Obbligo di pubblicazione per le associazioni dei vantaggi economici ricevuti dalla Pubblica Amministrazione ai sensi della L. 124/2017 

Anno 2021. Denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente: Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Comitato Provinciale di Udine, C.F. 80019060302. Denominazione del soggetto erogante: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.

Somma incassata: € 16.801,28 (sedicimilaottocentouno/28 euro). Data di incasso: 29 aprile 2021. Causale: Legge regionale 11 agosto 2014 n. 16 (Norme regionali in materia di attività culturali), art. 27 commi 1, lettera a), 2, lettera a), e 3. Regolamento emanato con decreto del Presidente della Regione 31 marzo 2020, n. 53/Pres e ss. mm. e ii. Finanziamento annuale ad attività di rilevanza regionale delle associazioni dei profughi istriani, fiumani e dalmati aventi sede nel territorio regionale. Incentivo all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Comitato Provinciale di Udine per l’anno 2021.

dott.ssa Bruna Zuccolin
Presidente
ASSOCIAZIONE NAZIONALE VENEZIA GIULIA E DALMAZIA
Comitato Provinciale di Udine
Pubblicità

Natale del Ricordo 2021 all’Oratorio della Purità, con l’ANVGD di Udine

“Questa messa viene celebrata in suffragio dei giuliani dalmati morti esuli – ha detto don Lawrence – lontani dalle terre natie d’Istria, Fiume e Dalmazia e per tutte e persone morte senza colpa nei tragici eventi successivi alla seconda guerra mondiale”. La cerimonia svoltasi nell’Oratorio della Purità, alle ore 11 domenica 21 novembre 2021, è stata accompagnata dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal Maestro Ferdinando Dogareschi, assai apprezzato nonostante le mascherine chirurgiche, soprattutto nell’ultimo canto intitolato “El xe nato el 25”. Come ha detto Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine: “è ripresa così la tradizione del Natale del Ricordo dell’ANVGD di Udine, appuntamento religioso e conviviale molto importante per i soci e i loro amici, portato avanti per decenni dall’indimenticato presidente ingegnere Silvio Cattalini, esule da Zara, proprio un bell’evento interrotto solo nel 2020, a causa della pandemia”.

Dall’altare don Lawrence ha aggiunto: “Sia il Signore misericordioso con i defunti, li accolga nella sua Gloria e perdoni gli aguzzini ed i responsabili degli avvenimenti terribili che hanno sconvolto quelle terre e allontanato tante persone che ne portano ancora nel cuore il ricordo”.

La dirigenza dell’ANVGD di Udine, nel rispetto delle normative anti-pandemia, ha ritenuto opportuno proporre il tradizionale appuntamento dell’Avvento che si tiene ai primi di dicembre o a fine novembre nel capoluogo friulano, in piazza Duomo a Udine, sotto gli affreschi di Giovanni Battista e Domenico Tiepolo. La dirigenza dell’ANVGD di Udine intende ringraziare pubblicamente Mons. Luciano Nobile, parroco del Duomo, che ha concesso l’Oratorio della Purità per la cerimonia e il Maestro Dogareschi, per la partecipazione dall’Aquileiensis Chorus al tradizionale incontro degli esuli giuliano dalmati.

Le preghiere dei fedeli, le letture evangeliche sono state tenute dai soci ANVGD: Rosalba Meneghini, la cui mamma era di Rovigno e da Giuseppe Capoluongo, priore della Confraternita del Ss.mo Crocefisso. Tra le preghiere più commoventi si è ascoltato: “Quello giuliano dalmata era un popolo fiero della propria lingua, dei propri usi e tradizioni. Gli sono state tolte le case e il suolo natio, non si perda Signore nel tempo l’identità e il ricordo”. Oppure: “Rasserena o Signore queste anime tristi / per il greve pensiero del bel suolo natio / sappian dare agli eredi che non posson tornare / un ricordo d’amore per le terre lontane / Zara, Pola, Fiume e la diletta Rovigno / la lor patria degli avi dove il cuore han legato / alle case, agli scogli, al mare e alle rocce e all’aure d’un tempo”.

Alle ore 12.30, la comitiva ha affrontato la salita del Castello, per raggiungere la Casa della Contadinanza, dove si è tenuto il pranzo sociale, con antipasto, primo di ravioli di zucca, secondo di carne e verdure, dolce e caffè. C’è stato un servizio navetta per alcuni partecipanti bisognosi del trasporto. Durante il saluto ufficiale della presidente Bruna Zuccolin, sono intervenuti alcuni soci, come ad esempio Bruno Bonetti, vice presidente ANVGD di Udine, con avi di Dalmazia, che ha proposto di fare una fotografia di gruppo sullo scalone del Castello, opera del ‘500 di Giovanni da Udine. La professoressa Elisabetta Marioni, assessore all’Istruzione del Comune di Udine, oltre che aderente all’ANVGD, ha portato il saluto del sindaco Pietro Fontanini e del Consiglio comunale intero, accennando alle varie attività svolte per il Giorno del ricordo nelle scuole.

Udine, Oratorio della Purità – Rosalba Meneghini legge le preghiere dedicate ai defunti d’Istria, Fiume e Dalmazia, accanto a Bruna Zuccolin e Franco Pischiutti. Foto E. Varutti

Ha poi avuto la parola Daria Gorlato, esule da Dignano d’Istria, che ha ricordato l’attività svolta dai soci ANVGD nell’orto-giardino botanico di via Bariglaria, sotto la direzione del dottor Mario Canciani, nato a San Canzian d’Isonzo (GO) nel Villaggio giuliano, con avi di Dignano d’Istria. Per un saluto e un ringraziamento alla dirigenza ANVGD per la attività svolte è intervenuto Enzo Bertolissi, delegato ANVGD per i rapporti con l’importante amministrazione locale di Tarvisio (UD), al confine con l’Austria. In chiusura, prima della consegna di alcuni doni, il poeta Giuseppe Capoluongo, la cui suocera era di Rovigno, ha letto due sue composizioni inedite, una delle quali così intitolata: “Follia / Sormontava il delirio la ragione / vorticosi progetti inanellati / brama rendeva l’uomo essere infame / era scempio dei segni di cultura / sbandierava i suoi sogni la follia / spirava il vento dell’umano orrore / e tra la gente terrore e crudeltà / nell’abominio della sofferenza / dove l’umanità era carente / era un delirio folle in chi lo volle / e tormento sarà in lui l’eternità”. Gli eventi si sono svolti con obbligo di green pass e mascherina coprente naso e bocca.

Testi e Networking a cura di Elio Varutti, Tulia Hannah Tiervo e Sebastiano Pio Zucchiatti. Lettore: Bruno Bonetti. Copertina: I soci sullo scalone del Castello, foto di B. Bonetti. Fotografie di Elio Varutti, Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia n. 29 a Udine, telefono n. 324-9817075 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin. Per altre immagini dell’evento, visitate il sito ufficiale dell’ANVGD di Udine, anno 2021.

Udine, cerimonia per i defunti giuliano dalmati 2021, col vicesindaco e l’ANVGD

Un commosso Loris Michelini, vice sindaco di Udine, oltre che nipote di un esule, ha portato il saluto della Civica Amministrazione alla cerimonia religiosa e patriottica dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine in ricordo dei caduti e dei defunti giuliano dalmati. Il tradizionale evento si è tenuto il 3 novembre 2021, presso la Chiesa del Cimitero di San Vito in Udine.

Si è iniziato con una Santa Messa, alle ore 10.30 in onore delle vittime delle foibe e dei defunti dell’esodo degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia. Al termine della funzione religiosa, celebrata da padre Lorenzo, si è svolto un corteo e una breve cerimonia presso il Monumento ai caduti giuliani e dalmati, opera di Nino Gortan, del 1990, all’ingresso principale dello stesso Cimitero monumentale, nel rispetto delle norme di prevenzione in vigore anti-Covid19. “Ricordare questi morti, scomparsi in modo così tragico – ha detto padre Lorenzo in chiesa – è celebrare i martiri della vita e della società”. L’ingegnere Sergio Satti, esule di Pola e componente del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine, ha letto i brani di chiesa,  mentre Elio Varutti ha fatto un breve riferimento storico all’esodo giuliano dalmata e alla paura delle foibe. Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, ha pronunciato alcune sentite preghiere all’Ascoltaci Signore.

Udine, Chiesa del Cimitero, 3 novembre 2021 – Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine, dietro la bandiera di Fiume ed altri soci alla cerimonia religiosa. Foto Elio Varutti

Oltre alla benedizione, c’è stata la deposizione di una corona di alloro al Monumento, cui è seguita la recita della preghiera dell’infoibato, composta nel 1959 da Monsignor Antonio Santin, vescovo di Trieste e Capodistria, preceduta da alcune parole di omaggio del vice sindaco Michelini, della Zuccolin e di Fabiola Laura Modesto Paulon, esule di Fiume e decana dell’ANVGD di Udine. Poi ci sono stati gli squilli di tromba di Silvio Loreti, oriundo di Spalato, oltre che socio ANVGD.

Tra i vari soci dell’ANVGD presenti alle cerimonie si sono notati Bruno Bonetti, con avi di Zara e Spalato e della Brazza, vice presidente dell’ANVGD di Udine, Flavio Fiorentin, di Verteneglio, in Istria di famiglia paterna originaria di Veglia, Bruna Travaglia, di Albona e Fulvio Pregnolato, tutti del Comitato Esecutivo provinciale ANVGD. Poi c’erano Giorgio e Daria Gorlato, di Dignano d’Istria, Eda Flego, di Pinguente, Sandra Drioli Adami, di Isola d’Istria, Walter Stringaro, di Arsia, Chiara Dorini, di Fiume, Luciana Bernes, oriunda di Visignano d’Istria e Alberto Nadbath, con babbo di Abbazia, in rappresentanza del Villaggio giuliano di via Casarsa a Udine.

Udine, Chiesa del Cimitero, l’ingegnere Sergio Satti, classe 1934, esule di Pola e vice presidente ANVGD 1987-2015, impegnato nelle letture religiose durante la santa messa. Foto Elio Varutti

Era presente pure Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, che ha parlato davanti al Monumento, per ricordare le pregevoli iniziative degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Hanno partecipato Antonello Quattrocchi, presidente della Federazione Italiana Dei Combattenti Alleati (FIDCA), Laura Zanelli. presidente dell’associazione “Giulietta e Romeo in Friuli”, nonché l’architetto Franco Pischiutti (ANVGD Udine) recante il labaro del sodalizio.

Ha comunicato la sua adesione all’iniziativa Elisabetta Marioni, assessore all’Istruzione del Comune di Udine. Infine Rosalba Meneghini, del Comitato Esecutivo, ha comunicato il suo appoggio all’evento, inviando i saluti da Rovigno, dove è intervenuta a nome del Comitato ANVGD di Udine alla commemorazione presso quel cimitero istriano. In chiesa sono state esposte le bandiere d’Istria, Fiume e Dalmazia.

Biografia di Nino Gortan. Pittore, scultore e incisore, è nato a Pinguente d’Istria nel 1931 ed è morto a San Daniele del Friuli, nel 2001. L’artista è di famiglia originaria della Carnia stabilitasi a Pinguente in Istria nel 1870. Dal 1950 Gortan è vissuto a San Daniele del Friuli (UD) dove ha realizzato, tra l’altro, i portali del duomo. Ha partecipato alla Biennale d’arte sacra di Bologna. Sue opere sono presenti anche a Montereale Valcellina (PN), Gorizia, Udine e Atene (portali di bronzo del santuario di Sant’Irene). Per il governo del Camerun ha realizzato la statua dell’eroe nazionale.

Udine, Monumento ai Caduti giuliano dalmati, 3 novembre 2021 – Silvio Loreti alla tromba, Loris Michelini, vice sindaco della città e Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine. Foto Elio Varutti

Progetto e ricerca di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: Bruno Bonetti, vice presidente ANVGD di Udine e Girolamo Jacobson. Copertina: Loris Michelini, vice sindaco di Udine, porta il saluto del sindaco in chiesa. Fotografie di Elio Varutti, Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Udine, 3 novembre 2021 – La preghiera dell’infoibato con padre Lorenzo

Riuscito pranzo istriano dalmata con l’ANVGD di Udine 2021

Anche quest’anno il Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) ha organizzato un riuscito pranzo con menu istriano-dalmata. L’evento conviviale si è svolto il 9 ottobre 2021 presso la Casa della Contadinanza in piazzale del Castello a Udine con 30 partecipanti muniti di mascherina e green pass, come da normativa vigente.

Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, ha salutato festosamente i convenuti, impazienti di assaggiare il profumato prosciutto cotto col cren, oppure i domaći ravioli (casalinghi) e tutte le altre squisitezze bagnate con ribolla ed altro. Molto apprezzato il dolce alla crema “come lo fazeva mia nona” ha ricordato qualche convenuta ai vicini. La Zuccolin ha ricordato le ultime attività del sodalizio, come la presentazione del libro “La patria perduta. Vita quotidiana e testimonianze sul Centro raccolta profughi Giuliano Dalmati di Laterina”, di Elio Varutti. Tale volume è stato illustrato a Trieste, durante la rassegna libraria della Bancarella e a Laterina (AR), col patrocinio del Comune di Laterina Pergine Valdarno e della Regione Toscana, in presenza del sindaco Simona Neri.

Tra i vari soci intervenuti per comunicazioni varie, l’ingegner Sergio Satti, decano dell’ANVGD di Udine, ha comunicato che è nel web un estratto della tesina di diploma di sua nipote Francesca Marin intitolata “Gli esuli”, un pregevole lavoro di ricerca storica svolto alla scuola secondaria di I grado dell’Educandato “Uccellis” di Udine, col monitoraggio didattico della professoressa Manuela Beltramini, di Storia e l’appoggio di Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dell’Istituto. La originale tesina è sulla piattaforma di Slideshare.net

Ha portato il saluto istituzionale del Comune di Udine la professoressa Elisabetta Marioni, neo-assessore all’Istruzione, oltre che socia dell’ANVGD di Udine. La Marioni ha accennato alle numerose iniziative svoltesi all’Istituto professionale alberghiero e commerciale “B. Stringher” sin dall’istituzione del Giorno del Ricordo, con grande interesse degli studenti e la collaborazione degli insegnanti. Ha poi parlato, tra gli altri, il socio Enzo Bertolissi, delegato per tenere i rapporti con l’importante amministrazione comunale di Tarvisio, al confine con l’Austria. Bertolissi, esule da Prosecco (TS), ha illustrato l’argomento del prossimo libro di Roberto Tirelli, dell’Associazione partigiani Osoppo Friuli, sulla figura di alcuni osovani dimenticati, come suo fratello Ermanno Bertolissi, esule in Australia.

Una tavolata del pranzo istriano-dalmata dell’ANVGD di Udine. Fotografia di E. Varutti

Progetto di: Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura di Maria Iole Furlan e E. Varutti. Lettore: Girolamo Jacobson. Adesioni al progetto: Centro studi, ricerca e documentazione sull’esodo giuliano dalmata, Udine. Copertina: Bruno Bonetti, vicepresidente ANVGD Udine, Enzo Bertolissi, Bruna Zuccolin, presidente ANVGD Udine, Sergio Satti, l’assessore comunale Elisabetta Marioni e Elio Varutti, in uno scatto di Giorgio Gorlato.Fotografie di Giorgio Gorlato, E. Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30.  Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Laterina, presentato La patria perduta, libro di Varutti sul Campo profughi, 1946-1963

Si è svolta il 2 ottobre 2021 al Teatro di Laterina (AR) la presentazione del libro La patria perduta, di Elio Varutti (ANVGD Udine), scritto con la collaborazione di Claudio Ausilio (ANVGD Arezzo). Ha aperto i lavori del pomeriggio l’ingegner Simona Neri, sindaca del Comune di Laterina Pergine Valdarno. “Questo volume – ha detto la sindaca – raccoglie dati e testimonianze sul nostro Campo Raccolta Profughi di Laterina e presentarlo in pubblico è un bel momento di confronto, di memoria e di comunità”. La sindaca ha letto inoltre alcuni commoventi brani del testo in riferimento ai bambini, ai maestri e alla scuola funzionante dentro il Campo profughi, con gesti di umanità dei laterinesi.

Poi ha avuto la parola Claudio Ausilio. “Buonasera, con intensa e profonda commozione, sono qui, insieme a voi, per la presentazione del libro La patria perduta – ha detto Ausilio – il nuovo libro sui profughi della Venezia Giulia scritto da Elio Varutti, per l’editore Aska di Firenze.

Innanzitutto voglio salutare e ringraziare il Sindaco del Comune di Laterina Pergine Valdarno, Simona Neri, per l’attenzione e l’ascolto che presta al mondo degli esuli Istriani Fiumani e Dalmati, ringrazio l’amministrazione di Laterina per l’organizzazione dell’evento, il Presidente Nazionale ANVGD Renzo Codarin, la presidente del Comitato Provinciale ANVGD di Udine la dott.ssa Bruna Zuccolin, con il vice presidente Bruno Bonetti, il Prof. Elio Varutti del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine, il presidente dell’ANVGD Toscana Guido Giacometti, il dott. Aldo Ferrucci dell’Aska edizioni.

Laterina, Teatro comunale, 2 ottobre 2021, parte del pubblico alla presentazione de La patria perduta. Foto di Bruno Bonetti, vicepresidente ANVGD Udine

Il saluto va anche ai precedenti Sindaci di Laterina con cui sono stato a contatto, a Catia Donnini e a Rosetta Roselli che ci ha lasciato. Saluto l’Artista Simone Beck Mocenni, pittore, scultore, poeta, figlio di Gualtiero Mocenni, pittore e scultore di Pola, che ha trascorso due anni al Campo. Saluto gli amici esuli e tutti voi presenti che, con la vostra partecipazione date un segno di riconoscimento al valore della memoria e dell’impegno per un futuro più umano per tutti.

Il libro era per me un sogno nel cassetto da più di un lustro, ora è una realtà molto ben documentata. Il progetto è nato nel 2016 per la buona collaborazione tra il sottoscritto e il prof. Elio Varutti, coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Nelle baracche del CRP sono passati oltre 10mila profughi d’Istria, Fiume e Dalmazia, assieme agli italiani espulsi dal Dodecaneso, dalle ex colonie africane e da certi paesi della storica emigrazione italiana, come la Romania e la Tunisia.

Il dramma dell’esodo è il dramma della lacerazione sociale e familiare. Un nucleo viene estirpato perché la sua terra non è più sua. Con l’esodo sparisce un’intera società: più di 300 mila italiani lasciano la propria terra, la propria casa, le radici si troncano. Per tanto tempo questa tragica pagina di storia è stata dimenticata e trascurata anche a livello locale, almeno fino a quando nel 1999, l’amministrazione comunale  di Laterina organizzò un convegno su questi eventi e fece collocare un cippo commemorativo all’ingresso del campo, divenuto ormai area industriale, con una bella dedica ivi apposta ‘…A memoria di questo luogo, dove si consumò il dolore della prigionia e dell’esodo con l’auspicio che si schiudano orizzonti di libertà, di pace, di civile convivenza…’

Anche se il tempo è ormai passato, questa occasione ci deve vedere tutti uniti per conservare la memoria. Soltanto così le giovani generazioni, potranno comprendere e fare tesoro di quanto successo per operare affinché questa pagina di vita italiana rimanga come monito per l’Europa di oggi e di domani e stimolo per realizzare una civile convivenza nel rispetto dei diritti e dei valori dei popoli – ha concluso Ausilio – Grazie di cuore a Voi tutti per la partecipazione a questa serata”.

Parla Simona Neri, sindaca di Laterina Pergine Valdarno; foto di Bruno Bonetti

Ha parlato poi Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, per ringraziare Renzo Codarin, presidente nazionale dell’ANVGD, per l’appoggio dato all’iniziativa editoriale, che ha visto l’originale collaborazione di più associazioni di esuli giuliano dalmati. La Zuccolin ha voluto porre l’attenzione sul valore delle testimonianze raccolte dall’autore per arricchire gli aspetti storici della vicenda così toccante. Guido Giacometti, intervenuto per l’ANVGD Toscana, ha ricordato un fatto paradossale accaduto alla stazione di Laterina negli ultimi anni ‘40, quando scese dal treno una signora agiata con varie valigie e si informò se ci fosse stato un taxi per il Campo profughi. Ha relazionato, infine, Elio Varutti mostrando varie immagini del periodo e indicando i periodi di vita del Campo stesso. Dal 1941 al 1943, sotto il fascismo, è un Campo di concentramento per prigionieri inglesi, sudafricani e canadesi. Sottoalimentazione e scarsa igiene nelle baracche provocano nei 2.500-3.000 prigionieri varie malattie debilitanti, come dissenteria e tifo.

Poi per un anno il Campo è stato un reclusorio sotto la sorveglianza nazista. Dopo la liberazione, avvenuta nel 1944, a cura della VIII Armata britannica, si trasforma fino al 1946 in un campo di concentramento per tedeschi e repubblicani della RSI catturati al Nord. Dal 1946 al 1963, per ben diciassette anni, funziona come Campo profughi per italiani in fuga dall’Istria, Fiume e Dalmazia (per oltre 10mila persone), terre assegnate alla Jugoslavia col trattato di pace del 10 febbraio 1947. Sono proprio italiani della patria perduta. Patiscono il freddo e la fame. Tra i più anziani di loro ci fu un alto tasso di suicidi.

Il saluto di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine alla presentazione di Laterina Pergine Valdarno del 2 ottobre 2021, libro sul Crp di Laterina; foto di Bruno Bonetti

A Laterina giungono pure certi sfollati dalle ex colonie italiane. Il libro tratta in modo specifico questi anni di vita quotidiana e di incontro-scontro con la popolazione locale, fino alla completa integrazione sociale, mediante qualche matrimonio misto e, soprattutto, col lavoro, la fede religiosa e con l’assegnazione delle case popolari ai profughi.

In seguito c’è stato un po’ di dibattito, con alcuni interventi di Laterinesi e di Simone Mocenni, venuto con amici appositamente da Pola. Certi esuli e loro discendenti presenti in sala provenivano, oltre che dal Valdarno, da Firenze e Pisa.

Progetto di Claudio Ausilio (ANVGD Arezzo) e Guido Giacometti (ANVGD Toscana). Testi e Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Lettore: Claudio Ausilio. Copertina: Simona Neri, sindaca di Laterina Pergine Valdarno, in prima fila, vicino a Bruna Zuccolin e Claudio Ausilio; in seconda fila da sinistra: Elio Varutti, Bruno Bonetti, Aldo Ferrucci, Andrea Sordini, vicesindaco e Guido Giacometti. Fotografie di Bruno Bonetti, Daniela Conighi, del Comune di Laterina Pergine Valdarno e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Laterina, Teatro, 2.10.2021 – Elio Varutti al microfono fra Bruna Zuccolin e Guido Giacometti. Foto di Daniela Conighi
Laterina, Teatro, 2.10.2021 – Presentazione de La patria perduta. Claudio Ausilio, Simona Neri (sindaca), Bruna Zuccolin, Elio Varutti e Guido Giacometti. Foto di Daniela Conighi

A Trieste presentati tre libri sul tema dell’esodo giuliano dalmata nella rassegna della Bancarella

Tra i lavori della quarta ed ultima giornata della Bancarella 2021 c’è stata la presentazione di tre volumi sull’esodo giuliano dalmata. La rassegna libraria è dedicata al “Salone del libro dell’Adriatico orientale”. È stata organizzata in Piazza Sant’Antonio Nuovo a cura del Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata (CDM) e del Comitato provinciale di Trieste dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). Tutti gli appuntamenti delle quattro intense giornate, disponibili nel web, erano visibili in diretta sui siti http://www.anvgd.it e http://www.arcipelagoadriatico.it

Tra il pubblico, erano presenti Bruna Zuccolin, presidente del Comitato Provinciale dell’ANVGD di Udine e Bruno Bonetti, vice presidente del medesimo sodalizio, oltre a vari esponenti di altri Comitati, come quello di Milano e di Venezia.

Renzo Codarin, presidente nazionale dell’ANVGD a Trieste nella rassegna della Bancarella. Fotografia di Bruna Zuccolin

Il tema dell’Esodo è stato al centro della prima sessione pomeridiana del 26 settembre 2021, nel corso della quale sono stati presentati “La Patria perduta” di Elio Varutti (inerente il Centro Raccolta Profughi di Laterina, in provincia di Arezzo), “Vita a Palazzo Silos” (le memorie di Anna Maria Zennaro Marsi profuga a Trieste) e “I 60 anni del Villaggio San Marco a Fossoli” (lavoro a cura del Comitato di Modena dell’Anvgd vincitore del Premio Tanzella 2020). Ha condotto l’incontro il giornalista Nicolò Giraldi. Ha parlato per prima Anna Maria Marsi, raccontando il suo passaggio e la permanenza per anni nei box del miserando Campo profughi del Silos, dove oggi funziona un parcheggio coperto. La Zennaro Marsi non ha nascosto gli aspetti più tragici – quali i suicidi – della vita nel Crp triestino, ma ha anche rilevato la capacità di adattamento della maggioranza delle genti istriane e giuliane per affrontare il futuro.

La patria perduta. Vita quotidiana e testimonianze sul Centro raccolta profughi Giuliano Dalmati di Laterina 1946-1963 è il nuovo libro sui profughi della Venezia Giulia scritto da Elio Varutti, dell’ANVGD di Udine, con la preziosa collaborazione di Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo, per l’editore Aska di Firenze. A perdere la patria, dopo la seconda guerra mondiale, sono stati i cittadini italiani di Fiume, Pola e Zara e una parte di quelli di Gorizia e Trieste. Le loro terre, le loro case e i loro averi sono stati dati alla Jugoslavia a saldo dei danni della guerra voluta dal duce e dal re. In 350mila sono stati cacciati, o sono dovuti venir via con documenti regolari, per riversarsi nel resto d’Italia talora matrigna, con la paura delle foibe. Molti transitarono per i Centri raccolta profughi (Crp). Il testo è incentrato sulla vicenda del Campo profughi di Laterina (AR) con riferimento all’esodo giuliano dalmata. Dal 1941 al 1943, sotto il fascismo, è un Campo di concentramento per prigionieri inglesi, sudafricani e canadesi. Sottoalimentazione e scarsa igiene nelle baracche provocano nei 2.500-3.000 prigionieri varie malattie debilitanti, come dissenteria e tifo.

Poi per un anno il Campo è stato un reclusorio sotto la sorveglianza nazista. Dopo la liberazione, avvenuta nel 1944, a cura della VIII Armata britannica, si trasforma fino al 1946 in un campo di concentramento per tedeschi e repubblicani della RSI catturati al Nord. Dal 1946 al 1963, per ben diciassette anni, funziona come Campo profughi per italiani in fuga dall’Istria, Fiume e Dalmazia (per oltre 10mila persone), terre assegnate alla Jugoslavia col trattato di pace del 10 febbraio 1947. Sono proprio italiani della patria perduta. Patiscono il freddo e la fame. Tra i più anziani di loro ci fu un alto tasso di suicidi.

Trieste, Bancarella 2021, pubblico in sala. Foto di Bruno Bonetti

A Laterina giungono pure certi sfollati dalle ex colonie italiane. Il libro tratta in modo specifico questi anni di vita quotidiana e di incontro-scontro con la popolazione locale, fino alla completa integrazione sociale, mediante qualche matrimonio misto (di solito: marito toscano e moglie istro-dalmata) e, soprattutto, col lavoro, la fede religiosa e con l’assegnazione delle case popolari ai profughi.

Il generale Giampaolo Pani, presidente dell’ANVGD di Modena, ha illustrato il volume “I 60 anni del Villaggio San Marco a Fossoli”, pubblicato nel 2016, ma i cui lavori di ricerca iniziarono nel 2013, in un importante convegno. Il villaggio giuliano, aperto nel 1954, chiuse i battenti nel 1970. Era ubicato in via Remesina 32, a Fossoli di Carpi (MO), in quello che fu dapprima campo di concentramento e in seguito la sede della comunità cattolica di Nomadelfia, dedita all’accoglienza dei bambini abbandonati. Il campo di Fossoli ha visto ben sette periodi di accoglienza o di detenzione. Pani ha voluto parlare pure di uno sconosciuto Centro raccolta profughi di Modena, sito in via Caselle 10, su cui necessitano ulteriori ricerche. Nell’interessante e corposo volume dell’ANVGD di Modena c’è uno scritto pure di Annalisa Vukusa, oriunda di Zara, intitolato “Quella oscura inquietudine”, pp. 375-380, componente del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine, oltre che dirigente da anni del medesimo organismo. La Vukusa, nel 2001, è stata autrice di un originale opera, non a caso intitolata Sradicamenti, citata da vari autori dell’esodo giuliano dalmata.

La rassegna si è chiusa con un tributo ad Alida Valli, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita: il critico cinematografico Alessandro Cuk (presidente ANVGD Venezia) ha presentato insieme a Mimmo Verdesca (regista dell’apprezzatissimo docufilm “Alida”) e Pierpaolo De Mejo (nipote della diva polesana) le nuove iniziative che l’ANVGD intende realizzare per celebrare la grande attrice istriana.

I relatori dell’incontro delle ore 15,30 del 26 settembre 2021 alla Bancarella. Foto di Daniela Conighi

Sitologia ed altro – E. Varutti, Da Pirano al Villaggio San Marco di Fossoli di Carpi, 1953-1970, on line dal 27 settembre 2017 su  eliovarutti.blogspot.com

Progetto di Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Testi di Bruno Bonetti e E. Varutti. Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Lettori: Bruno Bonetti, Girolamo Jacobson. Fotografie di Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti e Daniela Conighi e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Elio Varutti e Anna Maria Zennaro Marsi alla Bancarella 2021. Fotografia di Daniela Conighi

Gorizia, pranzo sociale interregionale dell’ANVGD e un libro su Campagnuzza

Si è ripetuto anche quest’anno il ritrovo di esuli giuliano dalmati e loro discendenti a Gorizia il 12 settembre 2021. Oltre che dal Friuli Venezia Giulia, questa volta c’era qualche partecipante dal Veneto. Nella fotografia di copertina si vedono da destra: Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, Maria Grazia Ziberna, presidente dell’ANVGD di Gorizia e Bruno Bonetti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine.

Ci son voluti vari tavoli del ristorante “Tre Stelle”, sullo Stradon della Mainizza per accogliere all’aperto il pranzo sociale dei circa 40 partecipanti indetto dal Comitato Provinciale di Gorizia dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). È stata la professoressa Maria Grazia Ziberna, presidente dell’ANVGD di Gorizia, con genitori di Pola e di Albona, a salutare gli invitati del tradizionale incontro conviviale, allargato ad altri soci e simpatizzanti dell’ANVGD, di Udine, Pordenone e Treviso. Per i soci di Trieste è giunto il saluto di Renzo Codarin, presidente Nazionale dell’organismo, impegnato altrove.

Gorizia, una fase dei lavori del convegno interregionale dell’ANVGD del 12.9.2021. Al microfono Cristian Patres, assessore alle Attività produttive del Comune di Gorgo al Monticano (TV), tra la professoressa Rita De Luca e Maria Rita Cosliani, dell’ANVGD di Gorizia. Fotografia di Elio Varutti

Ha portato il saluto della città Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, oltre che fratello della locale presidente ANVGD. La delegazione del Comitato Provinciale ANVGD di Udine era formata da Bruna Zuccolin, presidente del sodalizio, da Bruno Bonetti, vicepresidente con avi di Zara, da Elio Varutti, del Consiglio direttivo, da Daniela Conighi, oltre che da alcuni partecipanti di Aiello del Friuli (UD).

Maria Grazia Ziberna ha presentato il bilancio delle attività effettuate di carattere religioso, patriottico e di stampo culturale, come la presentazione di libri, o gli interventi nelle scuole a scopo educativo. Ha poi presentato il libro scritto assieme alla giornalista Francesca Santoro col titolo Campagnuzza. Da Villaggio dell’Esule a borgo di Gorizia, edito dal Comitato provinciale dell’ANVGD di Gorizia, nel 2019.

Si sono notate varie personalità dell’ANVGD di Gorizia, alcune delle quali hanno preso la parola. Tra le figure più significative c’era Maria Rita Cosliani, esule da Albona con genitori di Pola, oltre che presidente dell’Associazione Mailing List Histria, che indice il celebre concorso letterario coinvolgendo centinaia di alunni delle scuole italiane d’Istria, Fiume e Dalmazia. Erano presenti inoltre i soci ANVGD della Delegazione di Grado (GO), presieduta da Alda Devescovi, esule da Rovigno, oltre a quella di Monfalcone (GO), guidata dalla delegata Giuliana Garimberti, assessore alle Politiche abitative, servizi ai cittadini e assistenza del Comune di Monfalcone. La Garimberti ha annunciato la prossima intitolazione di una gradinata alla figura di Norma Cossetto, seviziata e uccisa dai titini il 5 ottobre 1943, con un elegante mosaico di una rosa nel porticciolo “Nazario Sauro”, il più a nord del Mare Adriatico.

Gorizia, 12.9.2021, una tavolata di soci ANVGD del capoluogo isontino con la presidente Maria Grazia Ziberna in piedi al microfono. Fotografia di Elio Varutti

Un altro rovignese patoco presente all’incontro era l’attore Tullio Svettini, gradese d’adozione, passato nel suo esodo dal Centro smistamento profughi di Udine. In tale sito transitarono oltre 100mila profughi, accolti tra le coverte tirade, per dare un po’ di intimità familiare tra i cameroni e i letti a castello. Erano presenti anche soci di Fossalon di Grado, località di insediamento di vari esuli istriani, come Sergio Ardessi, esule da Buie. Da Cordenons (PN) era presente il professor Ivano Tiveron, autore di vari studi sull’esodo giuliano dalmata. Ha parlato poi Cristian Patres, assessore alle Attività produttive del Comune di Gorgo al Monticano (TV), che ha ricordato la recente intitolazione di una piazzetta a don Edoardo Gasperini, prete istriano nativo di Capodistria ed esule a Fossalon. Don Gasperini negli anni Cinquanta si prodigò per organizzare, prima a Oderzo (TV) e poi a Gorgo al Monticano, l’accoglienza in un collegio-convitto per i figli degli esuli giuliano-dalmati che si intitolava “Collegio Ragazzi Giuliani”.

È intervenuta, infine, Elisabetta de Dominis, giornalista de «La Voce di New York» e di «Libero» per presentare il suo sito web ( https://www.kepown.com/ ) dedicato, tra l’altro, a racconti e storie su Dalmazia, Trieste, Arbe. A tutti i partecipanti del convivio è stato distribuito un Notiziario di 12 pagine sulle attività dell’ANVGD di Gorizia, oltre alla rivista «I-magazine» contente un ampio servizio giornalistico riguardo al Comitato provinciale ANVGD di Gorizia. La Ziberna ha ricordato poi che i dibattiti e le conferenze sull’esodo giuliano dalmata tenuti dall’ANVGD goriziana sono visionabili sul canale Youtube della stessa associazione. È stato inoltre consegnato ai soci il fascicolo di 30 pagine di Guido Rumici, vicepresidente dell’ANVGD di Gorizia, intitolato “Istria, Fiume e Dalmazia. Cenni storici”, ristampato nel 2020 dalla Presidenza nazionale dell’ANVGD. Detto fascicolo, agile ed istruttivo, è molto richiesto ed apprezzato nelle scuole sin dalla prima edizione del 2010, ormai esaurita.

Gorizia, 12.9.2021, il sindaco della città Rodolfo Ziberna, in primo piano, vicino a Bruna Zuccolin (ANVGD Udine), Maria Grazia Ziberna (ANVGD Gorizia), Bruno Bonetti e Elio Varutti (ANVGD Udine). Fotografia di Maria Letizia Ziberna

Due parole sul libro di Campagnuzza

Si tratta di una riedizione aggiornata ed aumentata del precedente studio andato a ruba, opera di Diego Kuzmin e Francesca Santoro, edito a Gorizia nel 2007 dall’ANVGD col titolo “Il Villaggio dell’esule: storia della Campagnuzza e della sua Chiesa”. La nuova edizione del 2019, a cura di Maria Grazia Ziberna e Francesca Santoro, edita sempre dall’ANVGD di Gorizia e dal Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata, di Trieste, ha per titolo “Campagnuzza. Da Villaggio dell’Esule a borgo di Gorizia”, per descrivere com’è sorto il Villaggio dell’esule nel 1949. Oltre ad una Introduzione storica e ad altri brani della Ziberna, il testo, di 78 pagine, contiene i saluti ufficiali di Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia e di Renzo Codarin, presidente nazionale dell’ANVGD. Nel volume, ricco di fotografie storiche, c’è un breve intervento di Furio Dorini, allievo del collegio “Fabio Filzi” di Gorizia, presidente dell’Associazione “Ierimo del Filzi”. Don Fulvio Marcioni, parroco di Campagnuzza, oltre ai saluti di rito, ha scritto alcune brevi biografie sui sacerdoti di Campagnuzza come: don Luciano Manzin, don Cesare Scolobig, don Duilio Nardin, mons. Arnaldo Greco e don Palo Luigi Zuttion.

Gorizia 12.9.2021, al pranzo sociale dell’ANVGD c’era il professor Ivano Tiveron, di Cordenons (PN), autore di vari studi sull’esodo giuliano dalmata. Fotografia di Elio Varutti

Molto originali appaiono le testimonianze, a cura di Francesca Santoro, che ha raccolto le vicende dell’esodo e di accoglienza a Campagnuzza di Maria Rita Cosliani, Mirella Micheli in Ziberna, di Pola, Anita Glavich in Ziberna, di Albona, Nino Lauriti, di Pola, Bruna Sirotti, di Pisino, Gaetano Valenti, Marisa Maccari, Maria Caterina Barba, Sergio Cionci, giornalista de «L’Arena di Pola», Bruno e Ilda Castellan, di Dignano d’Istria.

Con una mite offerta il libro su Campagnuzza può essere ricevuto presso la sede ANVGD di Gorizia di Passaggio Alvarez n. 8, prenotandosi considerati i tempi di Covid19 al numero telefonico: 339. 8393205. Per altre informazioni sull’interessante volume gli interessati possono scrivere al seguente indirizzo email:  anvgd.gorizia@libero.it

I soci interessati, dietro modica spesa, hanno potuto ricevere una mascherina anti-Covid19 col logo dell’ANVGD, fatta produrre a cura del locale Comitato provinciale, come si vede nella fotografia sottostante.

Brevi note sull’ANVGD di Gorizia – Tra gli altri, fa parte del Consiglio Direttivo provinciale dell’ANVGD di Gorizia il professor Claudio Rosolin, che è di Pisino. Poi la maestra Alda Devescovi e l’attore Tullio Svettini sono della Delegazione di Grado, che comprende anche la frazione di Fossalon, con molti istriani, dove vivono Sergio Ardessi e consorte; essi pure appartengono al Direttivo provinciale.

L’origine del Villaggio dell’Esule di Campagnuzza, come accennato, è raccontata da Diego Kuzmin nel volume scritto con Francesca Santoro “Storia della Campagnuzza e della sua chiesa”, del 2007. Il Comune aveva concesso all’ UNRRA-CASAS un’area di 23mila metri quadrati su cui edificare 22 edifici da quattro alloggi ciascuno su lotti standard da 900 metri quadrati. In realtà, la superficie occupata è stata maggiore rispetto a quella prevista dal progetto del 1949 e il numero degli edifici è stato ampliato. Alla fine ne sono stati realizzati 24, oltre a tre costruzioni “fuori standard”. Il villaggio è stato progettato in modo razionale con strade ortogonali e la sua realizzazione ha tenuto conto dell’area sportiva sorta più a nord. La chiesa è stata edificata solo in una fase successiva; la posa della prima pietra avvenne nel 1959. Tra i primi assegnatari degli appartamenti al Villaggio dell’Esule, oltre alle famiglie Ziberna, ci sono Bruna Sirotti e Maria Rita Cosliani, facenti parte del Direttivo. In tale organismo, infine, c’è Maria Letizia Ziberna, studentessa universitaria.

Gorizia, 12.9.2021 – Da sinistra: il professor Claudio Rosolin, Rudi Ziberna, Bruna Sirotti e Maria Letizia Ziberna. Fotografia di Maria Grazia Ziberna

Il fotografo Arduino Altran – Il socio in primo piano a sinistra nella immagine sottostante, con la camicia bianca, è Arduino Altran (Gorizia, 1932), celebre fotografo dello studio Ervino e Arduino Altran di Gorizia. Le sue fotografie sono state in parte pubblicate sul libro – edito dalla Lega Nazionale di Gorizia, a cura della Libreria Editrice Goriziana – col titolo: “Gorizia contesa. Fotografie dello studio Altran 1944-1954”. Si tratta di un volume fotografico con 230 preziose immagini del difficile periodo delle fasi finali della guerra e dell’immediato  dopoguerra a Gorizia. Nel volume citato si documentano l’occupazione della città da parte delle forze militari tedesche, quella dei partigiani titini e del Governo Militare alleato, con continui cortei e manifestazioni. È documentata poi l’entrata delle truppe italiane in città, ma anche episodi come, per esempio, la famosa “domenica delle scope” dell’agosto 1950, mettendo quindi a disposizione di studiosi e ricercatori una documentazione fotografica in parte inedita, in parte apparsa in maniera frammentaria e spesso senza indicazione dell’autore (a cura di M.G.Z.).

Testi a cura di Elio Varutti e Maria Grazia Ziberna. Networking di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Lettori: Maria Grazia Ziberna e Bruno Bonetti. Fotografie di Maria Letizia Ziberna, Elio Varutti, Maria Grazia Ziberna e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30.  Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Gorizia, 12.9.2021 – Da sinistra: Bruna Sirotti, Maria Letizia Ziberna, Bruno Bonetti, Bruna Zuccolin, Elio Varutti, Giuliana Garimberti, una ospite e Cristian Patres. Fotografia di Maria Grazia Ziberna
Gorizia, 12.9.2021 – Cristian Patres, Maria Rita Cosliani, Tullio Svettini, Anita Glavicich in Ziberna e Alda Devescovi, responsabile della vivace delegazione ANVGD di Grado (GO). Foto di M.G. Ziberna

Udine, itinerario storico alle tombe degli Irredentisti, con l’ANVGD

L’idea di una nuova visita d’istruzione è venuta nel 2019 a Antonello Quattrocchi che, oltre che socio ANVGD è anche presidente della sezione di Udine della Federazione Italiana Dei Combattenti Alleati (FIDCA). Ha proposto ai soci un itinerario storico alle tombe degli Irredentisti al Cimitero monumentale di Udine. Alcuni di tali patrioti riposano nel famedio, accanto al Monumento ai giuliani e dalmati caduti nel nome dell’Italia (1990), scultura dell’artista Nino Gortan, originario di Pinguente d’Istria, dove durante le ricorrenze dei defunti, vengono deposte le corone d’alloro in loro onore dal Comune di Udine e dall’ANVGD.

Antonello Quattrocchi parla degli Irredentisti vicino a Elisabetta Marioni e Giorgio Gorlato

È stata la dott.ssa Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, a volere l’innovativo evento anche nel 2020, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid-19, assieme a Elio Varutti, vicepresidente del sodalizio e a tutto il Comitato Esecutivo dell’ANVGD. L’itinerario storico alle tombe degli Irredentisti, con l’accompagnamento di Antonello Quattrocchi, si è svolto il 3 novembre scorso, con una quindicina di partecipanti, che hanno rivolto varie domande al cicerone Quattrocchi. Tra i partecipanti erano presenti anche la professoressa Elisabetta Marioni, presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Comune di Udine e Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria.

Il Quattrocchi si è soffermato a commentare varie pietre sepolcrali. In cimitero a Udine ci sono varie tombe di volontari giuliani e dalmati. Tra i vari martiri c’è la lapide di Romeo Battistig, nato nel 1866 e deceduto nel 1915 cui la Civica amministrazione di Udine ha intitolato una strada nel centro cittadino nel 1925 tra via C. Percoto e via Roma. Con Battistig si arruola volontario irredento Nicolò Luxardo, che si fa chiamare De Franchi, per non inguaiare i familiari a Zara. Il 30 settembre 1944 l’onorevole Nicolò Luxardo viene affogato dai titini, con una pietra al collo, nelle acque dell’isola di Selve, insieme con la moglie milanese Bianca Ronzoni. Il 22 novembre 1945 il tribunale iugoslavo di Zara, con sentenza confermata dal Supremo Tribunale della Croazia in Zagabria, lo accuserà “di non aver risposto all’invito di comparizione” e ritenendo “che egli si tenga nascosto” (ma: lo avevano affogato loro un anno prima!), lo condannerà all’impiccagione in contumacia per aver contribuito, tra l’altro, alla sconfitta dell’Austria nel 1918.

Poi ci sono altre lapidi come quelle di Antonio Cosmi, volontario garibaldino morto nel 1917 e Luigi Bassi, caduto nel 1918. La visita d’istruzione è ricca di storia.

Vero è che Udine ha il Tempio Ossario, iniziato dopo la Grande guerra e terminato nel 1940, su progetto degli architetti Provino Valle e Alessandro Limongelli, per ricordare i 25mila caduti nella Grande guerra. Il tempio custodisce, dal 20 ottobre 2018, anche i resti mortali della fossa anticarro di Castua, vicino a Fiume. Si tratta di sette italiani fucilati dai titini il 3 maggio 1945, a due passi da Fiume, quando era terra italiana. I corpi dei sette caduti di Castua sono stati esumati nel mese di luglio 2018 dalle autorità croate, durante una campagna di scavo iniziata dopo una segnalazione, risalente al 1992, effettuata dalla Società di Studi Fiumani, con sede in Roma, con segretario Marino Micich. Erano nel bosco di Loza, in località Crekvina, vicino a Castua. Tra quelle spoglie mortali c’era pure il senatore Riccardo Gigante, che riposa al Vittoriale.

A Parigi c’è il celebre Cimitero di Père Lachaise. Fondato nel 1805, è il camposanto più visitato al mondo. È come un giardino di sculture all’aperto, con oltre 70mila sepolcri più o meno vistosamente decorati. Vi riposano, tra gli altri, Chopin, Molière, Apollinaire, Oscar Wilde, Balzac, Proust, Modigliani, Edith Piaf, Yves Montand e Jim Morrison. Pure Udine, nel suo piccolo, offre una vista della memoria al cittadino o al turista curiosi della storia nel famedio del Cimitero monumentale di viale Firenze.

Sitologia

E. Varutti, Udine, tumulati i resti dei sette italiani uccisi a Castua, presso Fiume, on line dal 21 ottobre 2018.

Progetto di Antonello Quattrocchi. Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Lettore: Bruno Bonetti. Copetina: Antonello Quattrocchi e Bruna Zuccolin durante la visita d’istruzione al famedio di Udine. Fotografie di Donatella M. e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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Udine, Rosario per esuli giuliano dalmati alla Chiesa del Cristo, con l’ANVGD

Si è tenuto un Santo Rosario in onore degli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia alla Chiesa del Cristo di Udine martedì 27 ottobre 2020 alle ore 17,45. “Vogliamo dedicare questo intenso momento religioso – ha detto Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine – agli esuli giuliano dalmati e a tutte le persone venute a mancare in questi tempi di pandemia”.

È iniziata così la toccante cerimonia religioso patriottica officiata da don Maurizio Michelutti, parroco del Cristo che, prima delle preghiere, ha usato parole delicate in ricordo dei profughi istriani, fiumani e dalmati. “È a loro che dedicheremo anche una Santa Messa al termine della recita di questo Santo Rosario – ha detto”. Sull’altare, accanto al presule, c’era Rosalba Meneghini, direttrice del Consiglio pastorale della parrocchia stessa, oltre che figlia di un’esule da Rovigno e membro del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine. La signora Meneghini ha recitato i Misteri del Dolore, con particolare dedica agli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, uccisi dai titini nelle foibe e per coloro che sono fuggiti dalle terre degli avi per l’espansionismo nazionalista iugoslavo.

Udine, Chiesa del Cristo, 27 ottobre 2020 – Il saluto di Bruna Zuccolin prima della recita religiosa

La segreteria dell’ANVGD di Udine in questi giorni ha ricordato che quella del “Santo Rosario  è una tradizione iniziata nel 1952 al Villaggio giuliano di via Casarsa con gli esuli di allora e ripresa nel 2017 dal sacerdote colombiano padre Juan Carlos Cerquera con altri esuli e loro discendenti”. La cerimonia è stata selettiva per scongiurare assembramenti in questo periodo di acuirsi dell’epidemia. A tal proposito era presente in chiesa Alberto Nadbath, figlio di un esule di Abbazia, in rappresentanza degli esuli e dei discendenti dei primi assegnatari di case al Villaggio giuliano di via Casarsa. Il signor Nadbath è fautore delle iniziative, in collaborazione con l’ANVGD, che hanno portato a trasformare la semplice icona della Madonna della Rinascita del Villaggio giuliano (1953) stesso in un’Area del Ricordo, con l’apposizione di due targhe commemorative, col permesso del Comune di Udine.

Udine – Targa commemorativa al Villaggio giuliano di via Casarasa

Tra i partecipanti al rito nella chiesa del Cristo si sono notati tra gli altri, la professoressa Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, Elisabetta Marioni, presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Comune di Udine, Giuseppe Capoluongo, priore della Confraternita del Santo Crocifisso di Udine e Marco Rensi, parente di monsignor Pietro Rensi e nipote di Aldo Rensi, di Pedena, infoibato dai titini il 15.5.1944, tutti soci ANVGD. Al termine dell’incontro religioso il professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, sul sagrato della chiesa ha voluto ricordare gli esuli colpiti dal virus Covid-19, come è successo all’avvocato Gabriele Damiani, esule da Lussinpiccolo, mancato di recente, che fu vicepresidente dell’ANVGD di Udine nel 1977 e come è accaduto a certi esuli giuliano dalmati che furono ospiti del Centro Raccolta profughi di Laterina (AR).

Udine, Chiesa del Cristo, 27 ottobre 2020 – Canto religioso prima della recita del Rosario officiata da don Maurizio Michelutti, parroco del Cristo, accanto a Rosalba Meneghini

Storia del Rosario – La volontà di estendere la celebrazione della preghiera del Rosario ad un mese intero nasce soprattutto dalla grande affermazione che la stessa ebbe dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571). Sulla flotta ottomana ebbero la meglio le navi della Serenissima Repubblica di Venezia, con diversi equipaggi istriani e dalmati (i famosi Schiavoni). La vittoria, secondo San Pio V, fu ottenuta per l’intercessione della Madonna invocata con il Rosario. Secondo la tradizione il Papa, diede l’ordine di suonare le campane in segno di vittoria, prima ancora che l’esito della battaglia giungesse a Roma (Fonte sito web: «Famiglia Cristiana»).

Udine, Chiesa del Cristo, 27 ottobre 2020 – Dietro la bandiera dalmata: Renata Capria D’Aronco, vicino a Elisabetta Marioni

Collegamenti con altre ANVGD – In questi giorni il signor Guido Giacometti, di Trieste, che vive a Pisa, referente dell’ANVGD della Toscana, ha scritto in Facebook: “Le tre vittorie di Poitiers (732), Lepanto (1571) e Vienna (1683) hanno salvato l’Europa dall’Islam. A Lepanto le navi veneziane erano quasi metà della flotta cristiana. La vittoria venne attribuita all’intercessione della Vergine secondo la bella espressione del senato veneto. “Non il valore, non le armi, non i condottieri ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori”. La pratica del Santo Rosario e l’invocazione di Maria Auxilium christianorum è ancora viva tra i giuliani-dalmati i cui avi parteciparono a quella battaglia. Per chi non potesse partecipare ad iniziative come quella di Udine è possibile unirsi alla recita del Rosario per l’Italia collegandosi alle 19:30 su Youtube. Rosario per l’Italia su https://www.youtube.com/watch?v=PDmcU4-5si4

La locandina dell’evento

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Copertina: interno della Chiesa del Cristo a Udine con la bandiera dell’ANVGD. Fotografie di Elio Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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Alessandra Candriella pittrice e socia ANVGD, Udine

Alessandra Candriella nel 2020 ha parlato della sua partecipazione alla Biennale di Vittorio Sgarbi, conseguendo varie attestazioni sulla sua pittura astratta. In una rassegna d’arte in via Montebello a Udine è stata presente con alcune opere figurative, come i Casoni della laguna. Occasione di tale incontro è stata la bella serata tenutasi l’11 settembre 2020 per l’organizzazione della Confraternita del Santissimo Crocifisso della parrocchia del Cristo e del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) e la collaborazione del Club UNESCO di Udine. Sono stati molti i momenti emozionanti di quell’incontro intitolato Il nostro mare, dialoghi musiche e canti.

Le opere di Alessandra Candriella, laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Trieste, generalmente sono a pittura acrilica su tela, o a tecnica mista su tela. Hanno spesso per tema il Mare Adriatico. Ha partecipato a varie mostre ed esposizioni, come di recente a Lignano Sabbiadoro, Premariacco, Udine, Villesse (GO) e Maniago (PN), oltre che a rassegne internazionali.

Il tramonto, di Alessandra Candriella; fotografia di Ad Smets, che si ringrazia per la diffusione nel blog

Certe critiche nel web sostengono che: “La nostra attenzione è stata l’eccezione alla sua arte non figurativa: un dipinto impressionista di una basilica di Venezia, la Santa Maria della Salute. Un lavoro quasi 3D con granelli grossolani di sabbia mescolati nella vernice. È proprio attraverso l’uso di un solo colore che questo dipinto ottiene un’atmosfera speciale”.

Tra i vari critici d’arte che l’hanno seguita si ricordano Rita Mascialino e Vitto Sutto.

Cenni biografici – Alessandra Candriella (Udine 1946) vive a Udine. È laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Trieste. È stata docente di lettere. Ha da sempre coltivato la sua grande passione per l’arte figurativa e astratta. Molte sono le sue Mostre personali e collettive in Italia e all’estero tra cui diverse a Parigi, anche al Centre Pompidou. Numerose Mostre collettive cui ha partecipato sono state dirette e presentate da Vittorio Sgarbi, quali la Mostra collettiva a Venezia presso Officina delle Zattere nel 2014. Prestigiosi sono i riconoscimenti di cui è stata insignita, tra i più recenti: l’International Prix Art Collection, Cesanatico 2012; ArtExpò Gallery Premio Biennale Nobel dell’Arte, Montecarlo 2012; ArtExpò Gallery Premio Biennale Gondola d’Oro, Venezia 2012; ArtExpò Gallery Premio Biennale per le Arti Visive Leone dei Dogi, Venezia 2013; ArtExpò Gallery Trofeo Artista dell’Anno, Cesenatico 2013; Primo Premio e Diploma di Merito presso prima Manifestazione d’Arte e Cultura La Lignière 2016. Partecipa con sue opere al Premio Letterario Nazionale ‘Franz Kafka Italia’ e al Premio Nazionale di Poesia ‘Secondo Umanesimo Italiano’, come risulta dal blog di Rita Mascialino.

Per Santa Maria della Salute – Basilica di Venezia e per il Tramonto qui riprodotti e citati, opere di Alessandra Candriella, si ringraziano cortesemente le seguenti fonti web: http://www.iltramonto.eu/alessandra-candriella-piero-de-martin/

http://www.iltramonto.eu/wp-content/gallery/vernice-sandrina/il-tramonto_candriella_foto-ad-smets_7762.JPG

Alessandra Candriella e, sotto, il suo Tramonto, acrilico su tela; fotografia di Ad Smets

Servizio redazionale e di Networking a cura di Girolamo Jacobson e Sebastiano Pio Zucchiatti. Copertina: Alessandra Candriella, Fondale marino, 2012, cm 50 x 70, tecnica mista su tela, particolare. Si ringrazia il seguente sito web per la pubblicazione nel presente blog: http://www.mutualart.com/Artwork/Fondale-marino/B656244DA45C1F02 Fotografie dai siti web citati e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.