Riflessioni sul Trekking del Ricordo alla UTE di Udine

All’Università della Terza Età “Paolo Naliato” (UTE) di Udine, in occasione del Giorno del Ricordo, si è tenuta la lezione aperta sul tema “Riflessioni sul Trekking del Ricordo”. L’originale evento si è tenuto in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine. A ragionare riguardo alle camminate sui siti dell’esodo giuliano dalmata a Udine è stato il professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine.

Udine, aula magna dell’UTE, una parte del pubblico all’evento “Riflessioni sul Trekking del Ricordo”. Fotografia di Giorgio Gorlato

L’innovativo incontro si è tenuto mercoledì 12 febbraio 2020, alle ore 17.00, nell’aula magna “Bruno Londero” della UTE, in viale Ungheria 18. È stata la professoressa Maria Letizia Burtulo, presidente UTE “Paolo Naliato” ad aprire la serata ricordando che Varutti è docente di Sociologia del ricordo, esodo giuliano dalmata nella stessa UTE dal 2017. “Questa università intende aprirsi al territorio – ha detto la Burtulo – perciò parliamo di giovani studenti che hanno seguito il Trekking del Ricordo facendo molte domande sul periodo storico successivo alla seconda guerra mondiale per conoscere ed avere consapevolezza su un brano di storia sottaciuto per molto tempo, com’è quello dell’esodo giuliano dalmata”.

Ha poi avuto la parola la professoressa Elisabetta Marioni, presidente della Commissione comunale Cultura e Istruzione. “Vi porto il saluto ufficiale di Pietro Fontanini, sindaco di Udine – ha detto la Marioni – e vorrei lanciare una proposta riguardo al Trekking del Ricordo, perché i luoghi dell’esodo giuliano dalmata in città rappresentano ormai un itinerario culturale e turistico che le scuole superiori potrebbero sviluppare mediante gli studenti in veste di ciceroni dell’itinerario stesso nelle ore di alternanza scuola lavoro”.

Alla UTE di Udine parla Sara Harzarich, nipote del maresciallo Arnaldo Harzarich. Fotografia di Giorgio Gorlato

Bruna Zuccolin, presidente ANVGD Comitato Provinciale di Udine, ha detto che “queste lezioni con la UTE sono state inaugurate alcuni anni fa dal nostro beneamato presidente ingegnere Silvio Cattalini per il Giorno del Ricordo e ringrazio la UTE per questa importante collaborazione”. La Zuccolin ha aggiunto che “quest’anno, grazie al Comune di Udine, il presente evento è stato inserito nelle attività articolate organizzate dal Comune stesso in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano dalmata e delle vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra”. Quello del Trekking del Ricordo è un evento iniziato nel 2017, con l’intervento della Parrocchia di S. Pio X e dell’Associazione Insieme con Noi. “Poi abbiamo voluto proporlo alla città e alle scuole superiori – ha concluso la Zuccolin – con la collaborazione della Società Filologica Friulana e dell’organizzazione del festival Vicino/lontano, riscuotendo un largo successo”.

Aula magna della UTE per il Giorno del Ricordo. Fotografia di Elisabetta Paladina

Poi c’è stata la inaspettata ed applaudita testimonianza di Sara Harzarich, esule da Pola e nipote del maresciallo dei pompieri Arnaldo Harzarich, che per primo andò a recuperare le salme degli italiani uccisi nelle foibe dal terrore titino. La Harzarich ha letto una toccante pagina che era già stata proposta agli allievi delle scuole medie di Martignacco e di Pagnacco nella manifestazione riguardo al Giorno del Ricordo del 10 febbraio scorso.

Il professor Elio Varutti, vicepresidente ANVGD di Udine, ha poi presentato una serie di diapositive in Power Point per mostrare l’attività di Trekking del Ricordo iniziata nel 2017 con la parrocchia di San Pio X e con l’Associazione Insieme con Noi. L’idea iniziale è sorta nel 2012 nell’ambito del corso di Economia turistica che Varutti teneva all’Istituto Stringher, in collaborazione con la professoressa di Storia Maria Pacelli.

Il saluto di Elisabetta Marioni, in rappresentanza del sindaco di Udine.

È stato così predisposto un Itinerario giuliano a Udine. Esodo istriano, un brano sconosciuto di storia locale, disponibile nel web. Si basa su i seguenti punti o stazioni: 1. Leoni marciani di Piazza Libertà a Udine. 2. Il Tiepolo nel percorso giuliano. Un riferimento biblico sull’esodo dell’antichità. 3. Il Villaggio Metallico di Via Monte Sei Busi (zona di Via Gorizia); oggi le baracche non ci sono più, anzi c’è un campo Rom. 4. Il Campo Profughi di Via Pradamano (lapide del 2007 e affreschi di Afro Basaldella). Di qui passarono 100 mila profughi dall’Istria. da Fiume e dalla Dalmazia; era un “Centro di Smistamento Profughi”. 5. Il Villaggio Giuliano di Via Cormor Alto – Via Casarsa, piccole case anni ’50 assegnate agli esuli istriani. 6. Il Tempio Ossario. Nei sotterranei furono accolti i profughi istriani, quando il Centro di Smistamento non aveva più posto. 7. Chiesa della Beata Vergine del Carmine, Via Aquileia. Qui furono celebrati decine di matrimoni di profughi del vicino Centro Smistamento Profughi negli anni ‘50. 8. Monumento ai caduti istriani dalmati in Cimitero a Udine, 1990. 9. Parco Martiri delle foibe, Via Bertaldia, Via Manzini, 2010. Negli anni ’45 e ’50 alcuni profughi si adattarono a vivere nelle case diroccate di Via Bertaldia; tali abitazioni furono colpite dai bombardamenti anglo-americani del 1944-’45, che miravano alla vicina stazione ferroviaria.

Al termine dell’esposizioni ci sono state alcune domande da parte del pubblico. In sala si sono notati, tra gli altri, Enrico Berti, presidente del Consiglio comunale di Udine, Egle Tomissich e Aldo Suraci, esuli da Fiume, il professor Angelo Viscovich, esule da Albona e Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria.

Esuli istriani e fiumani in prima fila alla conferenza sul Trekking del Ricordo a Udine, con la UTE il 12 febbraio 2020

Sitologia

E. Varutti, Itinerario giuliano a Udine. Esodo istriano, un brano sconosciuto di storia locale, on line dal giorno 11 aprile 2013.

E. Varutti, Trekking del Ricordo al Liceo Stellini di Udine in memoria dell’esodo istriano, on line dal 22 marzo 2018.

E. Varutti, Il Giorno del Ricordo a Pagnacco coi ragazzi delle scuole, on line dal 14 febbraio 2020.

Aula Magna della UTE di Udine, 12.2.2020 – Il professor Elio Varutti in uno scatto fotografico di Elisabetta Paladina

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Elisabetta Paladina, di Giorgio Gorlato e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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Turismo del Ricordo, lezione di Varutti all’UTE di Udine

L’Università della Terza Età (UTE) di Udine ha aperto un suo corso al tema del Turismo del Ricordo. È stata la professoressa Maddalena Di Girolamo, docente alla UTE di Turismo culturale e responsabile ad ospitare all’interno del suo corso annuale una lezione del professor Elio Varutti sul Turismo del Ricordo. L’evento si è tenuto lunedì 8 aprile 2019 nell’aula magna “Bruno Londero” secondo due appuntamenti, in considerazione che il modulo didattico, avendo tanti iscritti, è sdoppiato nel corso A, alle ore 16 e corso B, alle ore 17.

Udine, 8 aprile 2019, aula magna dell’UTE, una parte di pubblico del secondo corso

Varutti ha portato il saluto di Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine. Poi ha parlato della tematica che coinvolge i discendenti e i protagonisti dell’esodo giuliano dalmata, desiderosi di visitare le terre perse, come dicevano i genitori e i nonni che vissero l’esodo in prima persona dal 1943 al 1960 circa. La fuga di italiani dall’Istria, Fiume e Dalmazia, ha riguardato oltre 280 mila individui secondo i dati dell’Opera Profughi, come stabiliscono gli storici. È vero, altresì, che svariate decine di migliaia di persone scampade non si sono annotate all’Opera Profughi, perciò padre Flaminio Rocchi ha fissato in 350 mila il numero degli individui fuggiti dalle violenze titine.

Le diapositive mostrate da Varutti, che è vicepresidente dell’ANVGD di Udine, si riferiscono ai viaggi d’istruzione che si possono fare oggi sulle affascinanti coste istriane della Slovenia, su quelle dalmate della Croazia e del Montenegro. In tali località i giovani operatori economici locali parlano inglese e, più di qualcuno, l’italiano. Si è parlato dell’organo del mare di Zara, del pesce pescato cucinato a Buccari e della festa del prosciutto istriano di Antignana o di quella del tartufo. Oltre alle grandi specialità enogastronomiche l’Istria e la Dalmazia possono offrire al turista curioso molte opere d’arte, musei e siti archeologici. Si va dalle mura antiche, dalle vestigia dell’Antica Roma fino alle chiese in stile veneziano di Pirano, Parenzo, Pola, Fiume, Zara, Spalato, Sebenico, Ragusa fin giù nelle Bocche del Cattaro, attuale Montenegro.


Udine, 8 aprile 2019, una parte di iscritti al primo corso nell’aula magna dell’UTE

Al termine degli incontri ci sono state molte domande da parte degli oltre cento partecipanti per capire le possibilità turistiche offerte da quei luoghi eccezionali e, ormai, facenti parte della Casa Comune europea nelle terre di Slovenia e di Croazia.

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Si ringrazia per la fotografia di copertina del Power Point Cristina Scala, oriunda di Fiume. Altre fotografie di Elio Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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La quota d’iscrizione per il 2019 è di euro 20 per il capofamiglia e di euro 5 per i familiari conviventi. Si può pagare presso la nostra sede a Udine in Vicolo Sillio 5, ricevendo un gadget. Se non potete spostarvi, telefonateci, verremo noi da voi.

Per fare i bonifici bancari questo è il numero di conto corrente intestato all’ANVGD di Udine presso la UBI Banca, Filiale di Udine in via di Toppo, 87. IBAN:  IT 62 G 03111 12300 000 000 000 233

Udine, Fabio Lo Bono presenta Il Campo Profughi giuliani di Termini Imerese, Palermo

È stato il professor Carlo Enrico Tincani ad aprire un incontro sul tema dell’esodo giuliano dalmata il 26 marzo 2019. “Questo tema è stato per troppo tempo taciuto da molti – ha detto Tincani – poi pareva che fosse un monopolio della destra politica, ora è tempo di fare chiarezza, come questo giovane autore sull’accoglienza in Sicilia dei profughi italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia”. Tincani ha parlato in nome della Università della Terza Età (UTE), dove è docente di Storia contemporanea. La UTE ha organizzato l’evento assieme all’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) Comitato Provinciale di Udine nell’ambito del Giorno del Ricordo 2019.

Il secondo intervento di saluto è stato quello di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine. “Apprezzo molto la comune iniziativa della nostra associazione e dell’UTE – ha detto Zuccolin – con lo spirito di collaborazione già intrapreso negli anni scorsi dal nostro beneamato presidente Silvio Cattalini e noi vogliamo operare in continuità con il suo spirito di pace e di dialogo tra le sponde dell’Alto Adriatico nella Casa comune europea e oggi presentiamo un bel libro”.

Udine, UTE, Fabio Lo Bono illustra il suo libro Popolo in fuga, accanto a Bruna Zuccolin e Elio Varutti

In seguito ha presentato l’autore il professor Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine.  “Esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia fino in Sicilia? – si è domandato Varutti – Ebbene sì, ben due erano i Centri Raccolta Profughi (CRP) attivati nell’isola”. Oltre a quello di Termini Imerese (PA), su cui ha scritto Fabio Lo Bono ce n’era un secondo a Cibali, quartiere di Catania, mentre a Siracusa, sull’isola di Ortigia, come ha precisato Lo Bono, funzionava un sevizio ospedaliero per la massa di profughi provenienti non solo dal confine orientale, ma pure dalle ex colonie africane e dalla Grecia. Lo Bono ha poi spiegato come è nato il testo e come mai contenga tante testimonianze, oltre a inediti documenti d’archivio.

Il titolo del testo di Lo Bono è: Popolo in fuga. Sicilia terra d’accoglienza. Il CRP di Termini Imerese funzionò in una vecchia caserma, dal 4 agosto 1948 all’estate del 1956, quando agli ultimi profughi ospitati furono assegnate le case popolari a Palermo. L’interessante volume di Lo Bono ha visto la sua prima edizione nel febbraio 2016. L’autore, laureato in Lettere moderne all’Università degli Studi di Palermo, è responsabile amministrativo del Museo Civico “Baldassarre Romano” di Termini Imerese. È, inoltre, direttore culturale del Museo Etnoantropologico “Giovanna Bellomo” di Montemaggiore Belsito.

Udine, UTE, pubblico alla presentazione di Popolo in fuga di Fabio Lo Bono. Fotografia di Giorgio Gorlato

Come scrive l’autore nella Premessa: «Il Campo Profughi “La Masa” e i cittadini termitani “gente buona e dal cuore immenso”, memori degli insegnamenti greci, hanno accolto i circa duemila profughi con rispetto e affetto, dando grande prova di solidarietà e garantendo loro una “quasi” normale vita quotidiana» (p. 72). Diversi di questi profughi si sono stabiliti nella località sicula, integrandosi con la popolazione locale, come quando organizzavano assieme le feste del Carnevale con i coloratissimi carri allegorici. Oppure quando andavano a rinforzare le squadre di pallacanestro locali e, vista la prestanza atletica delle “putele” di Fiume e di Pola, le trasformavano nelle compagini di basket più temute della Sicilia.

Udine, il professor Carlo Enrico Tincani saluta il pubblico a nome dell’UTE

Il volume è assai interessante ed originale nella metodologia di ricerca, basata sulle fonti documentarie, ma anche su alcune testimonianze orali. Dopo aver sondato gli archivi dell’Ufficio Anagrafe di Termini Imerese, della locale Biblioteca Comunale “Liciniana”, del Museo Civico “Baldassare Romano” e, persino, i Servizi Cimiteriali del Comune siculo, l’autore si è avvalso della una sitologia del mondo degli esuli giuliano dalmati e di altri siti web, nonché di vari periodici a stampa e documentari-film nazionali.

Ci sono numerosi collegamenti col Centro di smistamento profughi di Udine, da dove transitarono oltre centomila esuli giuliano dalmati, dal 1947 al 1960, per essere destinati nei circa 140 CRP sparsi per l’Italia. Il bel libro di Fabio Lo Bono è già stato presentato con successo e rare polemiche in oltre 176 occasioni e in varie località della Sicilia, a Roma, a Gradisca d’Isonzo, Gorizia, Monfalcone, a Fiume nel Quarnaro e in altri posti.

Udine, aula magna dell’UTE, Sara Harzarich, nipote di Arnaldo Harzarich, saluta i partecipanti all’incontro

Le conclusioni dell’interessante attività culturale pomeridiana aperta al pubblico sono state tratte dalla professoressa Mara Letizia Burtulo, presidente della UTE di Udine. “Voglio sottolineare come con queste produzioni culturali – ha detto la Burtulo – si vada a recuperare il passato, perché se ci manca un pezzo di storia è una perdita per tutti, quindi mi congratulo con l’autore e con l’occasione che abbiamo avuto di ascoltare delle belle storie di accoglienza siciliana dei profughi istriani, fiumani e dalmati”.

Tra i molti interventi che si sono succeduti al termine della presentazione sono da notare quello della scrittrice oriunda di Zara Annalisa Vucusa e delle polesana Sara Harzarich, nipote di Arnaldo Harzarich, maresciallo dei pompieri di Pola, che nel 1943 andò ad esumare le centinaia di salme degli italiani gettati nelle foibe dai titini per pulizia etnica

Il libro presentato

Fabio Lo Bono, Popolo in fuga. Sicilia terra d’accoglienza. L’esodo degli italiani del confine orientale a Termini Imerese, Lo Bono editore, Termini Imerese (PA), 2018, 20 euro.

Per informazioni:   info@lobonopubblicita.it

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Lo Bono e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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