Natale del Ricordo 2021 all’Oratorio della Purità, con l’ANVGD di Udine

“Questa messa viene celebrata in suffragio dei giuliani dalmati morti esuli – ha detto don Lawrence – lontani dalle terre natie d’Istria, Fiume e Dalmazia e per tutte e persone morte senza colpa nei tragici eventi successivi alla seconda guerra mondiale”. La cerimonia svoltasi nell’Oratorio della Purità, alle ore 11 domenica 21 novembre 2021, è stata accompagnata dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal Maestro Ferdinando Dogareschi, assai apprezzato nonostante le mascherine chirurgiche, soprattutto nell’ultimo canto intitolato “El xe nato el 25”. Come ha detto Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine: “è ripresa così la tradizione del Natale del Ricordo dell’ANVGD di Udine, appuntamento religioso e conviviale molto importante per i soci e i loro amici, portato avanti per decenni dall’indimenticato presidente ingegnere Silvio Cattalini, esule da Zara, proprio un bell’evento interrotto solo nel 2020, a causa della pandemia”.

Dall’altare don Lawrence ha aggiunto: “Sia il Signore misericordioso con i defunti, li accolga nella sua Gloria e perdoni gli aguzzini ed i responsabili degli avvenimenti terribili che hanno sconvolto quelle terre e allontanato tante persone che ne portano ancora nel cuore il ricordo”.

La dirigenza dell’ANVGD di Udine, nel rispetto delle normative anti-pandemia, ha ritenuto opportuno proporre il tradizionale appuntamento dell’Avvento che si tiene ai primi di dicembre o a fine novembre nel capoluogo friulano, in piazza Duomo a Udine, sotto gli affreschi di Giovanni Battista e Domenico Tiepolo. La dirigenza dell’ANVGD di Udine intende ringraziare pubblicamente Mons. Luciano Nobile, parroco del Duomo, che ha concesso l’Oratorio della Purità per la cerimonia e il Maestro Dogareschi, per la partecipazione dall’Aquileiensis Chorus al tradizionale incontro degli esuli giuliano dalmati.

Le preghiere dei fedeli, le letture evangeliche sono state tenute dai soci ANVGD: Rosalba Meneghini, la cui mamma era di Rovigno e da Giuseppe Capoluongo, priore della Confraternita del Ss.mo Crocefisso. Tra le preghiere più commoventi si è ascoltato: “Quello giuliano dalmata era un popolo fiero della propria lingua, dei propri usi e tradizioni. Gli sono state tolte le case e il suolo natio, non si perda Signore nel tempo l’identità e il ricordo”. Oppure: “Rasserena o Signore queste anime tristi / per il greve pensiero del bel suolo natio / sappian dare agli eredi che non posson tornare / un ricordo d’amore per le terre lontane / Zara, Pola, Fiume e la diletta Rovigno / la lor patria degli avi dove il cuore han legato / alle case, agli scogli, al mare e alle rocce e all’aure d’un tempo”.

Alle ore 12.30, la comitiva ha affrontato la salita del Castello, per raggiungere la Casa della Contadinanza, dove si è tenuto il pranzo sociale, con antipasto, primo di ravioli di zucca, secondo di carne e verdure, dolce e caffè. C’è stato un servizio navetta per alcuni partecipanti bisognosi del trasporto. Durante il saluto ufficiale della presidente Bruna Zuccolin, sono intervenuti alcuni soci, come ad esempio Bruno Bonetti, vice presidente ANVGD di Udine, con avi di Dalmazia, che ha proposto di fare una fotografia di gruppo sullo scalone del Castello, opera del ‘500 di Giovanni da Udine. La professoressa Elisabetta Marioni, assessore all’Istruzione del Comune di Udine, oltre che aderente all’ANVGD, ha portato il saluto del sindaco Pietro Fontanini e del Consiglio comunale intero, accennando alle varie attività svolte per il Giorno del ricordo nelle scuole.

Udine, Oratorio della Purità – Rosalba Meneghini legge le preghiere dedicate ai defunti d’Istria, Fiume e Dalmazia, accanto a Bruna Zuccolin e Franco Pischiutti. Foto E. Varutti

Ha poi avuto la parola Daria Gorlato, esule da Dignano d’Istria, che ha ricordato l’attività svolta dai soci ANVGD nell’orto-giardino botanico di via Bariglaria, sotto la direzione del dottor Mario Canciani, nato a San Canzian d’Isonzo (GO) nel Villaggio giuliano, con avi di Dignano d’Istria. Per un saluto e un ringraziamento alla dirigenza ANVGD per la attività svolte è intervenuto Enzo Bertolissi, delegato ANVGD per i rapporti con l’importante amministrazione locale di Tarvisio (UD), al confine con l’Austria. In chiusura, prima della consegna di alcuni doni, il poeta Giuseppe Capoluongo, la cui suocera era di Rovigno, ha letto due sue composizioni inedite, una delle quali così intitolata: “Follia / Sormontava il delirio la ragione / vorticosi progetti inanellati / brama rendeva l’uomo essere infame / era scempio dei segni di cultura / sbandierava i suoi sogni la follia / spirava il vento dell’umano orrore / e tra la gente terrore e crudeltà / nell’abominio della sofferenza / dove l’umanità era carente / era un delirio folle in chi lo volle / e tormento sarà in lui l’eternità”. Gli eventi si sono svolti con obbligo di green pass e mascherina coprente naso e bocca.

Testi e Networking a cura di Elio Varutti, Tulia Hannah Tiervo e Sebastiano Pio Zucchiatti. Lettore: Bruno Bonetti. Copertina: I soci sullo scalone del Castello, foto di B. Bonetti. Fotografie di Elio Varutti, Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia n. 29 a Udine, telefono n. 324-9817075 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin. Per altre immagini dell’evento, visitate il sito ufficiale dell’ANVGD di Udine, anno 2021.

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Udine, cerimonia per i defunti giuliano dalmati 2021, col vicesindaco e l’ANVGD

Un commosso Loris Michelini, vice sindaco di Udine, oltre che nipote di un esule, ha portato il saluto della Civica Amministrazione alla cerimonia religiosa e patriottica dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine in ricordo dei caduti e dei defunti giuliano dalmati. Il tradizionale evento si è tenuto il 3 novembre 2021, presso la Chiesa del Cimitero di San Vito in Udine.

Si è iniziato con una Santa Messa, alle ore 10.30 in onore delle vittime delle foibe e dei defunti dell’esodo degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia. Al termine della funzione religiosa, celebrata da padre Lorenzo, si è svolto un corteo e una breve cerimonia presso il Monumento ai caduti giuliani e dalmati, opera di Nino Gortan, del 1990, all’ingresso principale dello stesso Cimitero monumentale, nel rispetto delle norme di prevenzione in vigore anti-Covid19. “Ricordare questi morti, scomparsi in modo così tragico – ha detto padre Lorenzo in chiesa – è celebrare i martiri della vita e della società”. L’ingegnere Sergio Satti, esule di Pola e componente del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine, ha letto i brani di chiesa,  mentre Elio Varutti ha fatto un breve riferimento storico all’esodo giuliano dalmata e alla paura delle foibe. Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, ha pronunciato alcune sentite preghiere all’Ascoltaci Signore.

Udine, Chiesa del Cimitero, 3 novembre 2021 – Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine, dietro la bandiera di Fiume ed altri soci alla cerimonia religiosa. Foto Elio Varutti

Oltre alla benedizione, c’è stata la deposizione di una corona di alloro al Monumento, cui è seguita la recita della preghiera dell’infoibato, composta nel 1959 da Monsignor Antonio Santin, vescovo di Trieste e Capodistria, preceduta da alcune parole di omaggio del vice sindaco Michelini, della Zuccolin e di Fabiola Laura Modesto Paulon, esule di Fiume e decana dell’ANVGD di Udine. Poi ci sono stati gli squilli di tromba di Silvio Loreti, oriundo di Spalato, oltre che socio ANVGD.

Tra i vari soci dell’ANVGD presenti alle cerimonie si sono notati Bruno Bonetti, con avi di Zara e Spalato e della Brazza, vice presidente dell’ANVGD di Udine, Flavio Fiorentin, di Verteneglio, in Istria di famiglia paterna originaria di Veglia, Bruna Travaglia, di Albona e Fulvio Pregnolato, tutti del Comitato Esecutivo provinciale ANVGD. Poi c’erano Giorgio e Daria Gorlato, di Dignano d’Istria, Eda Flego, di Pinguente, Sandra Drioli Adami, di Isola d’Istria, Walter Stringaro, di Arsia, Chiara Dorini, di Fiume, Luciana Bernes, oriunda di Visignano d’Istria e Alberto Nadbath, con babbo di Abbazia, in rappresentanza del Villaggio giuliano di via Casarsa a Udine.

Udine, Chiesa del Cimitero, l’ingegnere Sergio Satti, classe 1934, esule di Pola e vice presidente ANVGD 1987-2015, impegnato nelle letture religiose durante la santa messa. Foto Elio Varutti

Era presente pure Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, che ha parlato davanti al Monumento, per ricordare le pregevoli iniziative degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Hanno partecipato Antonello Quattrocchi, presidente della Federazione Italiana Dei Combattenti Alleati (FIDCA), Laura Zanelli. presidente dell’associazione “Giulietta e Romeo in Friuli”, nonché l’architetto Franco Pischiutti (ANVGD Udine) recante il labaro del sodalizio.

Ha comunicato la sua adesione all’iniziativa Elisabetta Marioni, assessore all’Istruzione del Comune di Udine. Infine Rosalba Meneghini, del Comitato Esecutivo, ha comunicato il suo appoggio all’evento, inviando i saluti da Rovigno, dove è intervenuta a nome del Comitato ANVGD di Udine alla commemorazione presso quel cimitero istriano. In chiesa sono state esposte le bandiere d’Istria, Fiume e Dalmazia.

Biografia di Nino Gortan. Pittore, scultore e incisore, è nato a Pinguente d’Istria nel 1931 ed è morto a San Daniele del Friuli, nel 2001. L’artista è di famiglia originaria della Carnia stabilitasi a Pinguente in Istria nel 1870. Dal 1950 Gortan è vissuto a San Daniele del Friuli (UD) dove ha realizzato, tra l’altro, i portali del duomo. Ha partecipato alla Biennale d’arte sacra di Bologna. Sue opere sono presenti anche a Montereale Valcellina (PN), Gorizia, Udine e Atene (portali di bronzo del santuario di Sant’Irene). Per il governo del Camerun ha realizzato la statua dell’eroe nazionale.

Udine, Monumento ai Caduti giuliano dalmati, 3 novembre 2021 – Silvio Loreti alla tromba, Loris Michelini, vice sindaco della città e Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine. Foto Elio Varutti

Progetto e ricerca di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: Bruno Bonetti, vice presidente ANVGD di Udine e Girolamo Jacobson. Copertina: Loris Michelini, vice sindaco di Udine, porta il saluto del sindaco in chiesa. Fotografie di Elio Varutti, Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Udine, 3 novembre 2021 – La preghiera dell’infoibato con padre Lorenzo

La fine di Spalato e di Zara Italiane, lezione di Bonetti, ANVGD Udine

C’è stata un’interessante conferenza con diapositive il 28 ottobre 2021 presso l’Accademia Città di Udine di via Anton Lazzaro Moro, in collaborazione con Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). L’evento si è tenuto con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il patrocinio del Club UNESCO di Udine. Relatore è stato il dott. Bruno Bonetti, vice presidente dell’ANVGD di Udine, che può vantare degli avi di Dalmazia, nonché dei parenti dell’odierna e croata Split. Il titolo dell’incontro era “La fine di Spalato e di Zara Italiane 1943-1944”. Ha aperto la riunione Francesca Rodighiero, presidente dell’organismo organizzatore, mentre Bruno Ciancarella, segretario della stessa Accademia, ha curato l’accoglienza e la registrazione degli intervenuti.

Rosalba Meneghini, del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine, ha portato il saluto di Bruna Zuccolin, presidente del sodalizio, ricordando il successivo appuntamento del Natale del Ricordo, fissato per il 21 novembre prossimo alle ore 10,30 per la santa messa alla Chiesa della Purità e, per il pranzo conviviale, alla Casa della Contadinanza, nel Castello della città.

Bruno Bonetti ha parlato dei Dalmati italiani, due volte esuli nel 1920 e nel 1944, e presenti nelle loro terre sin dal Duecento. “La fine dell’egemonia italiana in Dalmazia ha avuto origine dopo il 1880, quando il serbo-croato è stata dichiarata lingua ufficiale, a scapito di quella italiana, in vigore sino ad allora – ha detto il relatore – dopo la Grande Guerra hanno dovuto venir via da Curzola, Lesina, Sebenico, Spalato, Traù, perché queste ed altre zone con una minoranza italofona sono state assegnate al Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, poi c’è stato l’esodo del 1943-’44 da Zara che subì 54 bombardamenti aerei angloamericani suggeriti dai titini, per cancellare l’italianità della città, con vestigia romane e veneziane”.

Bonetti si è scusato con l’uditorio per le macabre immagini di odio balcanico che si apprestava a mostrare e commentare, ma “bisogna vedere e capire perché questi fatti non devono più accadere”. Il 12 giugno 1942 è niente meno che il vice federale Giovanni Savo, nativo di Spalato, alla guida del saccheggio della locale sinagoga, addirittura camuffandosi, per spregio, con i paramenti del rabbino. Vengono bruciati i rotoli sacri. Sono attaccati gli ebrei e saccheggiate sessanta abitazioni del ghetto. È il primo fatto avvenuto in Italia o in un territorio soggetto all’Italia da almeno centocinquant’anni. La devastazione della terza sinagoga più antica d’Europa ha visto la partecipazione non solo dei militi fascisti, di origine toscana e pure spalatini, ma anche di carabinieri italiani, secondo Luciano Morpurgo, esponente della comunità ebraica che parlò con i testimoni oculari. Gli scalmanati devastano l’interno del Tempio, compreso il piccolo museo della Comunità. Gettano dalle finestre libri di valore inestimabile, le argenterie, i mantelli rituali e le pregiate stoffe, che vengono raccolte dalle prostitute amanti delle camicie nere e da balordi di piccolo cabotaggio partecipanti al pogrom. L’ideatore del pogrom viene assassinato da un partigiano slavo nel 1943 e poi proseguirono tensioni e gravi violenze come quando, con  l’arrivo dei partigiani di Tito dopo l’8 settembre 1943, furono trucidati circa 250 italiani. Al ritorno dei tedeschi, il 27 settembre 1943, a Spalato entrano gli ustascia, che spogliano e cacciano gli italiani. A fine maggio 1944, i tedeschi mandano via gli italiani anche da Zara, che cade alla fine di ottobre del 1944 in mano ai titini, le cui violenze (in particolare gli annegamenti) provocano l’esodo degli italiani superstiti.

Accademia Città di Udine, 28 ottobre 2021 – parte del pubblico alla conferenza di Bruno Bonetti

Il racconto puntuale di Bonetti ha fatto la cronaca degli ultimi giorni di Zara italiana, martoriata dai bombardamenti e dalla fame, contesa dagli ustascia, circondata da partigiani e cetnici, fino all’esodo di oltre 8mila dalmati italiani ed è stato intervallato da riferimenti familiari, dalla fuga della prozia sul piroscafo Sansego, agli avi della Brazza, fino ai cugini spalatini con cui è in contatto ancor oggi.

Tra i partecipanti all’evento si sono notati Lucio Costantini, figlio di esuli da Buie, socio ANVGD, e la professoressa Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, con altri soci dello stesso circolo. Al termine dell’apprezzata esposizione, tra gli altri, sono intervenuti Livio Sessa, socio ANVGD con avi dalmati due volte esuli prima da Curzola e poi da Pola, e il professor Ugo Falcone, storico militare e consigliere comunale a Udine. Falcone, ad alcuni soci ANVGD, ha anticipato la prossima intitolazione da parte del Comune di Udine di un sito a Norma Cossetto, violentata e uccisa dai titini il 5 ottobre 1943 nella foiba di Vila Surani.

Testi di Bruno Bonetti e Elio Varutti.  Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettore: Bruno Bonetti. Fotografie di Elio Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Laterina, presentato La patria perduta, libro di Varutti sul Campo profughi, 1946-1963

Si è svolta il 2 ottobre 2021 al Teatro di Laterina (AR) la presentazione del libro La patria perduta, di Elio Varutti (ANVGD Udine), scritto con la collaborazione di Claudio Ausilio (ANVGD Arezzo). Ha aperto i lavori del pomeriggio l’ingegner Simona Neri, sindaca del Comune di Laterina Pergine Valdarno. “Questo volume – ha detto la sindaca – raccoglie dati e testimonianze sul nostro Campo Raccolta Profughi di Laterina e presentarlo in pubblico è un bel momento di confronto, di memoria e di comunità”. La sindaca ha letto inoltre alcuni commoventi brani del testo in riferimento ai bambini, ai maestri e alla scuola funzionante dentro il Campo profughi, con gesti di umanità dei laterinesi.

Poi ha avuto la parola Claudio Ausilio. “Buonasera, con intensa e profonda commozione, sono qui, insieme a voi, per la presentazione del libro La patria perduta – ha detto Ausilio – il nuovo libro sui profughi della Venezia Giulia scritto da Elio Varutti, per l’editore Aska di Firenze.

Innanzitutto voglio salutare e ringraziare il Sindaco del Comune di Laterina Pergine Valdarno, Simona Neri, per l’attenzione e l’ascolto che presta al mondo degli esuli Istriani Fiumani e Dalmati, ringrazio l’amministrazione di Laterina per l’organizzazione dell’evento, il Presidente Nazionale ANVGD Renzo Codarin, la presidente del Comitato Provinciale ANVGD di Udine la dott.ssa Bruna Zuccolin, con il vice presidente Bruno Bonetti, il Prof. Elio Varutti del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine, il presidente dell’ANVGD Toscana Guido Giacometti, il dott. Aldo Ferrucci dell’Aska edizioni.

Laterina, Teatro comunale, 2 ottobre 2021, parte del pubblico alla presentazione de La patria perduta. Foto di Bruno Bonetti, vicepresidente ANVGD Udine

Il saluto va anche ai precedenti Sindaci di Laterina con cui sono stato a contatto, a Catia Donnini e a Rosetta Roselli che ci ha lasciato. Saluto l’Artista Simone Beck Mocenni, pittore, scultore, poeta, figlio di Gualtiero Mocenni, pittore e scultore di Pola, che ha trascorso due anni al Campo. Saluto gli amici esuli e tutti voi presenti che, con la vostra partecipazione date un segno di riconoscimento al valore della memoria e dell’impegno per un futuro più umano per tutti.

Il libro era per me un sogno nel cassetto da più di un lustro, ora è una realtà molto ben documentata. Il progetto è nato nel 2016 per la buona collaborazione tra il sottoscritto e il prof. Elio Varutti, coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Nelle baracche del CRP sono passati oltre 10mila profughi d’Istria, Fiume e Dalmazia, assieme agli italiani espulsi dal Dodecaneso, dalle ex colonie africane e da certi paesi della storica emigrazione italiana, come la Romania e la Tunisia.

Il dramma dell’esodo è il dramma della lacerazione sociale e familiare. Un nucleo viene estirpato perché la sua terra non è più sua. Con l’esodo sparisce un’intera società: più di 300 mila italiani lasciano la propria terra, la propria casa, le radici si troncano. Per tanto tempo questa tragica pagina di storia è stata dimenticata e trascurata anche a livello locale, almeno fino a quando nel 1999, l’amministrazione comunale  di Laterina organizzò un convegno su questi eventi e fece collocare un cippo commemorativo all’ingresso del campo, divenuto ormai area industriale, con una bella dedica ivi apposta ‘…A memoria di questo luogo, dove si consumò il dolore della prigionia e dell’esodo con l’auspicio che si schiudano orizzonti di libertà, di pace, di civile convivenza…’

Anche se il tempo è ormai passato, questa occasione ci deve vedere tutti uniti per conservare la memoria. Soltanto così le giovani generazioni, potranno comprendere e fare tesoro di quanto successo per operare affinché questa pagina di vita italiana rimanga come monito per l’Europa di oggi e di domani e stimolo per realizzare una civile convivenza nel rispetto dei diritti e dei valori dei popoli – ha concluso Ausilio – Grazie di cuore a Voi tutti per la partecipazione a questa serata”.

Parla Simona Neri, sindaca di Laterina Pergine Valdarno; foto di Bruno Bonetti

Ha parlato poi Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, per ringraziare Renzo Codarin, presidente nazionale dell’ANVGD, per l’appoggio dato all’iniziativa editoriale, che ha visto l’originale collaborazione di più associazioni di esuli giuliano dalmati. La Zuccolin ha voluto porre l’attenzione sul valore delle testimonianze raccolte dall’autore per arricchire gli aspetti storici della vicenda così toccante. Guido Giacometti, intervenuto per l’ANVGD Toscana, ha ricordato un fatto paradossale accaduto alla stazione di Laterina negli ultimi anni ‘40, quando scese dal treno una signora agiata con varie valigie e si informò se ci fosse stato un taxi per il Campo profughi. Ha relazionato, infine, Elio Varutti mostrando varie immagini del periodo e indicando i periodi di vita del Campo stesso. Dal 1941 al 1943, sotto il fascismo, è un Campo di concentramento per prigionieri inglesi, sudafricani e canadesi. Sottoalimentazione e scarsa igiene nelle baracche provocano nei 2.500-3.000 prigionieri varie malattie debilitanti, come dissenteria e tifo.

Poi per un anno il Campo è stato un reclusorio sotto la sorveglianza nazista. Dopo la liberazione, avvenuta nel 1944, a cura della VIII Armata britannica, si trasforma fino al 1946 in un campo di concentramento per tedeschi e repubblicani della RSI catturati al Nord. Dal 1946 al 1963, per ben diciassette anni, funziona come Campo profughi per italiani in fuga dall’Istria, Fiume e Dalmazia (per oltre 10mila persone), terre assegnate alla Jugoslavia col trattato di pace del 10 febbraio 1947. Sono proprio italiani della patria perduta. Patiscono il freddo e la fame. Tra i più anziani di loro ci fu un alto tasso di suicidi.

Il saluto di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine alla presentazione di Laterina Pergine Valdarno del 2 ottobre 2021, libro sul Crp di Laterina; foto di Bruno Bonetti

A Laterina giungono pure certi sfollati dalle ex colonie italiane. Il libro tratta in modo specifico questi anni di vita quotidiana e di incontro-scontro con la popolazione locale, fino alla completa integrazione sociale, mediante qualche matrimonio misto e, soprattutto, col lavoro, la fede religiosa e con l’assegnazione delle case popolari ai profughi.

In seguito c’è stato un po’ di dibattito, con alcuni interventi di Laterinesi e di Simone Mocenni, venuto con amici appositamente da Pola. Certi esuli e loro discendenti presenti in sala provenivano, oltre che dal Valdarno, da Firenze e Pisa.

Progetto di Claudio Ausilio (ANVGD Arezzo) e Guido Giacometti (ANVGD Toscana). Testi e Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Lettore: Claudio Ausilio. Copertina: Simona Neri, sindaca di Laterina Pergine Valdarno, in prima fila, vicino a Bruna Zuccolin e Claudio Ausilio; in seconda fila da sinistra: Elio Varutti, Bruno Bonetti, Aldo Ferrucci, Andrea Sordini, vicesindaco e Guido Giacometti. Fotografie di Bruno Bonetti, Daniela Conighi, del Comune di Laterina Pergine Valdarno e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Laterina, Teatro, 2.10.2021 – Elio Varutti al microfono fra Bruna Zuccolin e Guido Giacometti. Foto di Daniela Conighi
Laterina, Teatro, 2.10.2021 – Presentazione de La patria perduta. Claudio Ausilio, Simona Neri (sindaca), Bruna Zuccolin, Elio Varutti e Guido Giacometti. Foto di Daniela Conighi

A Trieste presentati tre libri sul tema dell’esodo giuliano dalmata nella rassegna della Bancarella

Tra i lavori della quarta ed ultima giornata della Bancarella 2021 c’è stata la presentazione di tre volumi sull’esodo giuliano dalmata. La rassegna libraria è dedicata al “Salone del libro dell’Adriatico orientale”. È stata organizzata in Piazza Sant’Antonio Nuovo a cura del Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata (CDM) e del Comitato provinciale di Trieste dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). Tutti gli appuntamenti delle quattro intense giornate, disponibili nel web, erano visibili in diretta sui siti http://www.anvgd.it e http://www.arcipelagoadriatico.it

Tra il pubblico, erano presenti Bruna Zuccolin, presidente del Comitato Provinciale dell’ANVGD di Udine e Bruno Bonetti, vice presidente del medesimo sodalizio, oltre a vari esponenti di altri Comitati, come quello di Milano e di Venezia.

Renzo Codarin, presidente nazionale dell’ANVGD a Trieste nella rassegna della Bancarella. Fotografia di Bruna Zuccolin

Il tema dell’Esodo è stato al centro della prima sessione pomeridiana del 26 settembre 2021, nel corso della quale sono stati presentati “La Patria perduta” di Elio Varutti (inerente il Centro Raccolta Profughi di Laterina, in provincia di Arezzo), “Vita a Palazzo Silos” (le memorie di Anna Maria Zennaro Marsi profuga a Trieste) e “I 60 anni del Villaggio San Marco a Fossoli” (lavoro a cura del Comitato di Modena dell’Anvgd vincitore del Premio Tanzella 2020). Ha condotto l’incontro il giornalista Nicolò Giraldi. Ha parlato per prima Anna Maria Marsi, raccontando il suo passaggio e la permanenza per anni nei box del miserando Campo profughi del Silos, dove oggi funziona un parcheggio coperto. La Zennaro Marsi non ha nascosto gli aspetti più tragici – quali i suicidi – della vita nel Crp triestino, ma ha anche rilevato la capacità di adattamento della maggioranza delle genti istriane e giuliane per affrontare il futuro.

La patria perduta. Vita quotidiana e testimonianze sul Centro raccolta profughi Giuliano Dalmati di Laterina 1946-1963 è il nuovo libro sui profughi della Venezia Giulia scritto da Elio Varutti, dell’ANVGD di Udine, con la preziosa collaborazione di Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo, per l’editore Aska di Firenze. A perdere la patria, dopo la seconda guerra mondiale, sono stati i cittadini italiani di Fiume, Pola e Zara e una parte di quelli di Gorizia e Trieste. Le loro terre, le loro case e i loro averi sono stati dati alla Jugoslavia a saldo dei danni della guerra voluta dal duce e dal re. In 350mila sono stati cacciati, o sono dovuti venir via con documenti regolari, per riversarsi nel resto d’Italia talora matrigna, con la paura delle foibe. Molti transitarono per i Centri raccolta profughi (Crp). Il testo è incentrato sulla vicenda del Campo profughi di Laterina (AR) con riferimento all’esodo giuliano dalmata. Dal 1941 al 1943, sotto il fascismo, è un Campo di concentramento per prigionieri inglesi, sudafricani e canadesi. Sottoalimentazione e scarsa igiene nelle baracche provocano nei 2.500-3.000 prigionieri varie malattie debilitanti, come dissenteria e tifo.

Poi per un anno il Campo è stato un reclusorio sotto la sorveglianza nazista. Dopo la liberazione, avvenuta nel 1944, a cura della VIII Armata britannica, si trasforma fino al 1946 in un campo di concentramento per tedeschi e repubblicani della RSI catturati al Nord. Dal 1946 al 1963, per ben diciassette anni, funziona come Campo profughi per italiani in fuga dall’Istria, Fiume e Dalmazia (per oltre 10mila persone), terre assegnate alla Jugoslavia col trattato di pace del 10 febbraio 1947. Sono proprio italiani della patria perduta. Patiscono il freddo e la fame. Tra i più anziani di loro ci fu un alto tasso di suicidi.

Trieste, Bancarella 2021, pubblico in sala. Foto di Bruno Bonetti

A Laterina giungono pure certi sfollati dalle ex colonie italiane. Il libro tratta in modo specifico questi anni di vita quotidiana e di incontro-scontro con la popolazione locale, fino alla completa integrazione sociale, mediante qualche matrimonio misto (di solito: marito toscano e moglie istro-dalmata) e, soprattutto, col lavoro, la fede religiosa e con l’assegnazione delle case popolari ai profughi.

Il generale Giampaolo Pani, presidente dell’ANVGD di Modena, ha illustrato il volume “I 60 anni del Villaggio San Marco a Fossoli”, pubblicato nel 2016, ma i cui lavori di ricerca iniziarono nel 2013, in un importante convegno. Il villaggio giuliano, aperto nel 1954, chiuse i battenti nel 1970. Era ubicato in via Remesina 32, a Fossoli di Carpi (MO), in quello che fu dapprima campo di concentramento e in seguito la sede della comunità cattolica di Nomadelfia, dedita all’accoglienza dei bambini abbandonati. Il campo di Fossoli ha visto ben sette periodi di accoglienza o di detenzione. Pani ha voluto parlare pure di uno sconosciuto Centro raccolta profughi di Modena, sito in via Caselle 10, su cui necessitano ulteriori ricerche. Nell’interessante e corposo volume dell’ANVGD di Modena c’è uno scritto pure di Annalisa Vukusa, oriunda di Zara, intitolato “Quella oscura inquietudine”, pp. 375-380, componente del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine, oltre che dirigente da anni del medesimo organismo. La Vukusa, nel 2001, è stata autrice di un originale opera, non a caso intitolata Sradicamenti, citata da vari autori dell’esodo giuliano dalmata.

La rassegna si è chiusa con un tributo ad Alida Valli, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita: il critico cinematografico Alessandro Cuk (presidente ANVGD Venezia) ha presentato insieme a Mimmo Verdesca (regista dell’apprezzatissimo docufilm “Alida”) e Pierpaolo De Mejo (nipote della diva polesana) le nuove iniziative che l’ANVGD intende realizzare per celebrare la grande attrice istriana.

I relatori dell’incontro delle ore 15,30 del 26 settembre 2021 alla Bancarella. Foto di Daniela Conighi

Sitologia ed altro – E. Varutti, Da Pirano al Villaggio San Marco di Fossoli di Carpi, 1953-1970, on line dal 27 settembre 2017 su  eliovarutti.blogspot.com

Progetto di Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Testi di Bruno Bonetti e E. Varutti. Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Lettori: Bruno Bonetti, Girolamo Jacobson. Fotografie di Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti e Daniela Conighi e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Elio Varutti e Anna Maria Zennaro Marsi alla Bancarella 2021. Fotografia di Daniela Conighi

L’ANVGD di Udine in visita alla Mostra sulla filatelia fiumana di Monfalcone (GO)

Una delegazione del Comitato Provinciale dell’ANVGD di Udine ha voluto fare una visita alla Mostra sulla filatelia fiumana per testimoniare l’importanza che riveste per gli esuli ogni iniziativa volta a una migliore conoscenza della storia dell’Adriatico orientale e alla conseguente valorizzazione del patrimonio culturale degli Italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Il vicepresidente Bruno Bonetti, il 26 settembre 2021 durante la visita, si è assunto l’impegno di relazionare i contenuti della mostra agli esuli fiumani e giuliani di Udine. Bonetti ha inoltre manifestato a nome del Comitato ANVGD di Udine l’apprezzamento per l’importante operazione culturale e per l’efficace allestimento della rassegna e, più in generale, del museo intero, incentrato sull’opera della famiglia quarnerina dei Cosulich, originari di Lussino.

La storia della città di Fiume attraverso i francobolli e i documenti postali che la citano. È la mostra “Fiume 1850-2018. La filatelia fiumana fra mito, storia ed economia 1918-1924”, accolta dal 3 al 26 settembre 2021 a Monfalcone (Gorizia), presso il MU.CA / Museo della cantieristica, in via del Mercato 3. La rassegna è stata inaugurata alla presenza dell’Assessore alla Cultura Luca Fasan, del Consigliere regionale Antonio Calligaris, del noto filatelista, on. Carlo Giovanardi, presidente dell’Associazione per lo studio e la promozione della filatelia e della storia postale fiumana nel centenario, nonché del curatore scientifico Bruno Crevato-Selvaggi.

Monfalcone, 26.9.2021 la mostra sulla filatelia di Fiume

I dodici pannelli della mostra rappresentano i passaggi politici, sociali, economici, linguistici e culturali di oltre un secolo, fino a oggi. Il fatto storico si apre il 2 dicembre 1918, quando venne utilizzato il taglio ungherese da 20 filler raffigurante una scena di mietitura sulla quale venne apposta per la prima volta la parola “Fiume”. Avviando così il nuovo capitolo. Il percorso, realizzato dall’Associazione per lo studio e la promozione della filatelia e della storia postale fiumana nel centenario, in collaborazione con il Comune di Monfalcone, ricostruisce il periodo. Illustrandolo con la chiave di lettura della posta e della filatelia, settori che all’epoca ebbero un importante ruolo, anche propagandistico. I pannelli offrono testi scritti in modo rigoroso ma semplice e chiaro; riproducono francobolli, lettere, cartoline, pacchi, vaglia ed altri reperti scelti per l’occasione.

L’originale rassegna filatelica è stata già esposta al Vittoriale di Gardone Riviera (BS), a Trieste e, appunto, a Monfalcone. La prossima tappa sarà a Teramo, in ottobre. In occasione dell’inaugurazione, l’on. Carlo Giovanardi aveva auspicato: “di chiudere la fase espositiva, nel 2022, proprio a Fiume-Rijeka – secondo quanto riportato dalla stampa – perché forse è l’unica città europea che può vantarsi di avere avuto una storia particolarmente complessa, essendo appartenuta in sequenza ad Austria, Ungheria, Corpo d’occupazione interalleato, Gabriele D’Annunzio, Stato libero, Regno d’Italia, Jugoslavia e adesso Croazia. La storia postale di questa città testimonia l’unicità della storia locale e la ricchezza degli apporti culturali portati dalle varie nazionalità che continuano ad abitarla. Lo sfortunato tentativo di Riccardo Zanella nel 1922 di costruire uno Stato libero sulla base del suffragio popolare dimostra come questa città sia sempre stata orgogliosa della sua specificità ed autonomia, purtroppo travolte dai totalitarismi del secolo scorso. Oggi Fiume-Rijeka è definitivamente croata ma nell’ambito di un’unità europea che impone di avere un occhio di riguardo per la vecchia maggioranza italiana, divenuta minoranza nel secondo dopoguerra”.

Ecco i contenuti dei dodici pannelli: 1. Fiume “Corpus separatum” 1850-1918; 2. La guerra e l’inizio del dopoguerra; 2 dicembre 1918, l’avvio della filatelia fiumana; 3. Prosegue la prima emissione fiumana; 4. Le emissioni successive; 5. Il primo periodo dannunziano; 6. I francobolli di D’Annunzio; 7. La Reggenza italiana del Carnaro; 8. Lo Stato libero di Fiume; 9. L’annessione e la provincia del Carnaro; 10. Fiume e il Fiumano-Kupa 1941-1943; 11. Fiume tra Rsi e “Künstenland” 1943-1945; 12. Da Fiume a Rijeka a Rijeka-Fiume, 1945-oggi.

A Monfalcone c’è l’unico museo italiano dedicato alla cantieristica. Inaugurato nel 2017 con sede nell’ex Albergo Operai del villaggio di Panzano (la città-fabbrica sorta attorno al cantiere su iniziativa dei fratelli Cosulich), illustra oltre un secolo di storia. Il percorso espositivo del museo spazia in diverse tematiche: la città fabbrica, il Welfare aziendale e le guerre, il cantiere e gli imprenditori: l’evoluzione del territorio, la tecnica e la costruzione nel cantiere: dalle navi alle produzioni collaterali, il design di interni e la grande arte sulle navi e sul territorio. Tecnologia e multimedialità permettono al museo di raccontarsi a partire dalla storia locale, passando per la tecnica costruttiva fino al design navale e a un’importante collezione di arte del ‘900 (tra gli altri Mušič, Mascherini, Timmel). Grazie agli innovativi sistemi multimediali utilizzati, i visitatori sono accompagnati in una realtà immersiva, caratterizzata da un tunnel sensoriale, un simulatore di gru e altre postazioni di realtà aumentata e ricostruzione 3D, che rendono interessante il percorso per visitatori di tutte le età. Il MuCa è un museo diffuso che coinvolge il territorio in maniera diretta, non soltanto con il percorso interno al museo ma anche con una serie di percorsi esterni nel villaggio di Panzano e di visite guidate all’interno dello stabilimento Fincantieri dove si possono ammirare alcune tra le più grandi navi da crociera in costruzione. Per visitare tutte le interessanti proposte museali è necessario il “green pass”, come da normativa anti-Covid19.

Progetto e ricerca di Bruno Bonetti. Revisione testi e Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Lettori: Bruno Bonetti e Maria Iole Furlan. Fotografie di Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Gorizia, pranzo sociale interregionale dell’ANVGD e un libro su Campagnuzza

Si è ripetuto anche quest’anno il ritrovo di esuli giuliano dalmati e loro discendenti a Gorizia il 12 settembre 2021. Oltre che dal Friuli Venezia Giulia, questa volta c’era qualche partecipante dal Veneto. Nella fotografia di copertina si vedono da destra: Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, Maria Grazia Ziberna, presidente dell’ANVGD di Gorizia e Bruno Bonetti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine.

Ci son voluti vari tavoli del ristorante “Tre Stelle”, sullo Stradon della Mainizza per accogliere all’aperto il pranzo sociale dei circa 40 partecipanti indetto dal Comitato Provinciale di Gorizia dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). È stata la professoressa Maria Grazia Ziberna, presidente dell’ANVGD di Gorizia, con genitori di Pola e di Albona, a salutare gli invitati del tradizionale incontro conviviale, allargato ad altri soci e simpatizzanti dell’ANVGD, di Udine, Pordenone e Treviso. Per i soci di Trieste è giunto il saluto di Renzo Codarin, presidente Nazionale dell’organismo, impegnato altrove.

Gorizia, una fase dei lavori del convegno interregionale dell’ANVGD del 12.9.2021. Al microfono Cristian Patres, assessore alle Attività produttive del Comune di Gorgo al Monticano (TV), tra la professoressa Rita De Luca e Maria Rita Cosliani, dell’ANVGD di Gorizia. Fotografia di Elio Varutti

Ha portato il saluto della città Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, oltre che fratello della locale presidente ANVGD. La delegazione del Comitato Provinciale ANVGD di Udine era formata da Bruna Zuccolin, presidente del sodalizio, da Bruno Bonetti, vicepresidente con avi di Zara, da Elio Varutti, del Consiglio direttivo, da Daniela Conighi, oltre che da alcuni partecipanti di Aiello del Friuli (UD).

Maria Grazia Ziberna ha presentato il bilancio delle attività effettuate di carattere religioso, patriottico e di stampo culturale, come la presentazione di libri, o gli interventi nelle scuole a scopo educativo. Ha poi presentato il libro scritto assieme alla giornalista Francesca Santoro col titolo Campagnuzza. Da Villaggio dell’Esule a borgo di Gorizia, edito dal Comitato provinciale dell’ANVGD di Gorizia, nel 2019.

Si sono notate varie personalità dell’ANVGD di Gorizia, alcune delle quali hanno preso la parola. Tra le figure più significative c’era Maria Rita Cosliani, esule da Albona con genitori di Pola, oltre che presidente dell’Associazione Mailing List Histria, che indice il celebre concorso letterario coinvolgendo centinaia di alunni delle scuole italiane d’Istria, Fiume e Dalmazia. Erano presenti inoltre i soci ANVGD della Delegazione di Grado (GO), presieduta da Alda Devescovi, esule da Rovigno, oltre a quella di Monfalcone (GO), guidata dalla delegata Giuliana Garimberti, assessore alle Politiche abitative, servizi ai cittadini e assistenza del Comune di Monfalcone. La Garimberti ha annunciato la prossima intitolazione di una gradinata alla figura di Norma Cossetto, seviziata e uccisa dai titini il 5 ottobre 1943, con un elegante mosaico di una rosa nel porticciolo “Nazario Sauro”, il più a nord del Mare Adriatico.

Gorizia, 12.9.2021, una tavolata di soci ANVGD del capoluogo isontino con la presidente Maria Grazia Ziberna in piedi al microfono. Fotografia di Elio Varutti

Un altro rovignese patoco presente all’incontro era l’attore Tullio Svettini, gradese d’adozione, passato nel suo esodo dal Centro smistamento profughi di Udine. In tale sito transitarono oltre 100mila profughi, accolti tra le coverte tirade, per dare un po’ di intimità familiare tra i cameroni e i letti a castello. Erano presenti anche soci di Fossalon di Grado, località di insediamento di vari esuli istriani, come Sergio Ardessi, esule da Buie. Da Cordenons (PN) era presente il professor Ivano Tiveron, autore di vari studi sull’esodo giuliano dalmata. Ha parlato poi Cristian Patres, assessore alle Attività produttive del Comune di Gorgo al Monticano (TV), che ha ricordato la recente intitolazione di una piazzetta a don Edoardo Gasperini, prete istriano nativo di Capodistria ed esule a Fossalon. Don Gasperini negli anni Cinquanta si prodigò per organizzare, prima a Oderzo (TV) e poi a Gorgo al Monticano, l’accoglienza in un collegio-convitto per i figli degli esuli giuliano-dalmati che si intitolava “Collegio Ragazzi Giuliani”.

È intervenuta, infine, Elisabetta de Dominis, giornalista de «La Voce di New York» e di «Libero» per presentare il suo sito web ( https://www.kepown.com/ ) dedicato, tra l’altro, a racconti e storie su Dalmazia, Trieste, Arbe. A tutti i partecipanti del convivio è stato distribuito un Notiziario di 12 pagine sulle attività dell’ANVGD di Gorizia, oltre alla rivista «I-magazine» contente un ampio servizio giornalistico riguardo al Comitato provinciale ANVGD di Gorizia. La Ziberna ha ricordato poi che i dibattiti e le conferenze sull’esodo giuliano dalmata tenuti dall’ANVGD goriziana sono visionabili sul canale Youtube della stessa associazione. È stato inoltre consegnato ai soci il fascicolo di 30 pagine di Guido Rumici, vicepresidente dell’ANVGD di Gorizia, intitolato “Istria, Fiume e Dalmazia. Cenni storici”, ristampato nel 2020 dalla Presidenza nazionale dell’ANVGD. Detto fascicolo, agile ed istruttivo, è molto richiesto ed apprezzato nelle scuole sin dalla prima edizione del 2010, ormai esaurita.

Gorizia, 12.9.2021, il sindaco della città Rodolfo Ziberna, in primo piano, vicino a Bruna Zuccolin (ANVGD Udine), Maria Grazia Ziberna (ANVGD Gorizia), Bruno Bonetti e Elio Varutti (ANVGD Udine). Fotografia di Maria Letizia Ziberna

Due parole sul libro di Campagnuzza

Si tratta di una riedizione aggiornata ed aumentata del precedente studio andato a ruba, opera di Diego Kuzmin e Francesca Santoro, edito a Gorizia nel 2007 dall’ANVGD col titolo “Il Villaggio dell’esule: storia della Campagnuzza e della sua Chiesa”. La nuova edizione del 2019, a cura di Maria Grazia Ziberna e Francesca Santoro, edita sempre dall’ANVGD di Gorizia e dal Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata, di Trieste, ha per titolo “Campagnuzza. Da Villaggio dell’Esule a borgo di Gorizia”, per descrivere com’è sorto il Villaggio dell’esule nel 1949. Oltre ad una Introduzione storica e ad altri brani della Ziberna, il testo, di 78 pagine, contiene i saluti ufficiali di Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia e di Renzo Codarin, presidente nazionale dell’ANVGD. Nel volume, ricco di fotografie storiche, c’è un breve intervento di Furio Dorini, allievo del collegio “Fabio Filzi” di Gorizia, presidente dell’Associazione “Ierimo del Filzi”. Don Fulvio Marcioni, parroco di Campagnuzza, oltre ai saluti di rito, ha scritto alcune brevi biografie sui sacerdoti di Campagnuzza come: don Luciano Manzin, don Cesare Scolobig, don Duilio Nardin, mons. Arnaldo Greco e don Palo Luigi Zuttion.

Gorizia 12.9.2021, al pranzo sociale dell’ANVGD c’era il professor Ivano Tiveron, di Cordenons (PN), autore di vari studi sull’esodo giuliano dalmata. Fotografia di Elio Varutti

Molto originali appaiono le testimonianze, a cura di Francesca Santoro, che ha raccolto le vicende dell’esodo e di accoglienza a Campagnuzza di Maria Rita Cosliani, Mirella Micheli in Ziberna, di Pola, Anita Glavich in Ziberna, di Albona, Nino Lauriti, di Pola, Bruna Sirotti, di Pisino, Gaetano Valenti, Marisa Maccari, Maria Caterina Barba, Sergio Cionci, giornalista de «L’Arena di Pola», Bruno e Ilda Castellan, di Dignano d’Istria.

Con una mite offerta il libro su Campagnuzza può essere ricevuto presso la sede ANVGD di Gorizia di Passaggio Alvarez n. 8, prenotandosi considerati i tempi di Covid19 al numero telefonico: 339. 8393205. Per altre informazioni sull’interessante volume gli interessati possono scrivere al seguente indirizzo email:  anvgd.gorizia@libero.it

I soci interessati, dietro modica spesa, hanno potuto ricevere una mascherina anti-Covid19 col logo dell’ANVGD, fatta produrre a cura del locale Comitato provinciale, come si vede nella fotografia sottostante.

Brevi note sull’ANVGD di Gorizia – Tra gli altri, fa parte del Consiglio Direttivo provinciale dell’ANVGD di Gorizia il professor Claudio Rosolin, che è di Pisino. Poi la maestra Alda Devescovi e l’attore Tullio Svettini sono della Delegazione di Grado, che comprende anche la frazione di Fossalon, con molti istriani, dove vivono Sergio Ardessi e consorte; essi pure appartengono al Direttivo provinciale.

L’origine del Villaggio dell’Esule di Campagnuzza, come accennato, è raccontata da Diego Kuzmin nel volume scritto con Francesca Santoro “Storia della Campagnuzza e della sua chiesa”, del 2007. Il Comune aveva concesso all’ UNRRA-CASAS un’area di 23mila metri quadrati su cui edificare 22 edifici da quattro alloggi ciascuno su lotti standard da 900 metri quadrati. In realtà, la superficie occupata è stata maggiore rispetto a quella prevista dal progetto del 1949 e il numero degli edifici è stato ampliato. Alla fine ne sono stati realizzati 24, oltre a tre costruzioni “fuori standard”. Il villaggio è stato progettato in modo razionale con strade ortogonali e la sua realizzazione ha tenuto conto dell’area sportiva sorta più a nord. La chiesa è stata edificata solo in una fase successiva; la posa della prima pietra avvenne nel 1959. Tra i primi assegnatari degli appartamenti al Villaggio dell’Esule, oltre alle famiglie Ziberna, ci sono Bruna Sirotti e Maria Rita Cosliani, facenti parte del Direttivo. In tale organismo, infine, c’è Maria Letizia Ziberna, studentessa universitaria.

Gorizia, 12.9.2021 – Da sinistra: il professor Claudio Rosolin, Rudi Ziberna, Bruna Sirotti e Maria Letizia Ziberna. Fotografia di Maria Grazia Ziberna

Il fotografo Arduino Altran – Il socio in primo piano a sinistra nella immagine sottostante, con la camicia bianca, è Arduino Altran (Gorizia, 1932), celebre fotografo dello studio Ervino e Arduino Altran di Gorizia. Le sue fotografie sono state in parte pubblicate sul libro – edito dalla Lega Nazionale di Gorizia, a cura della Libreria Editrice Goriziana – col titolo: “Gorizia contesa. Fotografie dello studio Altran 1944-1954”. Si tratta di un volume fotografico con 230 preziose immagini del difficile periodo delle fasi finali della guerra e dell’immediato  dopoguerra a Gorizia. Nel volume citato si documentano l’occupazione della città da parte delle forze militari tedesche, quella dei partigiani titini e del Governo Militare alleato, con continui cortei e manifestazioni. È documentata poi l’entrata delle truppe italiane in città, ma anche episodi come, per esempio, la famosa “domenica delle scope” dell’agosto 1950, mettendo quindi a disposizione di studiosi e ricercatori una documentazione fotografica in parte inedita, in parte apparsa in maniera frammentaria e spesso senza indicazione dell’autore (a cura di M.G.Z.).

Testi a cura di Elio Varutti e Maria Grazia Ziberna. Networking di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Lettori: Maria Grazia Ziberna e Bruno Bonetti. Fotografie di Maria Letizia Ziberna, Elio Varutti, Maria Grazia Ziberna e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30.  Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Gorizia, 12.9.2021 – Da sinistra: Bruna Sirotti, Maria Letizia Ziberna, Bruno Bonetti, Bruna Zuccolin, Elio Varutti, Giuliana Garimberti, una ospite e Cristian Patres. Fotografia di Maria Grazia Ziberna
Gorizia, 12.9.2021 – Cristian Patres, Maria Rita Cosliani, Tullio Svettini, Anita Glavicich in Ziberna e Alda Devescovi, responsabile della vivace delegazione ANVGD di Grado (GO). Foto di M.G. Ziberna

Pranzo giuliano dalmata in giardino con l’ANVGD di Udine

Come da tradizione, si è tenuto venerdì 24 luglio 2020, alle ore 12:30 il tradizionale pranzo giuliano dalmata per soci e simpatizzanti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine. È stato un successo di pubblico (21 partecipanti) e di contenuti. Nel gradevole giardino dell’Osteria 51 di Udine, in via della Madonnetta n. 51, ha aperto l’originale incontro Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine. “È bello ritrovarsi in modo conviviale dopo il blocco subito per l’emergenza sanitaria – ha detto la Zuccolin – vi porto i saluti delle famiglie di Giorgio Gorlato, esule da Dignano e di Emilio Fatovic, esule da Zara, impegnati in altre attività e saluto con calore due nuovi arrivati ai nostri appuntamenti, ossia i nipoti di Renzo Piccoli, esule da Fiume”.

Grazie alla grande disponibilità dello chef, ecco l’interessante menu, bagnato da squisito Malvasia: sarde in savòr all’uvetta sultanina con polenta; risotto con calamari; baccalà al sugo di pomodori e polenta, con patate in tecia; palacinka alla marmellata di albicocche; acqua, caffè e amaro Pelinkovac.

Nel corso del pranzo la socia Daniela Conighi, con avi di Fiume e di Pola, ha intrattenuto i presenti raccontando la storia delle sarde in savòr nella cucina semplice dell’Alto Adriatico (pesce, rosmarino e cipolla) e in quella dei nobili veneziani (pesce, rosmarino, cipolla, pinoli e uva sultanina). Poi ha parlato del riso, usato nel Medioevo in ambiente veneto come medicinale, contandone ogni chicco per le dosi e nel Cinquecento con il raccolto dell’orto, cucinando risi e bisi o con altre verdure, secondo la tradizione ebraica. Daria Gorlato, esule da Dignano d’Istria, ha letto invece un brano spiritoso in dialetto istriano di Roberto Stanic su Le pantigane de mar, suscitando l’ilarità dei presenti.

Udine, 24.7.2020 – Bruna Zuccolin, presidente ANVGD apre l’incontro conviviale

Il professor Elio Varutti, vicepresidente ANVGD di Udine, ha portato i cari saluti ai commensali di Claudio Ausilio, esule da Fiume a Montevarchi (AR), dell’ANVGD di Arezzo, con cui l’ANVGD di Udine collabora da tempo per ricerche storiche sul Centro di raccolta profughi di Laterina (AR). “Poi informo i presenti che il prossimo 2 agosto, alle ore 10:30 – ha aggiunto Varutti – si terrà un nuovo evento culturale col titolo 70 anni del Villaggio giuliano di S. Giorgio di Nogaro (UD). È prevista la partecipazione degli esuli assegnatari delle abitazioni nel Villaggio Giuliano dal 1950, poi ci sarà il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine, Lodovico Rustico, presidente di “Ad Undecimum”, il Club UNESCO di Udine ed altre associazioni, oltre a chi vi parla, per presentare la ristampa del libro intitolato Il nostro Villaggio Giuliano. Volti, ricordi. Esilio e nostalgia. Si tratta di un’innovativa produzione culturale sui temi dell’esodo giuliano dalmata senza odio, senza rancore e con uno spirito di pace in dimensione europea, cui ha collaborato l’ANVGD”.

È intervenuto poi Enzo Bertolissi, esule da Prosecco (TS) e delegato ANVGD a tenere i rapporti con l’importante amministrazione locale di Tarvisio (UD), al confine con l’Austria e la Slovenia. “Vorrei ricordare i momenti tremendi vissuti – ha detto – dalle famiglie come le nostre in fuga dalle zone confinarie per la paura dei titini e di finire in foiba e l’arrivo in Friuli, fra partigiani della Osoppo, partigiani comunisti e tedeschi pronti a fare rappresaglie sanguinarie”.

Ha chiesto la parola, infine, Livio Sessa, con parenti di Dignano e Pola, per ringraziare i dirigenti dell’ANVGD di Udine per l’intensa attività effettuata anche durante il lockdown, mediante l’invio di numerosi messaggi di posta elettronica con la possibilità di vedere filmati in Internet e di leggere notizie nei blog della stessa ANVGD di Udine, molto seguiti in Italia e anche all’estero, come dagli USA, Canada, Australia, Argentina, Francia, Croazia e Slovenia, oltre ai messaggi nel dedicato gruppo di Facebook.

Durante l’incontro enogastronomico c’è stato un collegamento telefonico per dei cordiali saluti con Bruno Bonetti, segretario dell’ANVGD di Udine, con avi di Zara e di Spalato, impegnato in altra attività. È stato annunciato poi un evento culturale sul tema del Mare Adriatico per il pomeriggio dell’11 settembre 2020 a cura di Rosalba Meneghini, con avi di Rovigno, presso gli spazi della parrocchia del Cristo, in via Montebello, in collaborazione con la Confraternita del Crocifisso.

Il pranzo giuliano dalmata si è concluso all’aperto, nel pieno rispetto delle norme di contenimento dell’emergenza sanitaria Covid19, rispettando il distanziamento sociale. Ogni socio si è presentato con mascherina anti-contagio e ha approfittato per rinnovare l’iscrizione all’associazione.

Daniela Conighi parla delle sarde in savòr. Daria Gorlato, a destra, ha poi letto il brano su Le pantigane del mar

Cenni bibliografici

Marcello Brusegan, Alessandro Scarsella, Maurizio Vittoria, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Venezia (1.a ediz.: 2000), Roma, Newton Compton, 3.a ediz. 2002,

Francesco Gottardi, Come mangiavamo a Fiume nell’Imperial Regia Cucina Asburgica e nelle zone limitrofe della Venezia Giulia, Treviso, AG Edizioni, 2005.

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Direzione cultura, sport e solidarietà, Servizio corregionali all’estero, Le nostre radici a tavola. La cultura del cibo legame con la terra d’origine. I prodotti e la cucina friulana, giuliana e slovena, Trieste, 2018.

Roberto Stanich, L’imprinting dell’Istria, Milano, Ed. Lampi di stampa, 2009.

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Lettrice: Daniela Conighi. Fotografie di Elio Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Presentato a Udine il libro su Pedena, paese istriano, di Rumici

È stato Romano Vecchiet, direttore della Biblioteca Civica di Udine “V. Joppi” a introdurre i lavori di presentazione del libro “Pedena. Un borgo istriano tra guerra e dopoguerra” di Guido Rumici. Si pronuncia: Pèdena, in croato Pićan. È nell’Istria orientale.

L’importante e affollato evento culturale rientrava nelle attività del Comune di Udine per il Giorno del Ricordo 2020, predisposte con la collaborazione del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD). L’incontro si è tenuto in una gremita Sala Corgnali, di Riva Bartolini, il 19 febbraio 2020.

Udine, Sala Corgnali della Biblioteca civica, presentazione del libro “Pedena” di Guido Rumici; in prima fila Marco Rensi, nipote di Aldo Rensi, infoibato dai titini il 15 maggio 1944. Al centro, in abito rosso, la professoressa Elisabetta Marioni, presidente della Commissione Istruzione e Cultura del Comune di Udine

Fabrizio Cigolot, assessore alla Cultura del Comune di Udine, ha inaugurato la serata. “È importante che si parli del Giorno del Ricordo – ha detto – soprattutto ai giovani, come è stato fatto all’Istituto Stringher, il giorno 11 febbraio, perché i ragazzi dimostrano interesse e grande attenzione per questi fatti di storia oscurata fino a poco tempo fa per ragioni politiche e ideologiche”. Bruna Zuccolin, presidente del Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD, ha voluto ringraziare il Comune di Udine per la grande collaborazione ricevuta in occasione del Giorno del Ricordo, fino all’organizzazione dello spettacolo di Simone Cristicchi intitolato “Esodo”, in previsione all’Auditorium “A. Zanon” di Udine per il 15 marzo 2020.

La presentazione vera e propria del volume è stata curata dal dottor Bruno Bonetti, segretario dell’ANVGD di Udine, nonché bibliotecario di Tarcento. “L’Autore di questo bel libro – ha detto Bonetti – è un riconosciuto storico che ha prodotto diversi libri sul tema dell’esodo giuliano dalmata e dell’eliminazione degli italiani nelle foibe”. Bonetti si è soffermato sull’originalità dell’opera di Rumici, che ha operato con un diario parrocchiale e con varie testimonianze, per “farci capire cosa succedeva all’interno dell’Istria, in una comunità tra Pisino e Albona, che fu una sede vescovile decaduta”. In una realtà dove c’è scarsa bibliografia con queste pagine, secondo Bonetti “Pedena torna ai protagonisti della storia, perché Rumici fa parlare le persone”.

Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine, prima a sinistra tra il pubblico in sala

Poi Bonetti ha rivolto alcune domande a Rumici, alle quali c’è stata una esaustiva risposta. Si è saputo così, che nel Seicento a Pedena andavano a lavorare diversi friulani; forse erano mercanti ambulanti o cramàrs della Carnia, ben documentati in tutta l’Istria. Si è molto parlato dell’eccidio dei 24 carabinieri di Pedena avvenuto nel 1944. “In un paese che nel censimento del 1936 – ha concluso Rumici – contava con le razioni agricole 2749 abitanti, a maggioranza italiana, tutti fuggiti dalla violenza titina e circa 2.000 uccisi durante la guerra, oggi ci sono 1.820 residenti croati, tra i quali 4 di minoranza italiana”. Più volte è stato rimarcato che il volume è imperniato ai rapporti di pace e di convivenza, senza odio né rancore, spiegando che Pedena “è il primo luogo in Croazia che dedica per volontà degli autoctoni un monumento alle Vittime delle Foibe”.

Tra il pubblico è intervenuto, con un bel po’ di emozione, il dottor Marco Rensi, socio ANVGD. “Oltre che parente di monsignor Rensi – ha detto – vorrei ricordare la triste vicenda di mio nonno Aldo Rensi, che fu infoibato dai titini il 15 maggio 1944”.

All’incontro si sono notate varie persone dell’esodo giuliano dalmata stanziatesi in Friuli, come Daria Gorlato, di Dignano d’Istria, Eda Flego, nata a Pinguente, gli istriani Gabriele Damiani e Paolo Petrusati, del Consiglio di circoscrizione Centro. C’erano Sergio Satti, di Pola e Rosalba Meneghini, con mamma da Rovigno, ambedue membri del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine. Poi c’era il professor Elio Varutti, vicepresidente ANVGD di Udine, con parenti di Fiume e Pola. In sala si sono inoltre visti alcuni esponenti della cultura come Mario Turello e Gianni Nazzi, oltre a vari soci dell’Associazione Toscani in Friuli Venezia Giulia. In prima fila c’era la professoressa Elisabetta Marioni, presidente della Commissione Istruzione e Cultura del Comune di Udine.

Recensione al libro di Rumici su Pedena

Interessante e originale volume di ricerca storica, archivistica e di testimonianze. Mancava un testo sulla storia del paese intorno alla metà del Novecento. È diviso in due parti. Nella prima parte trovano spazio molte pagine del diario di monsignor Pietro Rensi, parroco del paese, scacciato in malo modo dai miliziani di Tito. Scritto alla fine degli anni Cinquanta, descrive le vicende del borgo istriano nel periodo compreso tra il 1943 e il 1948. Nella stesura originaria mons. Rensi aveva intitolato il suo memoriale significativamente: “Cinque anni sotto i comunisti titini”. Si capisce che fu un prete molto amato dai suoi parrocchiani. Intervenne per difendere chi stava per essere impiccato dai nazisti, come pure aiutò chi doveva essere eliminato dai titini.

Dopo un apparato fotografico di almeno 25 immagini a colori dell’Autore e di altri fotografi, che documentano le case degli italiani abbandonate e diroccate in questi ultimi decenni, nella parte seconda si trovano sette fondamentali testimonianze sulle vicende del paese sconvolto dai partigiani di Tito, dai nazisti occupanti l’Istria e dai rispettivi arruolamenti a forza e violenti rastrellamenti operati sulla popolazione.

Nella breve Appendice documentaria, oltre alla lista dei 24 Carabinieri deceduti in servizio a Pedena e Gallignana, dopo la battaglia del giorno 11 giugno 1944 contro milizie titine, si trovano le riproduzioni di alcuni manoscritti sulla scomparsa del maresciallo Mereu Francesco, fatto fuori dall’odio titino.

Udine, 19.2.2020, Romano Vecchiet, a sinistra, apre la presentazione del volume “Pedena”, accanto a Bruno Bonetti, Guido Rumici (autore del libro) e Fabrizio Cigolot

Il volume qui presentato

Guido Rumici, Pedena. Un borgo istriani tra guerra e dopoguerra, Associazione delle Comunità Istriane, Trieste, 2019, pp. 128 con foto a colori e b/n.

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Elio Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Giulia, del Teatro Impiria, spettacolo sulle foibe a Udine

È una tragedia di forte impatto quella di “Giulia”, messa in scena dal Teatro Impiria di Verona. Lo spettacolo, visto a Udine in sala “Mons. Comelli” il 7 febbraio 2020, è stato è organizzato dal Comitato di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), col patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine e del Club UNESCO di Udine.

Giulia è la bambina protagonista della commedia, che sfila tra passato e presente. I colpi di luce danno il senso dei diversi piani temporali. Si va dal momento presente con famigliola italiana in Istria per turismo, agli anni 1943-1945, all’esodo giuliano dalmata, agli anni Settanta, quando con la Fiat 850 certe famiglie di esuli ritornavano in Istria, in tenda (“pochi schei”), per vedere i luoghi degli avi. Gli attori presentano il quadro storico senza pecche. Alcuni di loro raccontano di essere Norma Cossetto, oppure don Angelo, o nonno Delmo e così via. Tutti italiani presi dai titini, bastonati e resi oggetto di violenze inaudite per pulizia etnica e, alla fine delle sevizie, gettati nelle voragini carsiche con le mani legate col filo di ferro. C’è molta tensione estetica. Le scene si appallottolano una dietro l’altra con la Morte, in poncho mimetico e maschera antigas, che gira in sala a mettere il suo sigillo finale sul morituro (un sacco di juta). È proprio un istruttivo viaggio nel tempo e nella geografia delle coste adriatico orientali. È un soave viaggio nella memoria alla ricerca delle origini, alla ricerca di una verità sfuggente come lo è la ragione di fronte alla follia.

Udine, 7.2.2020 – sala “Mons. Comelli”, una scena iniziale della tragedia “Giulia” del Teatro Impiria di Verona, molto apprezzata dal pubblico friulano

Lo spettacolo, già replicato decine di volte soprattutto nelle scuole del Veneto, verrà portato in Slovenia. La serata è stata introdotta dal professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, che ha portato il saluto della dottoressa Bruna Zuccolin, presidente del sodalizio, assente per lutto familiare. Ha parlato poi il dottor Bruno Bonetti, segretario dell’ANVGD di Udine, presentando il ricco programma delle attività per il Giorno del Ricordo a Udine, rientranti nel cartellone delle iniziative del Comune di Udine, in collaborazione con la Prefettura e le scuole superiori.

Lo spettacolo è stato così coinvolgente per il pubblico in sala, che al termine dell’applaudita esibizione, due esuli istriani hanno voluto dire la loro. “Vi ringrazio per questa rappresentazione – ha detto l’ingegnere Sergio Satti, decano dell’ANVGD di Udine – perché mi sono rivisto nei panni della bambina, in quanto anch’io son venuto via da Pola a quell’età e quello che raccontate è tutto vero”. Anche Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria, è intervenuto con un po’ di agitazione. “Pure mio padre, notaio – ha detto Gorlato – è stato prelevato dai titini a guerra finita, come raccontate voi molto bene e non lo abbiamo più visto; bravi continuate così, noi profughi abbiamo bisogno di queste cose e di tanto rispetto”. Il tutto avveniva mentre un’attrice si asciugava discretamente una lacrima di commozione.

Sergio Satti, esule da Pola, ringrazia la compagnia teatrale alla fine dello spettacolo. Foto di Giorgio Gorlato

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Copertina: una scena cruciale della tragedia “Giulia”. Fotografie di Elio Varutti, Giorgio Gorlato e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.