Angeli custodi al Campo profughi di Laterina. Le cresime di don Bruno Bernini, 1949-‘62

Il 25 luglio 1949 l’attestato della cresima di Gemma Carolina Brun, nata il 18 novembre 1929 ad Albona d’Istria, è firmato da don Pasquale Cacioli, per il parroco di Laterina (AR). La funzione religiosa avviene nella chiesa di Laterina ad opera del mons. Emanuele Mignone, vescovo di Arezzo, con la madrina Valentina Naldini, della parrocchia del Campo profughi di Laterina. Inizia così la storia dei 403 cresimati al Centro raccolta profughi (Crp) aretino, in base ai documenti inediti dell’Archivio parrocchiale. In quegli anni i cuccioli e le cucciole dell’esodo giuliano dalmata hanno tanti angeli custodi a proteggerli, secondo la tradizione cristiana. Molti attestati per i cresimati sono firmati da don Bruno Bernini, parroco di Laterina. Ogni evento religioso vissuto dagli esuli è un momento vitale di meditazione e d’astrazione rispetto alla realtà degradante della promiscua vita in baracca. Secondo importanti scrittori pare che esista persino un rapporto tra l’angelo e l’esilio, come ha affermato Massimo Cacciari nel 1986. Il termine di cuccioli dell’esodo è di Michele Zacchigna (2013).

Crp di Laterina, don Bruno Bernini, primo a sinistra. Collez. Alberto Bernini, Levane (AR).

Il sacramento della cresima, o confermazione, dal 1950 al 1962, è impartito nella cappella del Crp di Laterina, facente parte della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano a Laterina. L’assistenza ai profughi è curata, oltre che dal Ministero dell’Interno, anche dalla Pontificia Opera di Assistenza. Nel maggio 1945 è attivato presso la prefettura di Arezzo un Ufficio Profughi, in considerazione della continua affluenza di sfollati e reduci provenienti dal Nord. Essi sono di passaggio in attesa dei treni per Roma, così è affidata all’E.C.A. del capoluogo la gestione di un campo di transito dove assisterli nei giorni di sosta. Viene a questo proposito attrezzata la caserma “Vittorio Ceccherelli”; un commissario di P.S. nella stessa caserma interroga i profughi man mano che si presentano, per rilasciare a ciascuno il “foglio di via” utile a proseguire il viaggio. Si ha notizia di un campo profughi ad Arezzo centro attivo dal 1945 al 1948, data di istituzione del Campo Profughi di Laterina, a 18 km dal capoluogo aretino.

Il Crp di Laterina viene aperto il 19 agosto 1948, con oltre 30 baracche, servizi inclusi. Chiude i battenti il 30 giugno 1963, trasferendo gli ultimi 207 esuli rimasti a un Crp in provincia di Caserta e in altri posti. Come ha scritto, a pag. 254, Francesca Lisi nella sua tesi di laurea fiorentina del 1991: “Il Centro Raccolta Profughi venne chiuso nel 1963 quando era Direttore Matteucci. I profughi che erano rimasti vennero inviati al Centro di Aversa”. Ad esempio nel 1949 sono ospitati oltre 3mila profughi in un Comune come quello di Laterina che conta 3.332 abitanti, con i gravi problemi di convivenza che si possono immaginare.

Copertina del libro parrocchiale Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, ms. (APLa).

Per cresimare gli adulti del Cpr c’è il vescovo Mignone, nato a Cavatore (AL), il 1º aprile 1864 e deceduto ad Arezzo il 23 dicembre 1961. Egli usa la “cappellina del palazzo vescovile di Arezzo”, come si legge nella lettera del 20 novembre 1952 di Giuliana Del Fabbro, profuga nata a Fiume nel 1931 e trasferitasi a Foggia, presso la famiglia Travaglia – cognome istriano di Albona – con cui chiede l’attestato di cresima, desiderando ella “contrarre matrimonio con un giovane del luogo” (Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina, d’ora in poi: APLa). La cappella del Cpr era nel primo edificio a destra dopo l’ingresso, accanto la baracca canonica e, destra, la baracca n. 19 adibita ad attività di svago, televisione e piccole feste da ballo. Il sacro ed il profano erano molto vicini al Crp di Laterina. Si veda la mappa del Crp ricostruita dall’ANVGD di Arezzo. Nel 1950 la distribuzione per sesso dei cresimati, vede le 18 femmine prevalere di poco sui 17 maschi. Più o meno è così pure per le altre annate.

Tutti i bambini del Crp ricevono l’unzione del crisma nella cappella del Campo stesso, che è dotato di  un “Ufficio del Cappellano”, o canonica, come dal timbro sugli attestati della cresima della Parrocchia di Laterina. Dal 1956 don Mario Ciampelli firma gli attestati per il parroco don Bernini. Grazie ai 139 attestati della cresima consultati e digitalizzati nell’APLa a cura di Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo e tramessi a Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine, assieme ad altri documenti inediti si è potuto allestire la presente ricerca storica. Tali attestati, infatti, contengono l’informazione del luogo battesimo del cresimando, così è stato possibile preparare una topografia dell’esodo giuliano dalmata a Laterina, come si vede nelle tabelle n. 1 e n. 2, nelle quali sono prevalenti le località d’Istria, Fiume e Dalmazia. In esse troviamo tuttavia alcuni sfollati battezzati nelle ex colonie italiane d’Africa (Libia e Eritrea), oltre a rari sfollati provenienti da luoghi della precedente emigrazione istriana, friulana e veneta in Romania, Ungheria, o da terre occupate dal fascismo, come l’Albania e la Tunisia (un solo caso per ogni località di battesimo).

Tabella n. 1 – Luoghi di battesimo dei cresimati al Crp di Laterina (AR) 1949-1953

Luogo 1949195019521953Totale
Istria11791441
Fiume 156425
Zara  1 1
Romania 1 23
Trieste1   1
Albania; Tarcento (UD) 2  2
CL e s. l.  2 2
Totale235182075
Fonte: Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, Attestati di cresima vari, stampati e ms.

C’è chi proviene dal Crp di Marina di Carrara (MC), ma è un caso unico. Capitava agli esuli di essere sballottati da un Crp all’altro. Altri casi isolati sono quelli di bimbi provenienti da situazioni di disagio sociale di altre città italiane, non ultima Trieste, ma la cresimanda è nata a Fiume. Poi ci sono dei soggetti trasferiti dall’Orfanotrofio di Cividale del Friuli (UD) e un altro da Tarcento (UD), andando a segnare un ulteriore collegamento fra Udine e Laterina, già dimostrato in altre analoghe ricerche. Si ricorda che il Centro smistamento profughi di Udine vede passare sotto il suo malandato tetto oltre 100mila esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia dal 1945 al 1960, quando viene chiuso, spostando gli ultimi profughi rimasti al Crp di Cremona. Altre città dove gli sfollati del Crp aretino sono stati battezzati risultano quindi per un solo caso ciascuna: Caltanissetta, Latina, Chieti e Noto (SR). Uno solo è senza luogo.

Processione al Campo profughi di Laterina, 1951. Don Angelo Matteini è vicino all’icona sacra e don Pasquale Cacioli tra le bambine. Si notino gli altarini sulla parete delle baracche, gli addobbi con le candide lenzuola e i vestiti di festa in onore della Madonna. Archivio Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” (Istoreto), Torino, on line dal 2016.

I dati analitici sui luoghi di battesimo dei cresimati a Laterina possono essere osservati nelle tabelle n. 1 e n. 2, suddivise solo per una più agevole lettura, ma prodotte con informazioni della fonte medesima; è l’Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa).

Il numero più elevato di cresimati a Laterina è quello degli istriani, come si nota nelle tabelle n. 1 e n 2; sono ben 41+25 casi, ossia 66 sul totale di 139, rappresentando la percentuale del 47,48%. Oltre che da Pola, la provenienza di tale gruppo è sparsa in vari paesi dell’Istria: Visinada, Sanvincenti, Fasana, Dignano d’Istria, Albona, Orsera, Valle d’Istria, Rovigno, Montona, Arsia, San Lorenzo del Pasenatico, Neresine, Pinguente, Buie, Cherso, Lussinpiccolo, Portole e Capodistria. Ciò è la dimostrazione di come l’esodo risulti un fenomeno diffuso in tutte le terre perse, non solo nei capoluoghi di provincia (Pola, Fiume e Zara).

Al secondo posto delle tabelle n. 1 e n. 2 troviamo i profughi battezzati a Fiume, Abbazia, Laurana e Veglia con 25+9 casi, per un totale di 34 individui, ossia il 24,46%. Prima dei dalmati di Zara, troviamo un gruppo di italiani sfollati dalla Libia; essi sono 18, pari ad una percentuale del 12,95% e provengono da Tripoli, Garian, Zavia, Tigrinna e dal Villaggio Garibaldi di Misurata. Nelle stesse tabelle gli esuli di Zara sono 3, che in percentuale fanno il 2,16%. Gli italiani sfollati dalla Romania sono 6, ossia il 4,32%. Essi provengono dalle località di: Targoviste, Ploiesti, Himedonerg (?), Tulcea, Sinaja e Bucarest.

Tabella n. 2 – Luoghi di battesimo dei cresimati al Crp di Laterina (AR) 1954-1956

Luogo del battesimo195419551956Totale
Istria261725
Fiume3339
Zara2  2
Libia88218
Romania21 3
Budapest1  1
Tunisi; Latina; Chieti 3 3
Marina di Carrara; Eritrea; Noto (SR)  33
Totale18212564
Fonte: Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP     Cresimati dal 1950 al 1962, Attestati di cresima vari, stampati e ms.

Una relazione del 1960 scritta da Dario Pellegrini, direttore del Crp di Laterina documenta la vita dei profughi al Campo: “A circa diciotto km. da Arezzo, ubicato in aperta campagna ed in prossimità del fiume Arno, sorge il Centro raccolta profughi di Laterina. È composto di alcune decine di baracche costruite oltre venti anni fa, […] le condizioni ambientali di questi fabbricati sono quanto mai scadenti: costruite a piano terra, su terreno argilloso, hanno i muri esterni a mattoni sovrapposti. Mancano di soffittature, per pavimento hanno un leggero strato di cemento, mentre gli infissi sono in condizioni veramente precarie per l’usura del tempo e delle intemperie. Particolarmente infelici sono i gabinetti posti all’estremità dei capannoni. Trattasi di stanze freddissime, senza vaschette e coperture, prive di qualsiasi comodità”. Dario Pellegrini è stato in servizio alla Prefettura di Arezzo si dal 1946, di ritorno dalla prigionia. Ha rivestito la carica di Direttore del Crp di Laterina dal 1958 al 1962 (Lisi, p. 244).

Copertina del raccoglitore degli Attestati di cresima del Crp Laterina 1949, stampati e ms (APLa).

Nella tabella n. 3 si notano dei piccoli numeri di differenza tra i singoli attestati di cresima esaminati, che sono di meno rispetto alla rubrica alfabetica manoscritta di tutte le cresime effettuate che, tuttavia, potrebbe non essere immune essa stessa da qualche errore materiale. In sostanza ai 139 attestati consultati risultanti dalle tabelle n. 1 e n. 2 si devono aggiungere altre 6 cresime annotate nella rubrica e non rilevabili dai singoli attestati, così si raggiunge il numero di 145 sacramenti somministrati dal 1949 al 1956 al Crp di Laterina.

Tabella n. 3 – Cresimati al Crp di Laterina (AR), 1952, 1956

Anno        19521956Totale
N. cresimati336
Fonte: Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, ms.

I cresimati dal 1949 al 1956 sono dunque 145, ai quali si devono infine aggiungere quelli risultanti dalla tabella n. 3 riguardante le cresime impartite da 1957 al 1962, che sono 258, perciò il totale generale ammonta a 403 individui unti dal crisma.

Per gli anni dal 1957 al 1962 – vedi la tabella n. 4 – si ha a disposizione della presente ricerca solo la rubrica delle cresime somministrate dal vescovo, senza l’indicazione della località di battesimo del cresimando, maschio o femmina che sia. Si può ipotizzare tuttavia, in base ai cognomi dei cresimandi, una prevalente provenienza dall’Istria, Fiume e Dalmazia per ogni annata. Ci sono, nel 1957, indiscutibili cognomi d’Istria, Fiume e Dalmazia. La grafia è quella della rubrica manoscritta dal parroco: Basso, Benci, Bertossa, Bogliun, Bulessi, Bullesich, Canaletti, Chrevatin, De Vidovich, Dobrich, Drudić, Gobbo, Giorgini, Milotti, Milotich, Pettener, Rocco, Sincic, Sarich, Ussich, Vinovrshi, Valle, Zupcich e Zvietich.

Lidia Pettener, nata a Pola, nel giorno della cresima a Laterina, 19.5.1957. Collez. Lidia Pettener Hautelin, Cannes, Francia.

Per il 1958 abbiamo in prevalenza i seguenti nomi di chiara provenienza giuliano dalmata: Bulich, Cramer, Cotlar, Dorcich, De Vidovich, Francovich, Fonovich, Glavich, Jung, Jelencovich, Jelenoch, Morovich, Matesich, Mosnja, Pocecco, Sincich, Sestan, Turcovich, Vucossa e Zalencich. Nel 1959 si nota ancora una forte presenza di cognomi d’Istria, Fiume e Dalmazia, come ad esempio: Barbierato, Canzian, Marchesich, Perovich, Radolovich, Stipcevich e Xillovich. Nel 1960 si leggono cognomi tipo: Migliore, Olivieri, Rizzo, Ventura e Veggian. Sono del 1961 cognomi come: Casano, De Rocchi, De Santi, Luciani e Macchi. Nel 1962, infine, si trovano cognomi di questo genere: Calega, Forte, Maliacaj, Moscatello e Zardi.

Tabella n. 4 – Cresimati al Crp di Laterina (AR), 1958-1962

Anno195719581959196019611962Tot
Atti394120647123258
Fonte: Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, ms.

I preti del Crp di Laterina – Sono diversi i sacerdoti che si sono occupati degli aspetti religiosi al Crp di Laterina, assieme a due vescovi. Primo fra tutti è da ricordare don Bruno Bernini, parroco di Casanuova, frazione di Laterina per 55 anni fino al 2005, assieme a don Giuseppe Treghini, fotografati nel 1953 con il coro della Cappella del Crp stesso. Prima di don Bernini è ricordato il cappellano don Mario Randellini, operativo dal 1942 al 1946. Dopo di don Bernini ci sono don Uldo Battistini e don Mario Ciampelli, arrivato nel 1954.

Sono da menzionare poi altri parroci di Laterina, nella cui Parrocchia rientrava anche il Crp, come don Ottavio Tinti e don Piero Cheli, che lo seguì. Si ricorda anche don Giuseppe Treghini, Parroco a Vitereta, oggi nel comune di Laterina Pergine Valdarno, in provincia di Arezzo.

Laterina, anni ’50 – don Bruno Bernini, primo a destra. Collez. Alberto Bernini, Levane (AR).

Don Angelo Matteini è stato immortalato in alcune fotografie durante la processione della Madonna dentro il Campo profughi, accanto all’immagine sacra nel 1951. Il canonico Ernesto Severi compare in una fotografia di gruppo di comunicandi davanti alla Cappella del Crp assieme a monsignore Emanuele Mignone, vescovo di Arezzo e a don Pasquale Cacioli, il quale firma molti attesati di cresima nel 1950 (APLa).

Si accenna al fatto che Monsignor Telesforo Giovanni Cioli, vescovo di Arezzo, opera dal 1961, in seguito alla scomparsa di Monsignor Mignone. Le soppresse diocesi di Arezzo, di Cortona e di Sansepolcro, sono unite in persona Episcopi proprio al tempo del Vescovo Giovanni Telesforo Cioli (1961-1983).

Come ha scritto il 10 febbraio 2016 Glenda Venturini nel sito web di Valdarnopost.it Monsignor Luciano Giovannetti fu Cappellano al Campo profughi di Laterina negli ultimi anni di vita della struttura: “Nel 1957 fui ordinato sacerdote, il 15 giugno per la precisione; e il 4 agosto arrivai a Laterina, dove rimasi fino al 1960”, ricorda il monsignore. “Tre anni vissuti a Laterina, dove aveva sede la Parrocchia, e trascorsi spostandosi per dire messa fra il Santuario di Santa Maria in Valle e il Centro Raccolta Profughi, dove erano ospiti i profughi istriani, fiumani e dalmati”.

Casanuova di Laterina, piazza intitolata a don Bernini. Foto C. Ausilio 2020

Biografia di don Bruno Bernini – Don Bruno nasce il 15 maggio del 1921 a Duddova di Bucine (AR). Ordinato presbitero il 29 giugno del 1946, diviene viceparroco amatissimo a Laterina, mentre titolare parroco è don Ottavio Tinti. A partire dal 1° luglio del 1948 gli viene affidata la parrocchia di Poppi (AR). Due anni più tardi diviene parroco a Casanuova di Laterina (AR), comunità che guida per ben 55 anni, fino al 2005, quando ormai anziano, si ritira presso il fratello ad Ambra di Bucine (AR). “Don Bruno Bernini cominciò a svolgere assistenza spirituale al C.R.P. fin dal 1948 e dopo un periodo di assenza ritornò nel 1950, rimanendovi fino al momento della chiusura” (Lisi, p. 255). Nella parrocchia di Casanuova don Bruno è coadiuvato dalla perpetua Maria Dell’Orco.

Don Bruno Bernini

Don Bruno è fautore di un’importante iniziativa nel Crp, realizzata in collaborazione con le istituzioni della Curia. Nel 1956 è istituito un ricreatorio per i giovani. Nei mesi di giugno, luglio ed agosto, quando le scuole erano chiuse, ospitava i bambini da 5 a 14 anni. “Questo, oltre a fornire un servizio di vitto, costituiva anche un fattore educativo e morale molto importante per tutti i ragazzi, che in genere godevano di una eccessiva libertà. Il ricreatorio sorgeva in appositi locali messi a disposizione nel Centro e assisteva giornalmente circa 130 bambini ai quali veniva fornita la colazione e una merenda. Le attività svolte dai bambini del ricreatorio erano coordinate da un insegnante e da più vigilatrici, scelte tra i profughi del Centro e il ricreatorio restava aperto tutti i giorni feriali sia al mattino che al pomeriggio” (Lisi, p. 192-193).

Don Bruno, a partire già dal 1960, è per molti anni insegnante di religione nella scuola media di Laterina e, a cominciare dal 1973, anche nella scuola media di Pergine Valdarno (AR). Nel 1989 gli viene affidata pure la parrocchia di Sant’Agata a Campogialli, in Comune di Terranuova Bracciolini, nella provincia di Arezzo. Dal 2010 viene accolto nella casa di riposo di Santa Maria Maddalena a Gargonza di Monte San Savino (AR). Don Bruno Bernini muore lunedì 27 ottobre 2014. Il funerale si è svolto martedì 28 ottobre, alle ore 15, nella Chiesa di San Pietro Martire a Casanuova di Laterina.

A fine dicembre 2016 la Giunta comunale di Laterina, accogliendo la proposta di alcuni cittadini della frazione, ha intitolato piazza antistante la chiesa nella frazione di Casanuova alla memoria di don Bruno Bernini.

Casanuova di Laterina – Chiesa di San Pietro Martire. Foto C. Ausilio 2020

Il messaggio di Bruna Zuccolin – La presente ricerca si è svolta nello spirito della Legge 30 marzo 2004 n. 92 sul Giorno del Ricordo, per diffondere la conoscenza dei tragici eventi del confine orientale che nel secondo dopoguerra colpirono gli italiani vittime delle foibe, nonché gli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia, preservando le tradizioni di quelle comunità. “È importante ricordare in un clima di collaborazione e di pace tra i popoli in dimensione europea – ha detto Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine – perché così i giovani vengono a sapere di fatti tragici che non dovrebbero più ripetersi”.

Angeli di Laterina. RaccontoSi dice che gli angeli custodi del Centro raccolta profughi di Laterina si diedero a convegno nei primi anni ’60 su un tema sollevato da qualcuno di loro. Ora che si son fatte tutte quelle cresime, diceva il gruppo che tirò in ballo la questione, ci si potrebbe rilassare per ciò che concerne la custodia dei nostri protetti. L’argomento era importante così tanto che erano convenuti tra le nuvole di Laterina un grande numero di angeli, persino da lontani cirri e nembi. Si dice che fossero più di cinquemila, tanti erano stati gli utenti del Campo profughi prossimo alla chiusura. Erano stati i Serafini e i Cherubini a portare sul tavolo di discussione quel tema così intrigante, mentre i Principati e i Podestà guardavano con scetticismo l’affollata assemblea tra ripetuti fruscii di ali bianche. La gerarchia degli angeli è stata esposta nel Libro dei Libri e nelle Confessioni di Sant’Agostino (XII, 22), tanto per dire. Volle parlare l’angelo Girolamo: Ve digo che bisogna star sempre drio al nostro protetto, altrimenti pol suceder come a mi, quando xe sparido el marescial de la finanza de Abbazia Angelo Pusceddu. Xe stado portà via dai miliziani titini de sera, i me ga dito, ma no se sa dove che el xe finido. Mi son ancora che lo cerco. In paese i dise: una piera al collo e via. Allora xe importante star vizin al nostro protetto.

C’era anche Vladimiro, l’angelo custode del tale Redento Rudan, un commerciante di Volosca. Mentre era in coda per la mensa al Campo profughi, detto commerciante ricordava con piacere i cibi della cucina di casa che nulla avevano a che fare coi piatti di latta e la vita nelle baracche. Veniva menzionata la luganega coi crauti, oppure gli gnocchi di susine al burro fuso e cannella, le patate in tecia, le sarde in savor, o infine la cremosa torta Dobos. Tra il sole e i sassi, i vicini di coda si arrabbiavano perché faceva venir loro l’acquolina in bocca e poi si sarebbero trovati l’allungata zuppa indecifrabile e il solito odoroso pezzo di formaggio olandese accompagnato da un tozzo di pane. L’angelo Vladimiro, per via di certe sue rotondità, com’era del resto per il suo protetto, fu soprannominato dai Cherubini più sbertucciati: Bonculovich. Egli per spostarsi da una nuvola bassa a quella alta, essendo pigro, era solito usare una scala di legno, anziché dare un energico battito d’ali. Il convengo degli angeli si concluse con l’accordo di continuare a custodire i propri protetti, anche se ricchi di sacramenti come la comunione e la cresima. Mentre la nuvolaglia dell’incontro si stava diradando di angeli in partenza per le varie destinazioni oltre che in Italia, anche all’estero, come Parigi, New York, l’Ontario, l’Argentina, il Brasile, l’Australia, si sentiva Bonculovich brontolare vistosamente su una nuvola bassa. Chi me ga sconto ancora ‘na volta la mia scala? – continuava a ripetere. Chi xe stado? Tirèmela fora, in pressa.

Non c’è da preoccuparsi finché c’è qualche angelo arrabbiato. È quando sono tristi gli angeli che dalle nubi cominciano a cadere i fiocchi di neve, fintantoché le raffiche dei venti non finiscono per trasformare il tutto in accecanti bufere, come ha scritto Jón Kalman Stefánsson.

Attestato di cresima di Gemma Carolina Brun, battezzata ad Albona, stampato e ms (APLa).

Nota sul Racconto tra fantasia e verità. Angelo Pusceddu, nato a Cagliari nel 1887 e scomparso nel 1945 e soppresso al termine del conflitto, risulta tra le 2.640 Vittime di Nazionalità italiana a Fiume e dintorni, una lista stilata dagli storici italiani e croati nel 2002, pubblicata da Amleto Ballarini e Mihael Sobolevski. Si ringrazia per varie notizie sul maresciallo Pusceddu il signor Francesco Mondì, esule istriano in contatto con Maria, figlia dello scomparso.

Conclusioni – È dimostrato che siano 403 i cresimati al Campo profughi di Laterina (AR) nel periodo 1949-1962. Considerato che ogni nuovo cresimato ha il suo santolo, spesso un esule, è facile dedurre che i profughi coinvolti siano stati, solo per tale particolare cerimonia religiosa, oltre 800. Il Crp ne ha visti transitare oltre 5mila, come già dimostrato in analoghe nostre ricerche. Allora è da smentire il numero di profughi giuliano dalmati riportato da Laura Benedettelli nel suo pur documentato studio intitolato I profughi giuliani, istriani, fiumani e dalmati in provincia di Grosseto, del 2017. Scrive la Benedettelli che “Nella provincia di Arezzo i 588 profughi che arrivarono nei vari anni vennero accolti nel CRP di Laterina (…) che poteva contenere fino a 12.000 persone” (p. 48). Da Laterina non ne passano solo 588, ma più di 5.377.

Si può ben dire che questa sia una produzione culturale italo-francese, dato che alcune immagini che la corredano sono state gentilmente concesse per la pubblicazione da Lidia Pettener Hautelin, nata a Pola ed esule in Francia, che si ringrazia per tale magnifica disponibilità. Le prime fasi dell’indagine sul campo sono state svolte nel 2015 da Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo, che ha visitato l’Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano di Laterina, trovando un generoso altruismo nella persona di don Mario Ghinassi, parroco di allora, che ha messo a disposizione del ricercatore non solo i documenti, ma pure gli strumenti di digitalizzazione. Nel clima di costruttiva collaborazione tra l’ANVGD di Arezzo e quella di Udine, inaugurata nel 2016, Ausilio ha trasmesso copia della documentazione al professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, che si è assunto la direzione della ricerca. Pure la iconografia qui riprodotta  è merito di Claudio Ausilio, grazie alla collaborazione di Alberto Bernini, nipote di Don Bruno Bernini e di altri aretini.

Crp di Laterina, Planimetria post 1950, disegno ricostruito nel 2017 da cura dell’ANVGD di Arezzo. Collezione Claudio Ausilio, Montevarchi (AR).

Dopo una serie di analisi storiche, statistiche e sociologiche, nel 2020, accompagnate dal messaggio di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, si pubblica nel web, a cura della redazione del blog, l’esito di tale innovativa ed articolata indagine.

Archivio e testi originali – La presente ricerca è frutto della collaborazione fra l’ANVGD di Arezzo e il Comitato Provinciale dell’ANVGD di Udine. La consultazione e la digitalizzazione dei materiali d’archivio presso l’APLa è stata effettuata nel 2015 a cura di Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo; per la collaborazione riservata si ringrazia don Mario Ghinassi, parroco di Laterina nel 2015.

Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, Attestati di cresima vari 1949-1957, Lettere, dattiloscr., stampati e ms.

Ricordino della cresima di Lidia Pettener al Crp di Laterina, 19.5.1957, fronte e retro. Collez. Lidia Pettener Hautelin, Cannes, Francia.

Aldo Tardivelli, Un filo spinato… non ancora rimosso, testo videoscritto in Word, s.d. [ma: post 2004?], pp. 1-7. [Risposta circostanziata alle tesi di Ivo Biagianti, pubblicate nel 2000].

Bibliografia

Amleto Ballarini, Mihael Sobolevski (a cura di / uredili), Le vittime di nazionalità italiana a Fiume e dintorni (1939-1947) / Žrtve talijanske nacionalnosti u Rijeci i okolici (1939.-1947.), Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per gli Archivi, 2002.

Laura Benedettelli, I profughi giuliani, istriani, fiumani e dalmati in provincia di Grosseto, Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ISGREC), on-line dal giorno 8 febbraio 2017.

Ivo Biagianti (a cura di), Al di là del filo spinato. Prigionieri di guerra e profughi a Laterina (1940-1960), Comune di Laterina, Stampa Centro editoriale toscano, s.d. [2000].

Diocesi di Arezzo, “Necrologio di don Bruno Bernini”, «Bollettino Diocesano», settembre-ottobre, 2014.

Massimo Cacciari, L’angelo necessario, Milano, Adelphi, 1986.

Francesca Lisi, L’Assistenza post-bellica ad Arezzo. Il Centro Raccolta Profughi di Laterina, Tesi di Laurea, Università di Firenze, Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, Relatore prof. Sandro Rogari, Anno Accademico 1990-1991, pp. 268+XC.

Dario Pellegrini, Relazione del direttore del Crp di Laterina, 1960.

Sant’Agostino, Confessioni, Milano, Rizzoli, 1958.

Jón Kalman Stefánsson, Harmur englanna, Reykjavík, Bjartur, 2009, traduz. ital. di Silvia Cosimini, La tristezza degli angeli, Milano, Iperborea, 3.a ediz. 2017.

Glenda Venturini, “Nel Giorno del Ricordo la testimonianza di Monsignor Giovannetti: “Al Campo profughi di Laterina iniziò il mio sacerdozio” dal sito web valdarnopost.it del 10 febbraio 2016.

Michele Zacchigna, Piccolo elogio della non appartenenza. Una storia istriana, Trieste, Nonostante Edizioni, con una Postfazione di Paolo Cammarosano, 2013.

Attestato di cresima di Filomena Tuntar, battezzata a Visinada del 15.3.1950 (APLa).

Sitologia – E. Varutti, Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, Udine, Provincia di Udine / Provincie di Udin, 2017, on line dal 2018.

E. Varutti, Cuccioli dell’esodo. La scuola elementare al Campo profughi di Laterina (AR), 1948-1950, on line dal 18 giugno 2020.

E. Varutti, Cucciole dell’esodo crescono. La scuola elementare al Campo profughi di Laterina, 1956-1957, on line dal 24 giugno 2020.

E. Varutti, Esodo dei Pettener da Pola a Laterina (AR) con le coverte tirade e in Francia, 1956, on line dal 18 agosto 2020.

Attestato per il Sacrum Chrisma di Ernesto Röttinger, dell’Istituto friulano per orfani di Cividale (UD) del 21.5.1949 per il parroco di Laterina (APLa).

Ricerca diretta dal professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine. Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Disegni di Tommaso Ricci e di Claudio Ausilio, ANVGD di Arezzo. Lettori: Claudio Ausilio, Bruna Zuccolin e Daniela Conighi. Si ringrazia Maria Iole Furlan per il Racconto sugli angeli. Copertina: Laterina, Cappella del Crp 1951, prima comunione con Mons. Emanuele Mignone e don Pasquale Cacioli. Per la concessione alla pubblicazione si ringrazia il sito web di valdarnopost.it Altre immagini da collezioni private citate nell’articolo e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Laterina, Centro raccolta profughi, ricostruzione dell’interno di una baracca, 2019

Pubblicità

Pubblicato da

eliovarutti

Comitato Esecutivo dell'ANVGD di Udine

2 pensieri su “Angeli custodi al Campo profughi di Laterina. Le cresime di don Bruno Bernini, 1949-‘62”

  1. Complimenti! Articolo bellissimo ! Grazie di avermelo inviato. Ho conoscenze a Laterina tramite amiche di mia figlia, che mi hanno detto di ricordare bene la presenza dei nostri esuli come persone di grande decoro e dignità e livello culturale medio. Non così assolutamente quando sono comparsi gli espatriati dalla Libia……

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...