Udine, festa dei Santi patroni, l’ANVGD c’è

Cerimonia religiosa in Duomo a Udine il 12 luglio 2020 per i Santi Ermacora e Fortunato, patroni della città. Erano presenti molte autorità militari e politiche, compreso Pietro Fontanini, sindaco di Udine. Fontanini è pure intervenuto al termine della funzione religiosa su invito dell’arcivescovo. Si sono notati molti labari di associazioni combattentistiche, d’arma e del volontariato, come i donatori di sangue, o il Club UNESCO di Udine. Erano presenti, su invito, anche i dirigenti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine. Oltre a Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine, c’erano il vicepresidente Elio Varutti e l’architetto Franco Pischiutti, in funzione di alfiere col labaro del sodalizio. Tra i presenti si sono notati altri soci ANVGD, come Rosalba Meneghini, del Comitato Esecutivo, il poeta Giuseppe Capoluongo, Renzo Pravisano, già consigliere comunale e la sua signora. Tra le varie autorità comunali, c’era la professoressa Elisabetta Marioni, presidente della Commissione comunale Cultura e Istruzione, oltre che socia ANVGD sin dai tempi del presidente Silvio Cattalini, zaratino.

L’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato ha colto l’occasione nell’omelia per attaccare la “dittatura del pensiero unico” in riferimento alla proposta di legge in campo nazionale contro l’omofobia. Il presule poi ha ricordato il martirio dei due patroni della città senza aver commesso alcun crimine, ma solo desiderosi di affermare la libertà di pensiero.

Elio Varutti, Franco Pischiutti e la presidente ANVGD di Udine Bruna Zuccolin

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Bruna Zuccolin e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Udine, 12 luglio 2020, festa dei Ss. patroni, i soci ANVGD per un minuto senza mascherina anticovid: la signora Pravisano, il vicepresidente Elio Varutti e la presidente Bruna Zuccolin

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Festa della Repubblica a Udine 2020 con l’ANVGD

Il Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), ha partecipato il 2 giugno 2020 alla festa della Repubblica, su invito ufficiale del prefetto di Udine. La breve cerimonia civile si è tenuta in piazza Libertà alle ore 18, nel rispetto delle norme anti-pandemia. Erano presenti, col labaro dell’associazione, Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, col vicepresidente Elio Varutti e il socio Franco Pischiutti.

Bruna Zuccolin e Elio Varutti in una foto di Franco Pischiutti

Ha parlato solo Angelo Ciuni, prefetto di Udine, leggendo il saluto di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica. Si sono notate circa 200 persone, militari, autorità regionali, parlamentari, europarlamentari e vari sindaci, come Pietro Fontanini, sindaco di Udine. C’erano l’assessore regionale Sergio Bini, l’arcivescovo Bruno Mazzocato e Paola Del Din, classe 1923, medaglia d’oro al valor militare. A conclusione dell’incontro il prefetto Ciuni ha ringraziato il Comune e gli alpini della Julia per il supporto organizzativo. Con le note dell’Inno di Mameli si è assistito all’ammaina bandiera tricolore dalla specola del Castello, dandosi appuntamento al 2 giugno 2021.

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Copertina: il saluto di Angelo Ciuni, prefetto di Udine, foto di Leoleo Lulu. Fotografie di Bruna Zuccolin, Franco Pischiutti, Leoleo Lulu e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Udine, piazza Libertà – Franco Pischiutti e Bruna Zuccolin, ANVGD

Udine, Istituto Stringher, onorificenza a Valoppi nel Giorno del Ricordo col prefetto

Il signor Silvano Valoppi, nipote di Michele, un contadino di Gradisca di Sedegliano, prelevato dai partigiani nel 1944 e poi scomparso ha ricevuto da Angelo Ciuni, prefetto di Udine, un attestato e una medaglia. In occasione del Giorno del Ricordo all’Istituto “B. Stringher” di Udine, presentato dalla professoressa Elisabetta Marioni, docente di Storia, c’è stata la consegna della benemerenza solenne da parte del Presidente della Repubblica.

Udine, 11.2.2020 – Auditorium dell’Istituto Stringher, Maddalena Venzo, dirigente scolastica reggente al microfono vicino alla professoressa Elisabetta Marioni, docente di Storia. Fotografia di E. Varutti

Lo straordinario evento si è svolto martedì 11 febbraio 2020 presso la sede principale di via Mons. Nogara. L’Auditorium della scuola alberghiera, commerciale e turistica era zeppo di studenti, accompagnati dai rispettivi insegnanti. Nove classi quinte hanno fatto da cornice al momento ufficiale per l’insignito, in ricordo del nonno, alla presenza di Dino Giacomuzzi, sindaco di Sedegliano, di Pietro Fontanini, sindaco di Udine e di Mara Bolzon, capo Gabinetto del Prefetto e di altri funzionari prefettizi.

È stata la dott.ssa Maddalena Venzo, dirigente scolastica reggente dell’Istituto “B. Stringher”, ad aprire i lavori del Giorno del Ricordo. La preside Venzo, riflettendo sulle violenze del Novecento, ha esortato gli allievi a “vivere da uomini”, citando Primo Levi, col suo celebre libro: “Se questo è un uomo”. Anche se è una grande fatica, ha precisato “bisogna ricordare i momenti e i dolori della vita, per non fare più quegli errori”. Poi c’è stato il saluto ufficiale di Pietro Fontanini, sindaco di Udine, che ha accennato al fatto di “essere stato insegnante nella stessa scuola”. Poi Fontanini ha menzionato la fervente attività dell’ingegnere Silvio Cattalini, esule da Zara, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano dalmata e delle vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra. Cattalini fu presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, dal 1972 al 2017, anno della sua morte.

Giorno del Ricordo all’Istituto Stringher, Udine – In prima fila: Renata Capria D’Aronco, Sergio Satti, Guglielmo Biasutti, Alfredo Vacca, Angelo Ciuni e Pietro Fontanini

Molto toccante è stata la testimonianza dell’ingegnere Sergio Satti, esule da Pola. “Ero un ragazzino e la mia famiglia vien via da Pola nel 1946 – ha detto Satti – per il trasferimento del babbo a Bolzano, quindi noi non siamo profughi, secondo i dati del ministero”. Ecco spiegata la cifra che gli esuli fanno di 350 mila persone d’Istria, Fiume e Dalmazia in fuga dalle violenze titine, che si vendicavano dell’invasione fascista in Jugoslavia del 1941, oppure eliminavano italiani nelle foibe per pulizia etnica. Certi storici limitano il numero dei fuoriusciti a 300 mila o ancor meno a 250 mila individui. “Alcuni rifugiati sono stati schedati in quanto profughi, ma molti di noi no – ha aggiunto Satti – perché mio papà, avendo il lavoro, diceva cosa vuoi che vada a chiedere soldi per toglierli a quei poveretti scappati magari senza valigia”. Il monito di Satti,  molto apprezzato dai ragazzi della scuola è stato di “ricordare per non dimenticare e io voglio testimoniare questo, coi sacrifici si ottengono grandi risultati e siate ottimisti come me”.

C’era stato una mezzora di totale silenzio e di massima attenzione durante la proiezione del filmato storico “Esodo, la memoria tradita”, pubblicato dall’ANVGD nel 2005. Nella mattinata c’è stato l’intervento della dott.ssa Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD, Comitato Provinciale di Udine. “Solo parlando con rispetto e pacatezza – ha detto la Zuccolin – si possono riportare i tragici fatti avvenuti sul confine orientale nelle seconda guerra mondiale e nel dopoguerra”. La presidente Zuccolin si è detta onorata di partecipare all’incontro formativo dello Stringher, “una scuola dove l’ingegnere Cattalini, nostro beneamato presidente, è intervenuto per tanti Giorni del Ricordo, sin dal 2008, sempre con qualche centinaio di attenti studenti, come voi”.

Giorno del Ricordo allo Stringher di Udine, in prima fila: Luca Carocci, Bruna Zuccolin, Fabrizio Cigolot, Antonio Fassina, Silvano Valoppi, Dino Giacomuzzi e Mara Bolzon. Fotografia di Elio Varutti

La mattinata storica si è conclusa con la relazione del professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, sul tema “Insegnare il Giorno del Ricordo”, con riferimenti al Centro smistamento profughi di via Pradamano, attivo dal 1945 al 1960, dove transitarono oltre 100 mila individui in fuga dalle violenze titine.

All’incontro hanno presenziato anche alcune alte cariche militari, come il colonnello Alfredo Vacca, comandante provinciale dei Carabinieri, il tenente colonnello Antonio Fassina, della Guardia di Finanza e Luca Carocci, vice questore di Udine. Tra il pubblico si sono notati Fabrizio Cigolot, assessore alla Cultura del Comune di Udine, la professoressa Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, Guglielmo Biasutti, in rappresentanza di Roberto Volpetti, presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo (APO), Anna Colombo e Mario Barel, dell’ANPI.

Auditorium Stringher, Udine – Ciuni (a destra), Valoppi, Giacomuzzi e Fontanini

Per il puntuale servizio di ricevimento congressuale i dirigenti dell’ANVGD di Udine ringraziano i seguenti allievi della classe 3^ A accoglienza turistica della stessa scuola, guidati dal professor Davide Vincenzo Cirillo: Arianna Bertolissi, Daniele Biasutti, Rossana De Magistra, Cecilia Drusin, Ginevra Del Zotto, Nicole Giorgessi, Stefano Iacumin, Negit Jakuposki, Johnny Lucca, Marika Lucchin, Giada Macauda, Giulia Magnabosco, Ilaria Snaidero, Giulio Vacanti e Krizia Zenarola.

Angelo Ciuni e Elisabetta Marioni al Giorno del Ricordo dell’Istituto Stringher

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Elio Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Preghiera dell’infoibato col sindaco Fontanini in Cimitero a Udine, ANVGD

Il 4 novembre 2019 nella chiesa del Cimitero, alle ore 10,30 Pietro Fontanini, sindaco di Udine, ha partecipato alla cerimonia religiosa per commemorare i defunti d’Istria, Fiume e Dalmazia. “Porto il saluto dell’Amministrazione comunale – ha detto Fontanini – e ringrazio il Comitato di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, perché mantiene vivo il ricordo degli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia fuggiti dalle violenze della guerra e dalla prevaricazione iugoslava”.

La funzione religiosa è stata celebrata da don Tarcisio Bordignon, che è stato molto vicino agli esuli istriani, fiumani e dalmati, quand’era parroco alla chiesa di S. Pio X, dal 1966 al 2014, dato che nella zona oltre a funzionare il più grosso Centro smistamento profughi d’Italia, in via Pradamano 21, diversi esuli trovavano casa e una nuova vita. La lettura dei brani del vangelo è stata effettuata dall’ingegnere Sergio Satti, esule da Pola, decano del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD).

Il professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, ha portato il saluto della presidente Bruna Zuccolin, assente per malattia. “L’odierna cerimonia religiosa, organizzata secondo da tradizione dall’ANVGD – ha detto Varutti – si tiene in suffragio degli esuli defunti e delle vittime delle foibe, come Norma Cossetto, torturata dai titini e gettata nella foiba di Villa Surani in Istria”. Sono stati ricordati, inoltre, i caduti istriani, fiumani e dalmati nella Grande Guerra.

Al termine della funzione religiosa si è svolto il corteo con labaro fino al Monumento ai Caduti giuliano dalmati, opera di Nino Gortan, da Pinguente d’Istria, del 1990, sito all’ingresso del Cimitero monumentale. Il corteo era aperto dal labaro dell’ANVGD sorretto dall’architetto Franco Pischiutti e dalla bandiera tricolore dei soci della Federazione Italiana Dei Combattenti Alleati (FIDCA). La corona d’alloro era portata da Varutti e da Fabiola Modesto Paulon, esule da Fiume.

Udine, 4.11.2019 chiesa del Cimitero, il sindaco Fontanini e Varutti, vicepresidente ANVGD di Udine alla santa messa in suffragio dei defunti d’Istria, Fiume e Dalmazia. Foto Fulvio Pregnolato

In seguito la cerimonia patriottico-religiosa ha visto la benedizione e deposizione della corona d’alloro, con le note del silenzio e gli squilli di tromba a cura del socio Silvio Loreti, nato nel 1944 da genitori di Spalato. C’è stata poi la recita della preghiera dell’infoibato, scritta nel 1959 da Mons. Antonio Santin, vescovo di Trieste e Capodistria.

Tra i tanti presenti c’era Sara Harzarich, nipote di Arnaldo Harzarich, il maresciallo dei pompieri di Pola che, nel 1943, andò proprio ad esumare le salme degli italiani uccisi dalla violenza iugoslava nelle foibe di Vines, di Villa Surani ed in altre voragini carsiche.

Udine, Monumento ai Caduti giuliano dalmati, il silenzio suonato alla tromba da Silvio Loreti, socio ANVGD. Fotografia di Bruno Bonetti

C’era, infine, un’esule particolare che partecipa, per solidarietà, alle attività dell’ANVGD; è la signora Elena Populavez, nata a Kiev (Ucraina), discendente di uno scalpellino friulano emigrato da Clauzetto (PN) nei primi del Novecento.

Storia della Chiesa del Cimitero

Dedicato a S. Giovanni Battista, S. Vito e Modesto il tempio è in stile dorico a pianta quadrangolare, che ha scritto Gabriella Bucco. Sorge nel primo cimitero italiano costruito dopo le leggi napoleoniche, del 5 novembre 1806, che vietavano le sepolture nelle chiese o nelle città. È stato costruito nel periodo 1818-1833, su progetto dell’architetto neoclassico friulano Valentino Presani (Udine 1788-1861). Sullo stesso sito, sin dal 1458, esisteva la chiesetta gotica rurale di S. Vito e Modesto, gli stessi patroni di Fiume del Quarnaro. La biografia dell’architetto Presani ci svela dei collegamenti con Istria e Dalmazia. Dal 1826 al 1839, egli è assunto, infatti, dalla I.R. Direzione delle Pubbliche Costruzioni di Zara, distinguendosi sia come architetto che come ingegnere idraulico non solo a Zara, ma in tutta la Dalmazia. Dal 1839 al 1850 lavora a Trieste, poi a Verona. Le basi del pronao della chiesa sono in pietra d’Istria, come pure le imposte degli archi, le basi e la pavimentazione.

Prossimo appuntamento ANVGD, il Natale del Ricordo

Gli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia sono oramai ultrasettantenni, se non oltre. Molti di loro ci hanno lasciato, come l’ingegnere Silvio Cattalini, presidente dell’ANVGD di Udine dal 1972 al 2017, anno della sua morte. Da decenni il fatto di ritrovarsi per gli auguri prima delle feste natalizie veniva denominato il Natale dell’esule. Sempre più soci dell’ANVGD sono discendenti di esuli, parenti o semplicemente loro amici e cari conoscenti; certi nuovi soci si iscrivono per simpatia e solidarietà verso i temi storici dell’esodo giuliano dalmata, visto sempre di più in una dimensione di pace e di dialogo europeo. Allora la dirigenza dell’ANVGD di Udine ha ritenuto opportuno proporre la modifica del tradizionale appuntamento dei primi di dicembre o di fine novembre in Natale del Ricordo.

Il pubblico presente alla cerimonia religiosa. Foto Gorlato

Ecco in merito a tale affettuosa scadenza il messaggio di Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine: “Carissimi e carissime, come da tradizione ci ritroviamo per festeggiare il Natale. Ci incontreremo domenica 24 novembre 2019, con il seguente programma. Alle ore 11.00 presso l’Oratorio della Purità, in piazza Duomo a Udine, sotto gli affreschi di Giovanni Battista e Domenico Tiepolo, ci sarà la Santa Messa officiata da Mons. Ottavio Belfio. La celebrazione sarà  accompagnata dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal Maestro Ferdinando Dogareschi, sempre molto apprezzato nelle scorse edizioni”.

Alle ore  12.30, con pochi passi, la comitiva si recherà al  Ristorante  Astoria  Italia,  in Piazza  XX  Settembre,  al civico numero 24. Nella hall ci sarà l’aperitivo di benvenuto con stuzzichini ed un brindisi in onore dell’Istria, Fiume e Dalmazia. Seguirà il pranzo tradizionale con il seguente menu. Primi piatti. Brodo di cappone con tortelli. Blecs furlans (lasagne maltagliate) di grano saraceno con ragù d’anatra. Secondi piatti. Petto di galletto gratinato ai pistacchi con patate arrosto. Passaggio di assaggi di broade e muset (rape inacetite in vinaccia con cotechino).Dolce. Pita cjargnela, o fuiace, o ancje pinza, focaccia natalizia della Carnia con mele, noci, pinoli, uvetta e cannella, in memoria dei cràmars (mercanti ambulanti di spezie) che giravano fino in Istria, Dalmazia e Krain (Carniola, oggi Slovenia: Kranjska). La Pinza cjargnela nelle vallate ai confini con la Slovenia, a Gorizia e Trieste è chiamata gubana, putiça, potiza o presniz. Acqua, vini DOC in abbinamento. Caffè.

Udine, Cimitero, 4.11.2019 – Il corteo con corona d’alloro in suffragio dei defunti istriani, fiumani e dalmati. Foto Pregnolato

Ci sarà pure la parte culturale con la presentazione del libro-catalogo “Ricordando l’Istria e la Dalmazia”, raccolta di cartoline d’epoca di Claudio Pastoricchio, alla presenza di Alda Devescovi, delegata dell’ANVGD di Grado (GO). Vedremo poi la proiezione di diapositive con sottofondo  musicale sui momenti importanti e significativi della nostra Associazione nel 2019, a cura dei soci Fabiana Burco e Lorenzo Furlano, con avo di Zara. Ospite speciale della giornata sarà il pittore Giorgio Celiberti. L’invito è esteso a parenti ed amici dei soci dell’ANVGD di Udine. 

Rassegna stampa nel web

Cerimonia Angvd a Udine in memoria degli infoibati, on line dal 2 novembre 2019 su friulionline.com

https://www.friulionline.com/in-friuli/cerimonia-angvd-a-udine-in-memoria-degli-infoibati/

Annuncio evento a Udine del 4.11.2019 sul profilo Facebook “Anvgd Udine”, attivo dal 15 febbraio 2017

Cenni bibliografici

  • Gabriella Bucco, La chiesa del cimitero di Udine, Udine, Monumenti storici del Friuli, Deputazione di Storia Patria per il Friuli, 2013.
  • Emilia Valli, La cucina friulana, Padova, Muzzio, 1992.
Lettura del Vangelo nella Chiesa del Cimitero di Udine. Foto Gorlato

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Copertina: Preghiera dell’Infoibato in Cimitero a Udine; foto di Giorgio Gorlato. Fotografie di Fulvio Pregnolato, Bruno Bonetti, Giorgio Gorlato e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Udine divisa, fischi sul 25 Aprile, applausi ai giovani

Sarebbe una festa nazionale, ma si sta rivelando sempre di più il momento della divisione in tante parti d’Italia. Per alcuni è il giorno di San Marco. D’accordo che il 25 aprile 1945 è solo Milano che viene liberata dal nazi-fascismo. Ovvio che in altre parti d’Italia la Liberazione avviene dopo o era già avvenuta prima. A Udine si aspetta fino al 1° maggio per vedere sfilare le camionette dei Neozelandesi da viale Venezia, borgo Poscolle, via Cavour fino in piazza Vittorio Emanuele, che si chiamerà di lì in poi “Libertà”. La gente era euforica e felice per la fine della guerra. I tempi dell’unità sono finiti. La storia divide.

Andare in piazza ben organizzati con un fischietto ciascuno solo per fischiare il relatore è diventata una moda, un moto di ribellione contro i poteri, che vengono confusi con le istituzioni. Un lungo applauso si è levato il 25 aprile 2019 in piazza Libertà solo quando il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, ha citato la “gloriosa esperienza della repubblica partigiana della Carnia, che anticipò i valori della democrazia, prima di essere con la Costituzione della Repubblica una certezza per i cittadini del nostro Paese”.

Ha avuto il suo bel daffare Dino Spanghero, presidente dell’ANPI, a ricordare che “il 25 aprile è un giorno di festa e di inclusione”. Solo Elia Pupil, rappresentante della Consulta degli studenti, col fazzoletto dell’ANED attorno al collo, in ricordo del nonno deportato e sopravvissuto al Campo di concentramento, ha cercato di salvare capra e cavoli, con un originale contributo già anticipato dal “Messaggero Veneto”, chiedendo di dare la parola ai giovani: “Ora della libertà decido io”. Così si è preso molti applausi. La relazione ufficiale è stata tenuta dal professor Giampaolo Borghello. È intervenuto anche Ferdinando Ceschia, per i sindacati.

Udine, 25 aprile 2019. Bruno Bonetti, Elio Varutti e Franco Pischiutti

I giovani sono stati al centro dell’attenzione anche in piazzale XXVI Luglio al Monumento della Resistenza, col Coro popolare che ha intonato vari canti del periodo. Sono stati citati Piero Calamandrei, Teresa Mattei ed altri personaggi anche dell’attualità.

All’evento ha partecipato con labaro, su invito ufficiale del Comune e degli organizzatori, una delegazione dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) Comitato Provinciale di Udine, composta da Elio Varutti, vicepresidente, Bruno Bonetti, segretario e dal socio Franco Pischiutti. La presidente ANVGD di Udine, Bruna Zuccolin, era impegnata in una contemporanea cerimonia a Barbana di Grado (GO) per la commemorazione del venerabile istriano Egidio Bullesi (1905-1929) – 90° anniversario del transito – 25 aprile 1929, proseguita col pellegrinaggio a Pola del 26 aprile 2019, per l’organizzazione dell’ANVGD di Gorizia.

Tra i vari messaggi ricevuti per l’articolo presente, alcuni di esuli molto critici contro il 25 Aprile, si riporta quello di Sergio Satti, esule da Pola e per decenni vicepresidente ANVGD di Udine quando alla guida c’era l’ingegnere Silvio Cattalini, che interveniva con labaro alla festa: “Partecipare alla festa nazionale del 25 aprile è stato un dovere per noi profughi giuliano dalmati ricordando però che le nostre amate terre natie non sono state liberate con l’aiuto degli anglo americani, ma occupate dalle truppe dell’esercito di Tito e quei territori non vennero restituiti più per la maggior parte all’Italia. La mia cara Pola dove sono nati i miei genitori sotto l’Austria, dove sono nato con Pola italiana, è passata alla Jugoslavia di Tito ed attualmente Croazia ha subito con la sua popolazione rimasta e non tutte le tragedie di due guerre mondiali più la dissoluzione dello stato jugoslavo. Ricordiamo la storia per non dimenticare le sofferenze subite senza rancore”.

Per la cronaca, in copertina, si può notare in piazza Libertà, il labaro celeste dell’ANVGD di Udine, sotto il campanile del Duomo, nella fotografia di Leoleo Lulu, che si ringrazia per la gentile concessione alla diffusione e pubblicazione.

Udine, 25 aprile 2019, piazzale XXVI Luglio. Foto di Bruno Bonetti

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Giorno del Ricordo 2019, il discorso di Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine

Si svolge oggi, domenica 10 febbraio, l’annuale Cerimonia solenne del Giorno del Ricordo in questo posto, davanti a questo cippo, fortemente voluto dal mai dimenticato e amato nostro Presidente Silvio Cattalini, evento centrale di un ampio programma di manifestazioni e iniziative, culturali e di approfondimento, organizzato dal nostro Comitato provinciale di Udine, unitamente al Comune di Udine. Le varie manifestazioni ci vedono insieme ad altri Comuni del territorio, Scuole, Università, Club e Circoli culturali, anche fuori regione.

Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza fissata appunto al 10 Febbraio (data in cui, nel 1947, fu firmato il Trattato di Pace di Parigi che, tra l’altro, assegnava alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro e gran parte della Venezia Giulia) e istituito nel 2004 con apposita legge dello Stato (L. 30 marzo 2004, n. 92) per ricordare le vittime delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata e le drammatiche vicende del confine orientale negli anni a cavallo del secondo dopoguerra.

Celebrare il Giorno del Ricordo significa rivivere una grande tragedia italiana, vissuta allo snodo del passaggio tra la II guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda. Un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente. Mentre sul territorio italiano, in larga parte, la conclusione del conflitto   significava la fine dell’oppressione e il graduale ritorno alla libertà e alla democrazia, un destino crudele di ulteriore sofferenza attendeva gli Italiani dell’Istria, della Dalmazia, della Venezia Giulia nelle zone occupate dalle truppe jugoslave.

Dobbiamo inchinarci tutti davanti alle foibe, a quelle cavità del Carso da cui promana una terribile sensazione di gelo che attanaglia il cuore.

Non possiamo certo dimenticare che con la disumana ferocia delle foibe si consumò una delle peggiori barbarie del secolo scorso e che gli eccidi compiuti contro migliaia di istriani, fiumani e dalmati, la cui unica colpa era quella di essere e di sentirsi italiani, furono un crimine contro l’umanità.

Celebrare il Giorno del Ricordo è un atto storico, ma, soprattutto è un atto morale che implica l’esercizio delle responsabilità che tutti abbiamo nel consegnare alle generazioni future un mondo segnato dai valori positivi della giustizia e della pace.

Mi preme sottolineare l’estrema importanza di questo Giorno e della Legge che lo istituì, poiché oggi, a 15 anni dalla sua approvazione, possiamo alfine riscontrare come, grazie a questo provvedimento e alle tante iniziative che ne sono derivate, i drammi di queste nostre terre non sono più solo un ricordo privato degli esuli sopravvissuti e dei loro familiari, ma un patrimonio di conoscenza per un ben più ampio numero di persone, via via sempre più noto, nell’intero Paese.

Un patrimonio storico e ideale rispetto al quale ognuno di noi dovrebbe porsi ed essere come “un simbolo” di tutta un’intera complessa e tormentata vicenda, con i ricordi da conservare e con le esperienze e testimonianze da tramandare. E ciò in particolare verso i nostri giovani, verso tutti i giovani italiani, i giovani europei, ai quali è doveroso trasmettere il senso dell’immane tragedia che questa parte d’Italia ha vissuto con le Foibe e con l’Esodo dall’Adriatico orientale.

Gli atroci crimini commessi non hanno giustificazione alcuna. Essi non dovranno e non potranno ripetersi in una Europa unita, spazio comune di integrazione, di dialogo, di promozione dei diritti. Oggi popoli amici e fratelli collaborano insieme nell’Unione Europea per la pace, il progresso, la difesa della democrazia, la prosperità.

Un ringraziamento a quanti sono qui oggi intervenuti, Autorità civili, religiose e militari, soci, cittadini, contribuendo in maniera efficace a illustrare, a far rivivere e a comprendere il senso di questa giornata.  GRAZIE.  

                      Dott.ssa Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine

Udine, Parco Martiri delle Foibe 10.2.2019, la preghiera dell’Infoibato

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo e E. Varutti. Fotografie di Germano Vidussi e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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Udine, Giorno del Ricordo al Parco Martiri delle Foibe col sindaco Fontanini

Non si era mai vista così tante gente. Le più alte autorità del territorio hanno partecipato alla commemorazione del Giorno del Ricordo a Udine in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano dalmata e delle vicende del confine orientale, come recita la legge 30 marzo 2004 n. 92. L’evento, organizzato dal Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), presieduto da Bruna Zuccolin, col patrocinio del Comune di Udine, si è svolto nella mattinata del 10 febbraio 2019. Anche la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Club UNESCO di Udine hanno dato il loro patrocinio all’iniziativa, mentre il prefetto ha inviato un sentito messaggio di adesione.

Udine, Giorno del Ricordo 10.2.2019 – Corteo in Via Parini. Fotografia di Daniela Conighi

C’era il gonfalone del Comune di Udine con tre vigili urbani; è il quarto anno che succede. Gli istriani, fiumani e dalmati presenti hanno molto apprezzato tale condivisione. La parte religiosa delle cerimonie è stata inaugurata da monsignore Giancarlo Brianti, della parrocchia della Beata Vergine del Carmine, con la celebrazione della Santa Messa in una chiesa piena zeppa di persone.

Dalla omelia di don Giancarlo Brianti nella S. Messa del 10 febbraio 2019 per il Giorno del Ricordo

Oggi è una giornata particolare non solo per voi rappresentanti degli esuli giuliano dalmati, ma per tutta la collettività nazionale. È il Giorno del Ricordo. Guai a dimenticare. Ricordare è un dovere. Un dovere religioso. Ricordare i nostri cari che hanno concluso la loro vita sulla terra. Ricordare è un segno di amore. È  conservare un legame di affetto, di riconoscenza, vissuti condivisi che hanno tessuto la trama della nostra esistenza.

“Il nostro paradiso si trasformò in un inferno. Non abbiamo mai ricambiato odio con odio, non esiste altra alternativa al perdono e alla pacifica convivenza. Noi dunque abbiamo perdonato, ma abbiamo il sacrosanto diritto di ricordare”.

Con il testamento spirituale di don Cornelio Stefani, esule da Zara, si è conclusa, nel 2016, al Santuario della Madonna di Barbana (a Grado, in provincia di Gorizia) la celebrazione del primo Giubileo degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

Ricordare è un dovere civile. Ricordare anche avvenimenti tristi e drammatici come sono quelli che oggi ricordiamo. Un storia fatta di violenze subite, di morti innocenti, di diritti negati, di esili subiti, di dolorose ingiustizie. Avrete modo tra poco di ricordare tutto questo al parco delle foibe. Non solo con testimonianze e discorsi ma anche con la preghiera che reciteremo insieme composta dal compianto mons. Santin vescovo di Trieste, esule tra gli esuli.

Ricordare non per conservare rancore, odio, spirito di vendetta. Ma ricordare per rispetto delle persone, soprattutto se vittime della ingiustizia. Ricordare anche per affidare al perdono e alla misericordia di Dio i persecutorie. Ricordare perché la verità diventi la cattedra che insegna a costruire un mondo migliore. Perché nella luce della verità si realizzi un mondo rinnovato nella giustizia, nella pace e nella fraternità. 

Don Giancarlo Brianti, parroco della Beata Vergine del Carmine, Udine

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Dopo un breve corteo fino al Parco Martiri delle Foibe c’è stata la deposizione di una corona di alloro al Cippo. È seguita la benedizione e la recita della preghiera dell’Infoibato, scritta da monsignor Antonio Santin, vescovo di Trieste nel 1959.

Poco prima ci sono stati i saluti di Pietro Fontanini, sindaco del Comune, che ha voluto ricordare la recente intitolazione dell’area verde a Parco Martiri delle Foibe, mentre dall’inaugurazione del 2010, col presidente ANVGD ingegnere Silvio Cattalini, esule da Zara, la dedica si riferiva alle Vittime delle Foibe.

Parco Martiri delle Foibe, giornalisti RAI, fotografi e tante foto col cellulare.

Poi il professor Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine ha dato la parola a Bruna Zuccolin, che dal 2017 ha preso le redini del Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD, in seguito alla morte di Cattalini. In seguito c’è stato un breve saluto di Paola Del Din, medaglia d’oro al valor militare, che ha detto: “Bisogna continuare a ricordare questi tragici fatti, complimenti agli organizzatori, guardate quanta gente c’è qui oggi”.

In conclusione della toccante cerimonia è intervenuto lo scrittore Lucio Costantini, figlio di esuli istriani, per leggere un brano da un libro di Anna Maria Mori. Come propose nel 2017 Mario Lorenzutti, esule da Isola d’Istria in Canada, per il Giorno del Ricordo a Udine, si accenderà un lume in casa per tutta la giornata, come aveva appena fatto lui in Canada. Quindi Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria e col babbo portato via dai titini nel 1945 e sparito, ha distribuito dei piccoli lumi agli astanti.

Udine, Parco Martiri delle Foibe 10.2.2019. Fotografia di Daniela Conighi

Tra le autorità presenti si sono notati, tra gli altri, i consiglieri comunali Lorenza Joan, Andrea Cunta, Luca Vidoni, Carlo Pavan, Marcello Mazza, oltre a Francesca Laudicina, assessore al Bilancio del Comune di Udine, Alessandro Ciani, assessore all’Edilizia privata e Elisabetta Maroni vice presidente dello stesso organismo. C’erano poi la professoressa Renata Capria D’Arconco, presidente del Club UNESCO di Udine e Carlo Alberto Lenoci, presidente della Circoscrizione di Udine sud.

Tra i molti partecipanti si sono notati molti esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia coi loro discendenti, il critico d’arte Licio Damiani, esule da Lussinpiccolo, il poeta Giuseppe Capoluongo, priore della Confraternita del Cristo, con parenti da Rovigno, Germano Vidussi, presidente dell’Associazione Insieme con Noi e Renzo Pravisano, già consigliere comunale e presente sin dall’inaugurazione del Parco dedicato agli Infoibati di Via Manzini avvenuta nel 2010. C’erano i labari delle associazioni d’arma, come ad esempio quello dei carabinieri e dei bersaglieri. C’era la bandiera tricolore della sezione di Udine della Federazione Italiana Dei Combattenti Alleati (FIDCA), oltre al labaro dell’ANVGD di Udine.

Udine, Parco Martiri delle Foibe, 10.2.2019 – Parla il sindaco Pietro Fontanini, vicino a Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine. Fotografia di Daniela Conighi

La commemorazione è stata offuscata da un fatto politico. Alcuni esponenti di un gruppo di estrema destra hanno apposto una loro targa al Cippo senza l’autorizzazione del Comune; il sindaco ha quindi annunciato che la targa anonima verrà rimossa. In merito all’increscioso caso diversi profughi e i loro discendenti ci hanno confidato: “No i ne lassa gnanche pregar in pase sui nostri morti”.

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Daniela Conighi e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.