorizia – Tra gli altri, fa parte del Consiglio Direttivo provinciale dell’ANVGD di Gorizia il professor Claudio Rosolin, che è di Pisino. Poi la maestra Alda Devescovi e l’attore Tullio Svettini sono della Delegazione di Grado, che comprende anche la frazione di Fossalon, con molti istriani, dove vivono Sergio Ardessi e consorte; essi pure appartengono al Direttivo provinciale.

L’origine del Villaggio dell’Esule di Campagnuzza, come accennato, è raccontata da Diego Kuzmin nel volume scritto con Francesca Santoro “Storia della Campagnuzza e della sua chiesa”, del 2007. Il Comune aveva concesso all’ UNRRA-CASAS un’area di 23mila metri quadrati su cui edificare 22 edifici da quattro alloggi ciascuno su lotti standard da 900 metri quadrati. In realtà, la superficie occupata è stata maggiore rispetto a quella prevista dal progetto del 1949 e il numero degli edifici è stato ampliato. Alla fine ne sono stati realizzati 24, oltre a tre costruzioni “fuori standard”. Il villaggio è stato progettato in modo razionale con strade ortogonali e la sua realizzazione ha tenuto conto dell’area sportiva sorta più a nord. La chiesa è stata edificata solo in una fase successiva; la posa della prima pietra avvenne nel 1959. Tra i primi assegnatari degli appartamenti al Villaggio dell’Esule, oltre alle famiglie Ziberna, ci sono Bruna Sirotti e Maria Rita Cosliani, facenti parte del Direttivo. In tale organismo, infine, c’è Maria Letizia Ziberna, studentessa universitaria.

Gorizia, 12.9.2021 – Da sinistra: il professor Claudio Rosolin, Rudi Ziberna, Bruna Sirotti e Maria Letizia Ziberna. Fotografia di Maria Grazia Ziberna

Il fotografo Arduino Altran – Il socio in primo piano a sinistra nella immagine sottostante, con la camicia bianca, è Arduino Altran (Gorizia, 1932), celebre fotografo dello studio Ervino e Arduino Altran di Gorizia. Le sue fotografie sono state in parte pubblicate sul libro – edito dalla Lega Nazionale di Gorizia, a cura della Libreria Editrice Goriziana – col titolo: “Gorizia contesa. Fotografie dello studio Altran 1944-1954”. Si tratta di un volume fotografico con 230 preziose immagini del difficile periodo delle fasi finali della guerra e dell’immediato  dopoguerra a Gorizia. Nel volume citato si documentano l’occupazione della città da parte delle forze militari tedesche, quella dei partigiani titini e del Governo Militare alleato, con continui cortei e manifestazioni. È documentata poi l’entrata delle truppe italiane in città, ma anche episodi come, per esempio, la famosa “domenica delle scope” dell’agosto 1950, mettendo quindi a disposizione di studiosi e ricercatori una documentazione fotografica in parte inedita, in parte apparsa in maniera frammentaria e spesso senza indicazione dell’autore (a cura di M.G.Z.).

Testi a cura di Elio Varutti e Maria Grazia Ziberna. Networking di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Lettori: Maria Grazia Ziberna e Bruno Bonetti. Fotografie di Maria Letizia Ziberna, Elio Varutti, Maria Grazia Ziberna e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30.  Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Gorizia, 12.9.2021 – Da sinistra: Bruna Sirotti, Maria Letizia Ziberna, Bruno Bonetti, Bruna Zuccolin, Elio Varutti, Giuliana Garimberti, una ospite e Cristian Patres. Fotografia di Maria Grazia Ziberna
Gorizia, 12.9.2021 – Cristian Patres, Maria Rita Cosliani, Tullio Svettini, Anita Glavicich in Ziberna e Alda Devescovi, responsabile della vivace delegazione ANVGD di Grado (GO). Foto di M.G. Ziberna

Udine, Rosario per esuli giuliano dalmati alla Chiesa del Cristo, con l’ANVGD

Si è tenuto un Santo Rosario in onore degli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia alla Chiesa del Cristo di Udine martedì 27 ottobre 2020 alle ore 17,45. “Vogliamo dedicare questo intenso momento religioso – ha detto Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine – agli esuli giuliano dalmati e a tutte le persone venute a mancare in questi tempi di pandemia”.

È iniziata così la toccante cerimonia religioso patriottica officiata da don Maurizio Michelutti, parroco del Cristo che, prima delle preghiere, ha usato parole delicate in ricordo dei profughi istriani, fiumani e dalmati. “È a loro che dedicheremo anche una Santa Messa al termine della recita di questo Santo Rosario – ha detto”. Sull’altare, accanto al presule, c’era Rosalba Meneghini, direttrice del Consiglio pastorale della parrocchia stessa, oltre che figlia di un’esule da Rovigno e membro del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine. La signora Meneghini ha recitato i Misteri del Dolore, con particolare dedica agli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, uccisi dai titini nelle foibe e per coloro che sono fuggiti dalle terre degli avi per l’espansionismo nazionalista iugoslavo.

Udine, Chiesa del Cristo, 27 ottobre 2020 – Il saluto di Bruna Zuccolin prima della recita religiosa

La segreteria dell’ANVGD di Udine in questi giorni ha ricordato che quella del “Santo Rosario  è una tradizione iniziata nel 1952 al Villaggio giuliano di via Casarsa con gli esuli di allora e ripresa nel 2017 dal sacerdote colombiano padre Juan Carlos Cerquera con altri esuli e loro discendenti”. La cerimonia è stata selettiva per scongiurare assembramenti in questo periodo di acuirsi dell’epidemia. A tal proposito era presente in chiesa Alberto Nadbath, figlio di un esule di Abbazia, in rappresentanza degli esuli e dei discendenti dei primi assegnatari di case al Villaggio giuliano di via Casarsa. Il signor Nadbath è fautore delle iniziative, in collaborazione con l’ANVGD, che hanno portato a trasformare la semplice icona della Madonna della Rinascita del Villaggio giuliano (1953) stesso in un’Area del Ricordo, con l’apposizione di due targhe commemorative, col permesso del Comune di Udine.

Udine – Targa commemorativa al Villaggio giuliano di via Casarasa

Tra i partecipanti al rito nella chiesa del Cristo si sono notati tra gli altri, la professoressa Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, Elisabetta Marioni, presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Comune di Udine, Giuseppe Capoluongo, priore della Confraternita del Santo Crocifisso di Udine e Marco Rensi, parente di monsignor Pietro Rensi e nipote di Aldo Rensi, di Pedena, infoibato dai titini il 15.5.1944, tutti soci ANVGD. Al termine dell’incontro religioso il professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, sul sagrato della chiesa ha voluto ricordare gli esuli colpiti dal virus Covid-19, come è successo all’avvocato Gabriele Damiani, esule da Lussinpiccolo, mancato di recente, che fu vicepresidente dell’ANVGD di Udine nel 1977 e come è accaduto a certi esuli giuliano dalmati che furono ospiti del Centro Raccolta profughi di Laterina (AR).

Udine, Chiesa del Cristo, 27 ottobre 2020 – Canto religioso prima della recita del Rosario officiata da don Maurizio Michelutti, parroco del Cristo, accanto a Rosalba Meneghini

Storia del Rosario – La volontà di estendere la celebrazione della preghiera del Rosario ad un mese intero nasce soprattutto dalla grande affermazione che la stessa ebbe dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571). Sulla flotta ottomana ebbero la meglio le navi della Serenissima Repubblica di Venezia, con diversi equipaggi istriani e dalmati (i famosi Schiavoni). La vittoria, secondo San Pio V, fu ottenuta per l’intercessione della Madonna invocata con il Rosario. Secondo la tradizione il Papa, diede l’ordine di suonare le campane in segno di vittoria, prima ancora che l’esito della battaglia giungesse a Roma (Fonte sito web: «Famiglia Cristiana»).

Udine, Chiesa del Cristo, 27 ottobre 2020 – Dietro la bandiera dalmata: Renata Capria D’Aronco, vicino a Elisabetta Marioni

Collegamenti con altre ANVGD – In questi giorni il signor Guido Giacometti, di Trieste, che vive a Pisa, referente dell’ANVGD della Toscana, ha scritto in Facebook: “Le tre vittorie di Poitiers (732), Lepanto (1571) e Vienna (1683) hanno salvato l’Europa dall’Islam. A Lepanto le navi veneziane erano quasi metà della flotta cristiana. La vittoria venne attribuita all’intercessione della Vergine secondo la bella espressione del senato veneto. “Non il valore, non le armi, non i condottieri ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori”. La pratica del Santo Rosario e l’invocazione di Maria Auxilium christianorum è ancora viva tra i giuliani-dalmati i cui avi parteciparono a quella battaglia. Per chi non potesse partecipare ad iniziative come quella di Udine è possibile unirsi alla recita del Rosario per l’Italia collegandosi alle 19:30 su Youtube. Rosario per l’Italia su https://www.youtube.com/watch?v=PDmcU4-5si4

La locandina dell’evento

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Copertina: interno della Chiesa del Cristo a Udine con la bandiera dell’ANVGD. Fotografie di Elio Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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Gorizia, pranzo sociale interprovinciale dell’ANVGD

Un simpatico ritrovo di esuli giuliano dalmati e loro discendenti si è svolto a Gorizia il 6 settembre 2020. Ci son voluti tre tavoli del ristorante “Tre Stelle”, sullo Stradon della Mainizza per accogliere all’aperto il pranzo sociale degli oltre 20 partecipanti indetto dal Comitato Provinciale di Gorizia dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). È stata la professoressa Maria Grazia Ziberna, presidente dell’ANVGD di Gorizia, con genitori di Pola e di Albona, a salutare gli invitati del tradizionale incontro conviviale, allargato ad altre delegazioni dell’ANVGD, come quelle di Trieste e di Udine. Per i soci di Trieste erano presenti Renzo Codarin, presidente Nazionale dell’organismo, accompagnato dalla sua consorte. Si ricorda che Codarin, figlio di esuli istriani, è nato in un campo profughi di Trieste. I suoi genitori scapparono da Capodistria nel 1954, dopo il Memorandum di Londra, quando si è svuotata la Zona B che era controllata dai carri armati iugoslavi. “Fino a quel momento tutti speravano ancora che restasse all’Italia” – ha avuto modo di dichiarare alla RAI il presidente Codarin.

Tullio Svettini, capotavola, vicino ad Alda Devescovi e Didi Pasquali, in giacca blu

Tra i tavoli non poteva mancare Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia oltre che fratello della locale presidente ANVGD. Una curiosità dell’incontro è data dal fatto che il sindaco di Gorizia, già presidente ANVGD, è giunto all’evento in bicicletta. La delegazione del Comitato Provinciale ANVGD di Udine era formata dal professor Elio Varutti, vicepresidente del sodalizio, in rappresentanza della presidente Bruna Zuccolin, oltre alla socia Daniela Conighi, con genitori di Fiume e di Pola.

Mentre affluivano i piatti di pesce si sono notate varie personalità dell’ANVGD di Gorizia. Tra le figure più significative c’era Luigia Pasquali Magnani, detta Didi, decana dell’associazione. Poi si è visto il professor Guido Rumici, vicepresidente ANVGD di Gorizia, di genitori di Albona, assieme a Maria Rita Cosliani, esule da Albona con genitori di Pola. Erano presenti inoltre soci ANVGD della Delegazione di Grado (GO), presieduta da Alda Devescovi, esule da Rovigno, oltre a quella di Monfalcone (GO). Un altro rovignese patoco presente all’incontro era l’attore Tullio Svettini, passato nel suo esodo dal Centro smistamento profughi di Udine, prima di accasarsi a Grado. Erano presenti anche soci di Fossalon di Grado, località di insediamento di vari esuli istriani. Svettini ha informato inoltre su un prossimo evento; si tratta di una lettura scenica dal libro Una spia in laguna di Cristiano Meneghel. L’evento, a cura di Grado Teatro, si terrà il 19 settembre 2020 alle ore 20,45 al Grand Hotel Astoria, in Largo S. Grisogono 3, a ingresso libero.

In qualche tavolo del convivio di Gorizia ci sono state vivaci discussioni su alcuni piatti della gastronomia giuliano dalmata, a cominciare dalle sarde in savor, per passare al baccalà con polenta e per finire con le palacinke, o omlet piene de marmelada, a differenza delle palacinke proposte in questi ultimi decenni nelle trattorie di Nova Gorica, arricchite di noci e uva sultanina.

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Copertina: Maria Grazia Ziberna tra Rodolfo Ziberna, a destra e Renzo Codain. Lettore: Enrico Modotti. Fotografie di Elio Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Angeli custodi al Campo profughi di Laterina. Le cresime di don Bruno Bernini, 1949-‘62

Il 25 luglio 1949 l’attestato della cresima di Gemma Carolina Brun, nata il 18 novembre 1929 ad Albona d’Istria, è firmato da don Pasquale Cacioli, per il parroco di Laterina (AR). La funzione religiosa avviene nella chiesa di Laterina ad opera del mons. Emanuele Mignone, vescovo di Arezzo, con la madrina Valentina Naldini, della parrocchia del Campo profughi di Laterina. Inizia così la storia dei 403 cresimati al Centro raccolta profughi (Crp) aretino, in base ai documenti inediti dell’Archivio parrocchiale. In quegli anni i cuccioli e le cucciole dell’esodo giuliano dalmata hanno tanti angeli custodi a proteggerli, secondo la tradizione cristiana. Molti attestati per i cresimati sono firmati da don Bruno Bernini, parroco di Laterina. Ogni evento religioso vissuto dagli esuli è un momento vitale di meditazione e d’astrazione rispetto alla realtà degradante della promiscua vita in baracca. Secondo importanti scrittori pare che esista persino un rapporto tra l’angelo e l’esilio, come ha affermato Massimo Cacciari nel 1986. Il termine di cuccioli dell’esodo è di Michele Zacchigna (2013).

Crp di Laterina, don Bruno Bernini, primo a sinistra. Collez. Alberto Bernini, Levane (AR).

Il sacramento della cresima, o confermazione, dal 1950 al 1962, è impartito nella cappella del Crp di Laterina, facente parte della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano a Laterina. L’assistenza ai profughi è curata, oltre che dal Ministero dell’Interno, anche dalla Pontificia Opera di Assistenza. Nel maggio 1945 è attivato presso la prefettura di Arezzo un Ufficio Profughi, in considerazione della continua affluenza di sfollati e reduci provenienti dal Nord. Essi sono di passaggio in attesa dei treni per Roma, così è affidata all’E.C.A. del capoluogo la gestione di un campo di transito dove assisterli nei giorni di sosta. Viene a questo proposito attrezzata la caserma “Vittorio Ceccherelli”; un commissario di P.S. nella stessa caserma interroga i profughi man mano che si presentano, per rilasciare a ciascuno il “foglio di via” utile a proseguire il viaggio. Si ha notizia di un campo profughi ad Arezzo centro attivo dal 1945 al 1948, data di istituzione del Campo Profughi di Laterina, a 18 km dal capoluogo aretino.

Il Crp di Laterina viene aperto il 19 agosto 1948, con oltre 30 baracche, servizi inclusi. Chiude i battenti il 30 giugno 1963, trasferendo gli ultimi 207 esuli rimasti a un Crp in provincia di Caserta e in altri posti. Come ha scritto, a pag. 254, Francesca Lisi nella sua tesi di laurea fiorentina del 1991: “Il Centro Raccolta Profughi venne chiuso nel 1963 quando era Direttore Matteucci. I profughi che erano rimasti vennero inviati al Centro di Aversa”. Ad esempio nel 1949 sono ospitati oltre 3mila profughi in un Comune come quello di Laterina che conta 3.332 abitanti, con i gravi problemi di convivenza che si possono immaginare.

Copertina del libro parrocchiale Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, ms. (APLa).

Per cresimare gli adulti del Cpr c’è il vescovo Mignone, nato a Cavatore (AL), il 1º aprile 1864 e deceduto ad Arezzo il 23 dicembre 1961. Egli usa la “cappellina del palazzo vescovile di Arezzo”, come si legge nella lettera del 20 novembre 1952 di Giuliana Del Fabbro, profuga nata a Fiume nel 1931 e trasferitasi a Foggia, presso la famiglia Travaglia – cognome istriano di Albona – con cui chiede l’attestato di cresima, desiderando ella “contrarre matrimonio con un giovane del luogo” (Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina, d’ora in poi: APLa). La cappella del Cpr era nel primo edificio a destra dopo l’ingresso, accanto la baracca canonica e, destra, la baracca n. 19 adibita ad attività di svago, televisione e piccole feste da ballo. Il sacro ed il profano erano molto vicini al Crp di Laterina. Si veda la mappa del Crp ricostruita dall’ANVGD di Arezzo. Nel 1950 la distribuzione per sesso dei cresimati, vede le 18 femmine prevalere di poco sui 17 maschi. Più o meno è così pure per le altre annate.

Tutti i bambini del Crp ricevono l’unzione del crisma nella cappella del Campo stesso, che è dotato di  un “Ufficio del Cappellano”, o canonica, come dal timbro sugli attestati della cresima della Parrocchia di Laterina. Dal 1956 don Mario Ciampelli firma gli attestati per il parroco don Bernini. Grazie ai 139 attestati della cresima consultati e digitalizzati nell’APLa a cura di Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo e tramessi a Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine, assieme ad altri documenti inediti si è potuto allestire la presente ricerca storica. Tali attestati, infatti, contengono l’informazione del luogo battesimo del cresimando, così è stato possibile preparare una topografia dell’esodo giuliano dalmata a Laterina, come si vede nelle tabelle n. 1 e n. 2, nelle quali sono prevalenti le località d’Istria, Fiume e Dalmazia. In esse troviamo tuttavia alcuni sfollati battezzati nelle ex colonie italiane d’Africa (Libia e Eritrea), oltre a rari sfollati provenienti da luoghi della precedente emigrazione istriana, friulana e veneta in Romania, Ungheria, o da terre occupate dal fascismo, come l’Albania e la Tunisia (un solo caso per ogni località di battesimo).

Tabella n. 1 – Luoghi di battesimo dei cresimati al Crp di Laterina (AR) 1949-1953

Luogo 1949195019521953Totale
Istria11791441
Fiume 156425
Zara  1 1
Romania 1 23
Trieste1   1
Albania; Tarcento (UD) 2  2
CL e s. l.  2 2
Totale235182075
Fonte: Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, Attestati di cresima vari, stampati e ms.

C’è chi proviene dal Crp di Marina di Carrara (MC), ma è un caso unico. Capitava agli esuli di essere sballottati da un Crp all’altro. Altri casi isolati sono quelli di bimbi provenienti da situazioni di disagio sociale di altre città italiane, non ultima Trieste, ma la cresimanda è nata a Fiume. Poi ci sono dei soggetti trasferiti dall’Orfanotrofio di Cividale del Friuli (UD) e un altro da Tarcento (UD), andando a segnare un ulteriore collegamento fra Udine e Laterina, già dimostrato in altre analoghe ricerche. Si ricorda che il Centro smistamento profughi di Udine vede passare sotto il suo malandato tetto oltre 100mila esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia dal 1945 al 1960, quando viene chiuso, spostando gli ultimi profughi rimasti al Crp di Cremona. Altre città dove gli sfollati del Crp aretino sono stati battezzati risultano quindi per un solo caso ciascuna: Caltanissetta, Latina, Chieti e Noto (SR). Uno solo è senza luogo.

Processione al Campo profughi di Laterina, 1951. Don Angelo Matteini è vicino all’icona sacra e don Pasquale Cacioli tra le bambine. Si notino gli altarini sulla parete delle baracche, gli addobbi con le candide lenzuola e i vestiti di festa in onore della Madonna. Archivio Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” (Istoreto), Torino, on line dal 2016.

I dati analitici sui luoghi di battesimo dei cresimati a Laterina possono essere osservati nelle tabelle n. 1 e n. 2, suddivise solo per una più agevole lettura, ma prodotte con informazioni della fonte medesima; è l’Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa).

Il numero più elevato di cresimati a Laterina è quello degli istriani, come si nota nelle tabelle n. 1 e n 2; sono ben 41+25 casi, ossia 66 sul totale di 139, rappresentando la percentuale del 47,48%. Oltre che da Pola, la provenienza di tale gruppo è sparsa in vari paesi dell’Istria: Visinada, Sanvincenti, Fasana, Dignano d’Istria, Albona, Orsera, Valle d’Istria, Rovigno, Montona, Arsia, San Lorenzo del Pasenatico, Neresine, Pinguente, Buie, Cherso, Lussinpiccolo, Portole e Capodistria. Ciò è la dimostrazione di come l’esodo risulti un fenomeno diffuso in tutte le terre perse, non solo nei capoluoghi di provincia (Pola, Fiume e Zara).

Al secondo posto delle tabelle n. 1 e n. 2 troviamo i profughi battezzati a Fiume, Abbazia, Laurana e Veglia con 25+9 casi, per un totale di 34 individui, ossia il 24,46%. Prima dei dalmati di Zara, troviamo un gruppo di italiani sfollati dalla Libia; essi sono 18, pari ad una percentuale del 12,95% e provengono da Tripoli, Garian, Zavia, Tigrinna e dal Villaggio Garibaldi di Misurata. Nelle stesse tabelle gli esuli di Zara sono 3, che in percentuale fanno il 2,16%. Gli italiani sfollati dalla Romania sono 6, ossia il 4,32%. Essi provengono dalle località di: Targoviste, Ploiesti, Himedonerg (?), Tulcea, Sinaja e Bucarest.

Tabella n. 2 – Luoghi di battesimo dei cresimati al Crp di Laterina (AR) 1954-1956

Luogo del battesimo195419551956Totale
Istria261725
Fiume3339
Zara2  2
Libia88218
Romania21 3
Budapest1  1
Tunisi; Latina; Chieti 3 3
Marina di Carrara; Eritrea; Noto (SR)  33
Totale18212564
Fonte: Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP     Cresimati dal 1950 al 1962, Attestati di cresima vari, stampati e ms.

Una relazione del 1960 scritta da Dario Pellegrini, direttore del Crp di Laterina documenta la vita dei profughi al Campo: “A circa diciotto km. da Arezzo, ubicato in aperta campagna ed in prossimità del fiume Arno, sorge il Centro raccolta profughi di Laterina. È composto di alcune decine di baracche costruite oltre venti anni fa, […] le condizioni ambientali di questi fabbricati sono quanto mai scadenti: costruite a piano terra, su terreno argilloso, hanno i muri esterni a mattoni sovrapposti. Mancano di soffittature, per pavimento hanno un leggero strato di cemento, mentre gli infissi sono in condizioni veramente precarie per l’usura del tempo e delle intemperie. Particolarmente infelici sono i gabinetti posti all’estremità dei capannoni. Trattasi di stanze freddissime, senza vaschette e coperture, prive di qualsiasi comodità”. Dario Pellegrini è stato in servizio alla Prefettura di Arezzo si dal 1946, di ritorno dalla prigionia. Ha rivestito la carica di Direttore del Crp di Laterina dal 1958 al 1962 (Lisi, p. 244).

Copertina del raccoglitore degli Attestati di cresima del Crp Laterina 1949, stampati e ms (APLa).

Nella tabella n. 3 si notano dei piccoli numeri di differenza tra i singoli attestati di cresima esaminati, che sono di meno rispetto alla rubrica alfabetica manoscritta di tutte le cresime effettuate che, tuttavia, potrebbe non essere immune essa stessa da qualche errore materiale. In sostanza ai 139 attestati consultati risultanti dalle tabelle n. 1 e n. 2 si devono aggiungere altre 6 cresime annotate nella rubrica e non rilevabili dai singoli attestati, così si raggiunge il numero di 145 sacramenti somministrati dal 1949 al 1956 al Crp di Laterina.

Tabella n. 3 – Cresimati al Crp di Laterina (AR), 1952, 1956

Anno        19521956Totale
N. cresimati336
Fonte: Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, ms.

I cresimati dal 1949 al 1956 sono dunque 145, ai quali si devono infine aggiungere quelli risultanti dalla tabella n. 3 riguardante le cresime impartite da 1957 al 1962, che sono 258, perciò il totale generale ammonta a 403 individui unti dal crisma.

Per gli anni dal 1957 al 1962 – vedi la tabella n. 4 – si ha a disposizione della presente ricerca solo la rubrica delle cresime somministrate dal vescovo, senza l’indicazione della località di battesimo del cresimando, maschio o femmina che sia. Si può ipotizzare tuttavia, in base ai cognomi dei cresimandi, una prevalente provenienza dall’Istria, Fiume e Dalmazia per ogni annata. Ci sono, nel 1957, indiscutibili cognomi d’Istria, Fiume e Dalmazia. La grafia è quella della rubrica manoscritta dal parroco: Basso, Benci, Bertossa, Bogliun, Bulessi, Bullesich, Canaletti, Chrevatin, De Vidovich, Dobrich, Drudić, Gobbo, Giorgini, Milotti, Milotich, Pettener, Rocco, Sincic, Sarich, Ussich, Vinovrshi, Valle, Zupcich e Zvietich.

Lidia Pettener, nata a Pola, nel giorno della cresima a Laterina, 19.5.1957. Collez. Lidia Pettener Hautelin, Cannes, Francia.

Per il 1958 abbiamo in prevalenza i seguenti nomi di chiara provenienza giuliano dalmata: Bulich, Cramer, Cotlar, Dorcich, De Vidovich, Francovich, Fonovich, Glavich, Jung, Jelencovich, Jelenoch, Morovich, Matesich, Mosnja, Pocecco, Sincich, Sestan, Turcovich, Vucossa e Zalencich. Nel 1959 si nota ancora una forte presenza di cognomi d’Istria, Fiume e Dalmazia, come ad esempio: Barbierato, Canzian, Marchesich, Perovich, Radolovich, Stipcevich e Xillovich. Nel 1960 si leggono cognomi tipo: Migliore, Olivieri, Rizzo, Ventura e Veggian. Sono del 1961 cognomi come: Casano, De Rocchi, De Santi, Luciani e Macchi. Nel 1962, infine, si trovano cognomi di questo genere: Calega, Forte, Maliacaj, Moscatello e Zardi.

Tabella n. 4 – Cresimati al Crp di Laterina (AR), 1958-1962

Anno195719581959196019611962Tot
Atti394120647123258
Fonte: Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, ms.

I preti del Crp di Laterina – Sono diversi i sacerdoti che si sono occupati degli aspetti religiosi al Crp di Laterina, assieme a due vescovi. Primo fra tutti è da ricordare don Bruno Bernini, parroco di Casanuova, frazione di Laterina per 55 anni fino al 2005, assieme a don Giuseppe Treghini, fotografati nel 1953 con il coro della Cappella del Crp stesso. Prima di don Bernini è ricordato il cappellano don Mario Randellini, operativo dal 1942 al 1946. Dopo di don Bernini ci sono don Uldo Battistini e don Mario Ciampelli, arrivato nel 1954.

Sono da menzionare poi altri parroci di Laterina, nella cui Parrocchia rientrava anche il Crp, come don Ottavio Tinti e don Piero Cheli, che lo seguì. Si ricorda anche don Giuseppe Treghini, Parroco a Vitereta, oggi nel comune di Laterina Pergine Valdarno, in provincia di Arezzo.

Laterina, anni ’50 – don Bruno Bernini, primo a destra. Collez. Alberto Bernini, Levane (AR).

Don Angelo Matteini è stato immortalato in alcune fotografie durante la processione della Madonna dentro il Campo profughi, accanto all’immagine sacra nel 1951. Il canonico Ernesto Severi compare in una fotografia di gruppo di comunicandi davanti alla Cappella del Crp assieme a monsignore Emanuele Mignone, vescovo di Arezzo e a don Pasquale Cacioli, il quale firma molti attesati di cresima nel 1950 (APLa).

Si accenna al fatto che Monsignor Telesforo Giovanni Cioli, vescovo di Arezzo, opera dal 1961, in seguito alla scomparsa di Monsignor Mignone. Le soppresse diocesi di Arezzo, di Cortona e di Sansepolcro, sono unite in persona Episcopi proprio al tempo del Vescovo Giovanni Telesforo Cioli (1961-1983).

Come ha scritto il 10 febbraio 2016 Glenda Venturini nel sito web di Valdarnopost.it Monsignor Luciano Giovannetti fu Cappellano al Campo profughi di Laterina negli ultimi anni di vita della struttura: “Nel 1957 fui ordinato sacerdote, il 15 giugno per la precisione; e il 4 agosto arrivai a Laterina, dove rimasi fino al 1960”, ricorda il monsignore. “Tre anni vissuti a Laterina, dove aveva sede la Parrocchia, e trascorsi spostandosi per dire messa fra il Santuario di Santa Maria in Valle e il Centro Raccolta Profughi, dove erano ospiti i profughi istriani, fiumani e dalmati”.

Casanuova di Laterina, piazza intitolata a don Bernini. Foto C. Ausilio 2020

Biografia di don Bruno Bernini – Don Bruno nasce il 15 maggio del 1921 a Duddova di Bucine (AR). Ordinato presbitero il 29 giugno del 1946, diviene viceparroco amatissimo a Laterina, mentre titolare parroco è don Ottavio Tinti. A partire dal 1° luglio del 1948 gli viene affidata la parrocchia di Poppi (AR). Due anni più tardi diviene parroco a Casanuova di Laterina (AR), comunità che guida per ben 55 anni, fino al 2005, quando ormai anziano, si ritira presso il fratello ad Ambra di Bucine (AR). “Don Bruno Bernini cominciò a svolgere assistenza spirituale al C.R.P. fin dal 1948 e dopo un periodo di assenza ritornò nel 1950, rimanendovi fino al momento della chiusura” (Lisi, p. 255). Nella parrocchia di Casanuova don Bruno è coadiuvato dalla perpetua Maria Dell’Orco.

Don Bruno Bernini

Don Bruno è fautore di un’importante iniziativa nel Crp, realizzata in collaborazione con le istituzioni della Curia. Nel 1956 è istituito un ricreatorio per i giovani. Nei mesi di giugno, luglio ed agosto, quando le scuole erano chiuse, ospitava i bambini da 5 a 14 anni. “Questo, oltre a fornire un servizio di vitto, costituiva anche un fattore educativo e morale molto importante per tutti i ragazzi, che in genere godevano di una eccessiva libertà. Il ricreatorio sorgeva in appositi locali messi a disposizione nel Centro e assisteva giornalmente circa 130 bambini ai quali veniva fornita la colazione e una merenda. Le attività svolte dai bambini del ricreatorio erano coordinate da un insegnante e da più vigilatrici, scelte tra i profughi del Centro e il ricreatorio restava aperto tutti i giorni feriali sia al mattino che al pomeriggio” (Lisi, p. 192-193).

Don Bruno, a partire già dal 1960, è per molti anni insegnante di religione nella scuola media di Laterina e, a cominciare dal 1973, anche nella scuola media di Pergine Valdarno (AR). Nel 1989 gli viene affidata pure la parrocchia di Sant’Agata a Campogialli, in Comune di Terranuova Bracciolini, nella provincia di Arezzo. Dal 2010 viene accolto nella casa di riposo di Santa Maria Maddalena a Gargonza di Monte San Savino (AR). Don Bruno Bernini muore lunedì 27 ottobre 2014. Il funerale si è svolto martedì 28 ottobre, alle ore 15, nella Chiesa di San Pietro Martire a Casanuova di Laterina.

A fine dicembre 2016 la Giunta comunale di Laterina, accogliendo la proposta di alcuni cittadini della frazione, ha intitolato piazza antistante la chiesa nella frazione di Casanuova alla memoria di don Bruno Bernini.

Casanuova di Laterina – Chiesa di San Pietro Martire. Foto C. Ausilio 2020

Il messaggio di Bruna Zuccolin – La presente ricerca si è svolta nello spirito della Legge 30 marzo 2004 n. 92 sul Giorno del Ricordo, per diffondere la conoscenza dei tragici eventi del confine orientale che nel secondo dopoguerra colpirono gli italiani vittime delle foibe, nonché gli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia, preservando le tradizioni di quelle comunità. “È importante ricordare in un clima di collaborazione e di pace tra i popoli in dimensione europea – ha detto Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine – perché così i giovani vengono a sapere di fatti tragici che non dovrebbero più ripetersi”.

Angeli di Laterina. RaccontoSi dice che gli angeli custodi del Centro raccolta profughi di Laterina si diedero a convegno nei primi anni ’60 su un tema sollevato da qualcuno di loro. Ora che si son fatte tutte quelle cresime, diceva il gruppo che tirò in ballo la questione, ci si potrebbe rilassare per ciò che concerne la custodia dei nostri protetti. L’argomento era importante così tanto che erano convenuti tra le nuvole di Laterina un grande numero di angeli, persino da lontani cirri e nembi. Si dice che fossero più di cinquemila, tanti erano stati gli utenti del Campo profughi prossimo alla chiusura. Erano stati i Serafini e i Cherubini a portare sul tavolo di discussione quel tema così intrigante, mentre i Principati e i Podestà guardavano con scetticismo l’affollata assemblea tra ripetuti fruscii di ali bianche. La gerarchia degli angeli è stata esposta nel Libro dei Libri e nelle Confessioni di Sant’Agostino (XII, 22), tanto per dire. Volle parlare l’angelo Girolamo: Ve digo che bisogna star sempre drio al nostro protetto, altrimenti pol suceder come a mi, quando xe sparido el marescial de la finanza de Abbazia Angelo Pusceddu. Xe stado portà via dai miliziani titini de sera, i me ga dito, ma no se sa dove che el xe finido. Mi son ancora che lo cerco. In paese i dise: una piera al collo e via. Allora xe importante star vizin al nostro protetto.

C’era anche Vladimiro, l’angelo custode del tale Redento Rudan, un commerciante di Volosca. Mentre era in coda per la mensa al Campo profughi, detto commerciante ricordava con piacere i cibi della cucina di casa che nulla avevano a che fare coi piatti di latta e la vita nelle baracche. Veniva menzionata la luganega coi crauti, oppure gli gnocchi di susine al burro fuso e cannella, le patate in tecia, le sarde in savor, o infine la cremosa torta Dobos. Tra il sole e i sassi, i vicini di coda si arrabbiavano perché faceva venir loro l’acquolina in bocca e poi si sarebbero trovati l’allungata zuppa indecifrabile e il solito odoroso pezzo di formaggio olandese accompagnato da un tozzo di pane. L’angelo Vladimiro, per via di certe sue rotondità, com’era del resto per il suo protetto, fu soprannominato dai Cherubini più sbertucciati: Bonculovich. Egli per spostarsi da una nuvola bassa a quella alta, essendo pigro, era solito usare una scala di legno, anziché dare un energico battito d’ali. Il convengo degli angeli si concluse con l’accordo di continuare a custodire i propri protetti, anche se ricchi di sacramenti come la comunione e la cresima. Mentre la nuvolaglia dell’incontro si stava diradando di angeli in partenza per le varie destinazioni oltre che in Italia, anche all’estero, come Parigi, New York, l’Ontario, l’Argentina, il Brasile, l’Australia, si sentiva Bonculovich brontolare vistosamente su una nuvola bassa. Chi me ga sconto ancora ‘na volta la mia scala? – continuava a ripetere. Chi xe stado? Tirèmela fora, in pressa.

Non c’è da preoccuparsi finché c’è qualche angelo arrabbiato. È quando sono tristi gli angeli che dalle nubi cominciano a cadere i fiocchi di neve, fintantoché le raffiche dei venti non finiscono per trasformare il tutto in accecanti bufere, come ha scritto Jón Kalman Stefánsson.

Attestato di cresima di Gemma Carolina Brun, battezzata ad Albona, stampato e ms (APLa).

Nota sul Racconto tra fantasia e verità. Angelo Pusceddu, nato a Cagliari nel 1887 e scomparso nel 1945 e soppresso al termine del conflitto, risulta tra le 2.640 Vittime di Nazionalità italiana a Fiume e dintorni, una lista stilata dagli storici italiani e croati nel 2002, pubblicata da Amleto Ballarini e Mihael Sobolevski. Si ringrazia per varie notizie sul maresciallo Pusceddu il signor Francesco Mondì, esule istriano in contatto con Maria, figlia dello scomparso.

Conclusioni – È dimostrato che siano 403 i cresimati al Campo profughi di Laterina (AR) nel periodo 1949-1962. Considerato che ogni nuovo cresimato ha il suo santolo, spesso un esule, è facile dedurre che i profughi coinvolti siano stati, solo per tale particolare cerimonia religiosa, oltre 800. Il Crp ne ha visti transitare oltre 5mila, come già dimostrato in analoghe nostre ricerche. Allora è da smentire il numero di profughi giuliano dalmati riportato da Laura Benedettelli nel suo pur documentato studio intitolato I profughi giuliani, istriani, fiumani e dalmati in provincia di Grosseto, del 2017. Scrive la Benedettelli che “Nella provincia di Arezzo i 588 profughi che arrivarono nei vari anni vennero accolti nel CRP di Laterina (…) che poteva contenere fino a 12.000 persone” (p. 48). Da Laterina non ne passano solo 588, ma più di 5.377.

Si può ben dire che questa sia una produzione culturale italo-francese, dato che alcune immagini che la corredano sono state gentilmente concesse per la pubblicazione da Lidia Pettener Hautelin, nata a Pola ed esule in Francia, che si ringrazia per tale magnifica disponibilità. Le prime fasi dell’indagine sul campo sono state svolte nel 2015 da Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo, che ha visitato l’Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano di Laterina, trovando un generoso altruismo nella persona di don Mario Ghinassi, parroco di allora, che ha messo a disposizione del ricercatore non solo i documenti, ma pure gli strumenti di digitalizzazione. Nel clima di costruttiva collaborazione tra l’ANVGD di Arezzo e quella di Udine, inaugurata nel 2016, Ausilio ha trasmesso copia della documentazione al professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, che si è assunto la direzione della ricerca. Pure la iconografia qui riprodotta  è merito di Claudio Ausilio, grazie alla collaborazione di Alberto Bernini, nipote di Don Bruno Bernini e di altri aretini.

Crp di Laterina, Planimetria post 1950, disegno ricostruito nel 2017 da cura dell’ANVGD di Arezzo. Collezione Claudio Ausilio, Montevarchi (AR).

Dopo una serie di analisi storiche, statistiche e sociologiche, nel 2020, accompagnate dal messaggio di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, si pubblica nel web, a cura della redazione del blog, l’esito di tale innovativa ed articolata indagine.

Archivio e testi originali – La presente ricerca è frutto della collaborazione fra l’ANVGD di Arezzo e il Comitato Provinciale dell’ANVGD di Udine. La consultazione e la digitalizzazione dei materiali d’archivio presso l’APLa è stata effettuata nel 2015 a cura di Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo; per la collaborazione riservata si ringrazia don Mario Ghinassi, parroco di Laterina nel 2015.

Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, Attestati di cresima vari 1949-1957, Lettere, dattiloscr., stampati e ms.

Ricordino della cresima di Lidia Pettener al Crp di Laterina, 19.5.1957, fronte e retro. Collez. Lidia Pettener Hautelin, Cannes, Francia.

Aldo Tardivelli, Un filo spinato… non ancora rimosso, testo videoscritto in Word, s.d. [ma: post 2004?], pp. 1-7. [Risposta circostanziata alle tesi di Ivo Biagianti, pubblicate nel 2000].

Bibliografia

Amleto Ballarini, Mihael Sobolevski (a cura di / uredili), Le vittime di nazionalità italiana a Fiume e dintorni (1939-1947) / Žrtve talijanske nacionalnosti u Rijeci i okolici (1939.-1947.), Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per gli Archivi, 2002.

Laura Benedettelli, I profughi giuliani, istriani, fiumani e dalmati in provincia di Grosseto, Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ISGREC), on-line dal giorno 8 febbraio 2017.

Ivo Biagianti (a cura di), Al di là del filo spinato. Prigionieri di guerra e profughi a Laterina (1940-1960), Comune di Laterina, Stampa Centro editoriale toscano, s.d. [2000].

Diocesi di Arezzo, “Necrologio di don Bruno Bernini”, «Bollettino Diocesano», settembre-ottobre, 2014.

Massimo Cacciari, L’angelo necessario, Milano, Adelphi, 1986.

Francesca Lisi, L’Assistenza post-bellica ad Arezzo. Il Centro Raccolta Profughi di Laterina, Tesi di Laurea, Università di Firenze, Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, Relatore prof. Sandro Rogari, Anno Accademico 1990-1991, pp. 268+XC.

Dario Pellegrini, Relazione del direttore del Crp di Laterina, 1960.

Sant’Agostino, Confessioni, Milano, Rizzoli, 1958.

Jón Kalman Stefánsson, Harmur englanna, Reykjavík, Bjartur, 2009, traduz. ital. di Silvia Cosimini, La tristezza degli angeli, Milano, Iperborea, 3.a ediz. 2017.

Glenda Venturini, “Nel Giorno del Ricordo la testimonianza di Monsignor Giovannetti: “Al Campo profughi di Laterina iniziò il mio sacerdozio” dal sito web valdarnopost.it del 10 febbraio 2016.

Michele Zacchigna, Piccolo elogio della non appartenenza. Una storia istriana, Trieste, Nonostante Edizioni, con una Postfazione di Paolo Cammarosano, 2013.

Attestato di cresima di Filomena Tuntar, battezzata a Visinada del 15.3.1950 (APLa).

Sitologia – E. Varutti, Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, Udine, Provincia di Udine / Provincie di Udin, 2017, on line dal 2018.

E. Varutti, Cuccioli dell’esodo. La scuola elementare al Campo profughi di Laterina (AR), 1948-1950, on line dal 18 giugno 2020.

E. Varutti, Cucciole dell’esodo crescono. La scuola elementare al Campo profughi di Laterina, 1956-1957, on line dal 24 giugno 2020.

E. Varutti, Esodo dei Pettener da Pola a Laterina (AR) con le coverte tirade e in Francia, 1956, on line dal 18 agosto 2020.

Attestato per il Sacrum Chrisma di Ernesto Röttinger, dell’Istituto friulano per orfani di Cividale (UD) del 21.5.1949 per il parroco di Laterina (APLa).

Ricerca diretta dal professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine. Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Disegni di Tommaso Ricci e di Claudio Ausilio, ANVGD di Arezzo. Lettori: Claudio Ausilio, Bruna Zuccolin e Daniela Conighi. Si ringrazia Maria Iole Furlan per il Racconto sugli angeli. Copertina: Laterina, Cappella del Crp 1951, prima comunione con Mons. Emanuele Mignone e don Pasquale Cacioli. Per la concessione alla pubblicazione si ringrazia il sito web di valdarnopost.it Altre immagini da collezioni private citate nell’articolo e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Laterina, Centro raccolta profughi, ricostruzione dell’interno di una baracca, 2019