Cucciole dell’esodo crescono. La scuola elementare al Campo profughi di Laterina, 1956-1957

È una storia femminile di grande umanità, di professionalità e persino con qualche lacrima versata da una maestra di Rovigno. Qui ci sono le sorelle d’Italia. Il 1° ottobre 1956 inizia scuola per le cinque classi elementari al Centro raccolta profughi (Crp) di Laterina (AR) e due maestri, dei quali una è esule istriana, Pasqua Benvegnù Sponza, si trovano a fare lezione a 150 alunni. Oltre ai numeri da capogiro, c’è un altro elemento da evidenziare: è il fattore rosa. Ci sono ben 22 femmine su 34 scolari della classe 1^ A del Crp nell’anno scolastico 1956-1957. Si può parlare quindi di cucciole dell’esodo giuliano dalmata, perché si nota pure in altre classi della scuola elementare una prevalenza del sesso debole, rispetto ai maschietti. Dal 1948 la scuola era allestita nella prima baracca a sinistra del Crp. Pure nel 1949 la componente femminile era molto forte, soprattutto nelle classi 1^, 2^ e 5^. Le vicende del 1949-1950 sono già descritte nell’articolo intitolato Cuccioli dell’esodo. La scuola elementare al Campo profughi di Laterina (AR), 1948-1950.

Giuliana Stoppielli, insegnante aretina della 3^ classe, scrive nel suo registro: “Sono piccoli uomini e brave donnine, che guardano già all’avvenire con una certa serietà e che, per la loro esperienza o per l’esperienza dei genitori, mostrano di valutare in pieno quel senso di italianità per il quale hanno accettato di vivere miseramente al campo”.

Campo profughi di Laterina, 1959: “Quell’anno, alla festa della Consolata, le suore avevano regalato ad ogni bimbo un biscotto wafer – ha riferito Luisa Pastrovicchio – e, una volta avuto il biscotto in mano, siamo stati immortalati in una fotografia, dopo di che ciò che restava fu fatto sparire”. Collez. Famiglia Pastrovicchio; foto Impero, San Giustino Valdarno di Loro Ciuffenna (AR).

La classe 1^ A in rosa, 1956-1957 – Ritorniamo alla metà degli anni ’50. Nella baracca scuola fanno il loro ingresso i bimbi nati dentro il Crp, oltre agli esuli. Hanno voglia di sapere, imparano presto; come annota la maestra: “mi seguono bene”. Si può dire che le cucciole dell’esodo giuliano dalmata crescono. Aumentano pure gli iscritti alla scuola del Campo profughi, tanto che lo Stato deve inviare nuovi insegnanti. La maestra Anna Maria Fratini, residente a Salerno, prende servizio in baracca il 13 dicembre 1956 nella classe 1^. Tra le prime frasi che segna nel suo registro, c’è la seguente: “Questa scuola è un po’ diversa dalle altre del circolo, essendo composta da bimbi del Crp provenienti dai paesi più disparati: Romania, Africa, Istria” (p. 20 del Registro degli scrutini e degli esami, Scuola di Campo Profughi, Classe 1^, 1956-1957, in Fonti archivistiche).

L’Istria, dunque, non è una parte d’Italia ceduta alla Jugoslavia per una guerra persa, ma uno dei disparati paesi. È piuttosto normale questa vaga conoscenza della Venezia Giulia tra l’italiano medio. La si può riscontare ancor oggi. Eppure gli insegnanti del Campo profughi si fanno in quattro per far crescere i loro scolari “entusiasti per Biancaneve”. I maestri, sia i toscani che gli istriani o i campani, puntano sul dialogo, per far parlare in lingua italiana i più svantaggiati dal punto di vista linguistico: “Sono bimbi buoni e io sono contenta” (p. 14). È la maestra Giulietta Del Vita, di Montevarchi, a segnare tale commento; è entrata in servizio il 2 febbraio 1957 al posto della maestra Fratini. Oltre ad un rilevante ricambio di alunni per l’uscita dal Crp delle famiglie e per i nuovi massicci arrivi, si registra il turn-over degli insegnanti. Più che altro nel Crp vengono nominati nuovi maestri per il crescente numero di scolari. O, per meglio dire: le cucciole crescono in tutti i sensi.

Laterina, Campo profughi, anni ’50. Bambini fuori dalla scuola sulla vespa di don Bruno Bernini, cappellano del Crp. Arch. Anvgd Arezzo

Il 5 febbraio c’è un nuovo iscritto: Ezio Matuchina. La maestra Del Vita lo descrive così: “10 anni, 15 parole in italiano e un senso spiccato per il disegno”. Gli fa da interprete la scolara Elsa Dorcich, con il beneplacito dell’insegnante. È una cucciola traduttrice. Molto probabilmente i bimbi si intendono in ciacavo, il dialetto croato del litorale adriatico orientale, sorto dal contatto medievale con il mondo romanzo preesistente. L’Istria, Fiume e la Dalmazia, infatti, conservano vestigia dell’Impero Romano.

Il 12 febbraio 1957 c’è la nota: “Ancora bimbi nuovi, nulla di italiano, non hanno libro e non ci sono banchi per loro”. Si tratta di: Jagodich Armanda, Prenz Aldo, Ielenich Nikola ed Ennio. Poi ci sono altri nuovi iscritti: Glusic Egidio,… Il 29 febbraio il commento si fa proprio amaro: “Con 49 bambini il mio lavoro è difficile e, forse, inutile perché metà classe quasi non mi capisce e distrae gli altri”. Nel mese di marzo c’è la suddivisione della classe; alla maestra Del Vita restano 34 scolari e scrive di “essere contenta. Sono tanto affettuosi che bisogna voler loro bene in tutti i modi. Gli assenti sono moltissimi a causa del morbillo”. La maestra fa un turno pomeridiano perché scrive a maggio di “serate interminabili” con i bambini molto stanchi. Sono annotati pure i luoghi di emigrazione delle famiglie d’Istria, Fiume e Dalmazia che finiscono in Francia, USA e Australia.

Ecco un’affettiva considerazione dell’8 maggio 1957: “Non so cosa farei per fare in modo che tutti i miei cari bimbi siano promossi”. A giugno fa caldo in baracca e la maestra Del Vita scrive: “Uscire è difficile perché l’ombra si trova dopo 20 minuti di strada al sole”. Eppure si fa scuola in tali condizioni.

In base a ciò che risulta dai registri delle maestre Anna Maria Fratini e Giulietta Del Vita, ecco i nomi dei 34 iscritti col luogo di nascita: Anzil Fiorella, nata a Laterina da famiglia fiumana; Bazul Mira, di Casteverde di Pisino (Pola=PL); Bertossa Branco, Montona (PL); Bertossa Veronica, Montona (PL); Blasich Renata, Pola; Brachitta Giuseppe, Tripoli (Libia); Canaletti Violetta, Lussimpiccolo (PL); Debelli Benes, Pola; Gissi Liana, Pola; Leonardelli Rita, Pola; Marnica Anna, Zara; Mattesich Simeone, Zara; Milotti Loredana, Pola; Sartori Fiorello, Carnizza (PL); Sestan Libero, Zara; Sinich Gino, Montona (PL); Sinich Libero, Montona (PL); Stifanich Oriana, Parenzo (PL); Trillo Carlo, Tripoli; Trillo Rocco, Tripoli; Tropea Luciano, Napoli; Valle Valentina, Proesti (Romania); Vescovi Elena, Pola; Vescovi Liliana, Pola; Vinoschi Dario, Mompaderno (PL); Visconti Irvana, Pola; Graovaz Giuseppina, Zara; Beltetti Giuseppina, Lindaro, Pisino (PL); Dorcich Elsa, Castello Lupoliano (PL); Basso Graziella, Pola; Bailo Anna, Zara; Bassi Graziella, Fasana (PL); Gelleni Nevia, Gimino (PL); Cortese Slava, Pola (vedi il Registro degli scrutini…, Classe 1^).

Laterina, Campo profughi, comunione e cresima del 1959. Collez. Famiglia Pastrovicchio

Come si nota in questa classe 1^ sono ben 23 i bambini della provincia di Pola, ossia il 67,6 per cento degli iscritti; a seguire troviamo i nati a Zara (15%), quelli nati a Tripoli (8,8%) ed altro. Il mestiere del capofamiglia è in prevalenza agricoltore o operaio. Alla fine dell’anno vengono promossi 28 allievi su 30 esaminati, dato che 4 scolari sono assenti per trasferimento familiare a Milano, Monfalcone (GO), Torino o all’estero. Con la metà degli anni ’50 si iniziano a trovare o trasferimenti per assegnazione di nuovo alloggio nelle case popolari o nei Villaggi giuliani. Così le cucciole e i cuccioli di Laterina vanno a Cremona, Firenze, Marina di Ravenna, Trieste e Cortemaggiore (PC). La famiglia fuggita da Neresine viene inviata al Crp di Altamura (BA), perché “i genitori non sono cittadini italiani” (Vedi: Certificati di trasferimento). Su 34 scolari, ben 22 sono di sesso femminile, pari al 65 per cento. È proprio una classe in rosa.

La classe 2^ del 1956-1957 pure in rosa

Con soli 17 maschi su 39 iscritti la classe 2^ è la dimostrazione statistica della presenza preponderante delle cucciole dell’esodo, con una percentuale del 56 per cento. Il 1° ottobre inizia l’anno scolastico e la maestra Pasqua Benvegnù Sponza, esule istriana, annota: “Il primo incontro è stato cordiale e un po’ rumoroso. Su 77 iscritti nella 1^ e 2^ classe, 73 erano presenti. Lascio pensare al lettore della presente come mi son trovata. Per fortuna abbiamo avuto una bella giornata ed all’aria aperta tutto è stato più facile. Il mio collega (siamo due soli con 150 alunni) ha tre classi con un numero di poco inferiore al mio. Certamente dovremo fare lezione mattina e pomeriggio” (p. 14 del Registrodella Classe 2^ A mista). Sono numeri da capogiro, ma i maestri non mollano e restano al loro posto, mattina e pomeriggio, per i piccoli dell’esodo giuliano dalmata.

Il 21 novembre c’è la festa degli alberi e per il clima rigido “abbiamo condotto i bambini nel locale della televisione e, dopo il discorso del maestro Alfieri, hanno recitato e cantato applauditi dai genitori visibilmente soddisfatti”. Il 26 novembre arrivano due nuove insegnanti a rinforzare l’organico per i troppi bimbi che affollano la baracca. Il 12 dicembre il medico dell’Istituto Antitubercolare di Arezzo applica il cerotto per la vaccinazione antitubercolare ai bambini del Crp. Il medico constata la “completa immunità contro la tubercolosi dei nostri alunni, i quali sono stati sottoposti già in Jugoslavia alla vaccinazione” (p. 17).

Niente pacco della Befana ai bambini e niente festa il 7 gennaio 1957, a differenza degli anni precedenti; forse perché la consegna dei regali è rimandata ad aprile. Il 5 febbraio 1957 la maestra Pasqua è trasferita in una pluriclasse, poiché gli scolari sono aumentati troppo e Anna Maria Fratini Maffei prende il suo posto. Sempre a febbraio si legge che gli alunni assistono a dei filmini con “interesse e gioia”. La maestra organizza poi le Gare di lettura, così “i fanciulli leggono con maggior piacere”. Il 6 aprile accade che “al Campo abbiamo avuto una cerimonia commovente e significativa. S.E.M. [Sua Eccellenza Monsignor] Vescovo è venuto per la consegna dei pacchi dono ai profughi. Anche i miei alunni sono intervenuti ed hanno preso parte ai cori” (p. 21).

I ventidue baracconi del Crp di Laterina già ospitarono prigionieri di guerra inglesi e americani. Fonte: istrianet

Ecco i 39 alunni della classe 2^: Ban Nives, Villa di Rovigno (PL); Bogliun Anna, Pola; Bontempo Ondina, Fiume; Canzian Anna, Tripoli; Canzian Franco, Laterina; Carlovich Diego, Pola; Chiurco Irene, Rovigno (PL); Ciacchi Elsa, Pola; Cramer Fiorella, Montona (PL); Cramer Sergio, Pola; Drndich Maria, Pisino (PL); Duchich Loretta, Zara; Flegar Armando, Pola; Gargano Annamaria, Fiume; Gissi Armida, Pola; Lacosegliaz Vladimiro, Novacco di Montona (PL); Marnica Biserca, Zara; Martincich Angelo, Albona (PL); Milotti Gianfranco, Pola; Raico Luciana, Villa Chirmegnac (PL); Rucconich Fedora, Neresine (PL); Sarich Svonco, Zara; Sartori Nevia, Castelnuovo d’Istria (Fiume=FM); Scocco Branco, Pola; Slivar Desiderata, Pola; Sponza Duilio, Pola; Tonielli Giuseppe, S. Domenica d’Albona (PL); Ussich Anna, Pola; Valle Giulio, Valmazzinghi, Albona (PL); Vescovi Rita, Pola; Vinoschi Danilo, Mompaderno (PL); Zinzi Salvatore, Marcianise (CE); Zupcich Leonilda, Zara; Zvietich Violetta, Zara; Chini Annunziata, Puliciano (AR); Lanci Maria, Chieti; Barut Bruno, Pola; Barut Claudio, Pola; Mazzola Alfredo, Fiume.

Come si nota la percentuale dei nati in provincia di Pola è maggioritaria (64%), poi seguono Zara (13%), Fiume (10%). Il nato a Laterina (2,5%) è d’origine istriana, poi ci sono altri luoghi, inclusa Tripoli (2,5%). Sono 22 le scolare rispetto ai 17 maschi; pure questa classe è in rosa. Alla fine dell’anno scolastico sono ammessi agli esami 31 allievi e risultano tutti promossi. Tra i mestieri paterni ci sono molti operai, agricoltori e qualche marittimo o pescatore.

Interessante precisazione dell’insegnante riguardo all’assistenza per gli scolari. “I fanciulli vengono assistiti all’ECA (con libri), dalla Prefettura (i grembiuli) dalla POA con la refezione quotidiana” (p. 25). Dunque l’Italia risponde all’aiuto per le cucciole dell’esodo con l’Ente Comunale d’Assistenza (ECA) di Laterina, tramite la Prefettura (di emanazione governativa) e la Pontificia Opera d’Assistenza (POA) della Curia vescovile. È il 5 giugno 1957, la maestra Fratini chiude l’aula (baracca) e consegna la chiave al Direttore del Campo, segnando l’indirizzo della propria residenza di Salerno. Non c’è nemmeno l’armadio, perciò ripone il registro e qualche suppellettile in una cassetta chiusa a chiave.

La pluriclasse 2^, 4^, 5^ del 1956-1957

Per condurre l’originale insieme scolastico di 2^, 4^ e 5^ classe elementare c’è  l’istriana maestra di ruolo “Pasqua Sponza nei Benvegnù di Rovigno”, diplomatasi a Parenzo (PL) nel 1937 e residente a Firenze. Scrive la maestra nel suo registro che i suoi 35 scolari sono “provenienti tutti da scuole croate e la maggior parte non conosce la lingua italiana” (vedi: Registro della Classe 2^, 4^, 5^ mista). Allora l’insegnante svolge al completo il programma della classe 2^, mentre deve ridurre i programmi delle classi terminali. “Nei primi tempi era difficile anche intenderci e dovevo far tradurre tutto quello che dicevo da un bambino che conosceva l’italiano e il croato”. Quindi c’è un altro cucciolo traduttore. Le famiglie hanno collaborato con la maestra che ha organizzato delle lezioni all’aperto con gare e giochi, sollecitando a partecipare pure gli insegnanti “con grande entusiasmo dei ragazzi”.

Nel lasciare la sua 2^ classe e andare ad insegnare nella pluriclasse c’è un po’ di storia linguistica dell’Istria tra le interessanti osservazioni della maestra Pasqua. “Con l’esperienza di parecchi anni di scuola, con la mia conoscenza del dialetto istriano che non è croato, ma veneto (tengo a precisarlo perché la lingua croata non la conosco e non la conoscevano nemmeno i miei antenati) e con la buona volontà ero giunta a buon punto. Ora dovrò ricominciare da capo ed il mio compito sarà più arduo, perché gli alunni sono più grandi e più difficilmente impareranno a scrivere in italiano” (p. 14 del Registro). È contenta dato che ha individuato gli interpreti tra gli alunni, in modo che possano capire la lezione anche quelli di sola lingua croata. Sono entusiasti pure i suoi ragazzi, soprattutto quando il 5 marzo, sotto Carnevale, la maestra porta in classe coriandoli e stelle filanti “mai veduti” dai bimbi. Con i nuovi arrivi, il 12 marzo la pluriclasse riesplode di alunni e viene suddivisa ancora, per tale motivo nel presente articolo alcuni nominativi potrebbero essere ripetuti. La maestra Pasqua spiega i moti del 1831, Pellico, Mazzini e la Giovane Italia. In aprile, con una pazienza infinita, ritorna a chiedere all’autorità i libri di lettura. Arrivano il Vescovo [Cioli], il Prefetto [Guida] e il Direttore Didattico coi pacchi dono e i suoi ragazzi cantano inni patriottici accompagnati da una fisarmonica tra la gioia dei genitori “che sono i nostri più diretti collaboratori”. La maestra senza libri per i suoi allievi prepara delle “schedine” dai libri in prestito da altre classi; usa molto la lavagna, ripete e fa ripetere. I discenti la seguono “con tutta la loro buona volontà”. Ci vuole tanto coraggio a far scuola in tale situazione con tavoli da refezione al posto dei banchi e panche da sagra invece delle sedie. “Sono sicura che i miei ragazzi leggeranno sempre meglio” (p. 20). La scuola finisce a giugno e gli scolari “si sono stretti intorno come per non lasciarmi andar via. Le loro manifestazioni d’affetto mi hanno commosso e non ho potuto trattenere la lacrime salutandoli” (p. 22).

Registro di Giulietta Del Vita, maestra in classe 1^ A Crp Laterina, 1956-’57

Ecco i nomi e luoghi di nascita della pluriclasse di Laterina. Alcuni nominativi risultano cancellati con una riga, evidentemente per trasferimento. Fanno parte della classe 2^: Adriancich Mario, Pola; Cerlenizza Miriana, Marzana (PL); Matich Vanda, Pisino (PL); Pilat Romana, Pisino (PL); Pribetti Erminio, Treppo Carnico (UD); Radolovich Edoardo, Marzana (PL). Di questi 6 allievi, ben 5 sono della provincia di Pola e uno è friulano. La percentuale di femmine è pari a quella dei maschi.

In classe 4^ abbiamo 17 scolari in elenco: Blecich Liliana, Fiume, cancellata con rigo nero; Bonini Valdeniaro, Fianona (PL); Brenco Nadia, Pola, cancellata; Bulessi Claudio, Pola, cancellato; Isera Albino, Sanvincenti (PL), cancellato; Iung Oreste, Vines (PL); Ligovich Vanda, Parenzo (PL); Opatich Dorina, Pisino (PL); Pilat Marino, Pisino PL); Valle Graziella, Castelnuovo d’Istria (FM), cancellata; Vellenich Pietro, Parenzo (PL); Visintini Santina, Torre di Parenzo (PL), cancellata; De Vidovich Mariella, Zara; Duchich Loredana, Zara; Gherisnich Sergio, Pedena di Pisino (PL); Radolovich Dino, Marzana (PL); Pertot Mario, Pola, cancellato. Le provenienze di tali alunni sono 13 dalla provincia di Pola (76%), 2 da Fiume (12%) e 2 da Zara. Le 8 femmine rappresentano il 47 per cento della classe di poco maggioritaria per i maschi, che sono 9, pari al 53%.

La classe 5^ è formata da 12 allievi: Bulich Alfio, di Zara; Cerlenizza Maria, Marzana (PL); Graovaz Franca, Udine; Poletto Francesco, Nova Gradisca, Slavonia croata, cancellato; Poletto Vittorio, Nova Gradisca, Slavonia croata, cancellato; Pribetti Annamaria, Treppo Carnico (UD); Rubba Angelo, Sant’Antioco (CA); Sarich Franco, Zara; Vellenich Giovanni, Parenzo (PL); Vellenich Giuseppina, Radolovi di Parenzo (PL); Climan Renato, S. Lorenzo del Pasenatico (PL); Faust Bruno, Arsia (PL). In questa parte della pluriclasse i ragazzi nati in provincia di Pola rappresentano il 41,7 per cento. Poi ci sono i nati a Zara (16,7%), a Nova Gradisca, in Croazia (16,7%), Udine e Cagliari. La componente femminile qui è solo di un terzo degli allievi. Tra i mestieri paterni troviamo tanti agricoltori, operai, due minatori, un sarto, un palombaro e un marittimo. Nella classe 2^ sono promossi tutti i 6 allievi. Nella 4^ classe ci sono 13 promossi a giugno e 3 rimandati ad ottobre, tra i quali c’è un promosso, un respinto e un assente. Nella classe 5^ sono promossi i 12 allievi, compresi i 2 rimandati ad ottobre.

La classe 3^ del 1956-1957, altre cucciole

La maestra Giuliana Stoppielli, di Terranuova Bracciolini (AR), prende servizio il 17 dicembre 1956. Pur mancando banchi e armadi, come in tutta la scuola, si arrangia sui tavoloni da refettorio con panche pluriposto, tuttavia trova nell’aula: il mappamondo, l’atlante, carte geografiche e la bandiera (p. 24 del Registro). È consapevole che la scuola di Laterina sia “un ambiente particolare. I bambini sono in massima parte profughi d’Istria, ma ve ne sono anche di altre parti (…)”. Verso la metà di febbraio la classe deve fare lezione nel pomeriggio, poiché ci sono troppi iscritti nella scuola del Crp; bisogna fare i turni. A marzo molti pargoli si ammalano di morbillo. Poi si legge che: “Ancora una volta durante il mese di aprile abbiamo dovuto abbandonare la nostra aula, ci siamo trasferiti in quella del M.o Alfieri, poiché la nostra ha dovuto accogliere i bambini della signora Stifanich che stanno diventando molto numerosi” (p. 21). Con ciò si viene a sapere che i maestri esuli giuliano dalmati a Laterina sono una piccola pattuglia: Nicola De Marin, nel 1949-1950, Pasqua Benvegnù Sponza e, appunto, la signora Stifanich nel 1956-1957.

Disegno di Bazzul Radoslavo, classe 3^ elementare, esule da Castelverde, Pisino (Pola), che mostra le baracche del Campo profughi di Laterina col campo di calcio

A giugno, prima degli esami, cuccioli e cucciole sognano di prendere dei bei voti. La maestra riporta i loro pensieri: “magari prendessi dieci, mio padre mi regalerebbe un bel palone – ed una bambina – e a me un bel vestito!”. Ci sono le visite d’istruzione alla Diga di Ponticino, alla Fornace Baglioni e al fiume Arno, mentre le lezioni di Educazione fisica, mancando ovviamente la palestra, si svolgono all’aperto, nel Campo profughi.

Il 15 giugno 1957, a esami conclusi, la maestra Stoppielli trascorre l’ultimo giorno “dentro la baracca della mia scuola”. Inizia allora un’affettuosa processione di alunni che desiderano salutarla, senza nemmeno sapere il risultato dell’esame. Le cucciole dell’esodo vogliono starle vicino. “Sono qui seduta al mio tavolo – scrive nelle Note della Prova d’esami – ed ogni tanto sento bussare alla porta: sono i miei bambini che vengono a salutarmi, non ricordano più nemmeno gli esami ora, si dimenticano anche di chiedermi l’esito, hanno quasi tutti un foglio in mano per appuntare il mio indirizzo. Molti di questi bambini devono partire fra qualche giorno: chi andrà in Francia, chi in Belgio, chi in Argentina, chi in Brasile; partono insieme alle loro famiglie in cerca di un lavoro che dia loro la possibilità di vivere discretamente. Ognuno mi promette di scrivermi, di mandarmi tante cartoline illustrate”.

Formata da 23 alunni la lista inizia con: Bazzul Radoslavo, Castelverde, Pisino (PL); Bertetich Anna, Lindaro, Pisino (PL); Boban Graziella, Zara; Bulessi Adriano, Pola; Bulich Alfio, Zara; Canaletti Fiorella, Lussinpiccolo (PL); Canzian Vittorio, Tripoli; Di Pasquale Mario, Tripoli; Diracca Nevia, Sussak (YU); Dobrich Silvio, Santa Lucia, Pirano (PL); Gobbo Bruno, Valmazzinghi, Albona (PL); Mazzorana Gabriella, Pachino (SR); Milotti Lucia, Pola; Milotti Claudia, Pola; Precali Rosanna, S. Lorenzo del Pasenatico (PL); Rabar Giuliana, Pola; Ugussi Gianfranco, Parenzo (PL); Ussich Emilia, Altura (TS); Valle Doreto, Valmazzinghi, Albona (PL); Visconti Lucilla, Pola; Zanghirella Nadia, Pola; Zvietich Anna Maria, Zara; Lanci Federico, Chieti. I 14 nati in provincia di Pola sono la parte preponderante nella classe, rappresentando il 60,8 per cento, poi ci sono i zaratini (13%), quelli di Tripoli (8,7%) ed altri, inclusa Trieste, perché c’è chi scappa pure dal capoluogo giuliano, per la pura dei titini, fintantoché non viene riannesso all’Italia, nel 1954. Pure questa classe è di cucciole, dato che 13 femmine rappresentano il 56,5 % della classe, mentre i 10 maschi sono al 43,5%. Tra i mestieri prevalenti del capofamiglia ci sono l’operaio, il muratore, un paio di coloni, di imbianchini, di cuochi e una guardia di finanza. Pur avendo 23 iscritti, gli scrutinati a fine anno sono 19, perché sono 4 i trasferiti, mentre i promossi nelle due sessioni risultano 18 (11 femmine e 7 maschi). C’è un solo bocciato.

La classe 4^ della maestra Carmignani

Dal Registro della classe 4^ traspaiono analoghi commenti a quelli riportati poco sopra. È la maestra Emilia Carmignani, di Terranuova Bracciolini (AR), a scrivere che i suoi alunni sono “pieni di entusiasmo e di buona volontà” (p. 17 del Registro). Hanno poche suppellettili scolastiche. Il libro arriva il 27 gennaio 1957 e “i ragazzi sono tanto contenti e vorrebbero studiarlo tutto insieme”. Il disagio vissuto dai profughi assiepati nelle baracche di Laterina, tuttavia, si fa sentire. Il 22 febbraio la maestra scrive di dolersi per l’assenza di un suo alunno, il cui babbo ubriacatosi, ha picchiato la moglie e, poi, ha tentato il suicidio; conclude così: “chiederò consiglio all’assistente sociale”. Il 15 marzo c’è il visto dell’Ispettrice Olga Raffaelli. Alla fine dell’anno sono 17 gli ammessi all’esame, dei quali 9 sono le femmine, in maggioranza; evidentemente vari scolari sono stati trasferiti.

Disegno di Bulessi Adriano, di Pola, classe 3^ del Crp di Laterina

L’elenco dei 23 alunni della classe 4^ risulta da due registri didattici, a causa dei nuovi arrivi e dei trasferimenti di alunni; si è effettuato inoltre un confronto con l’Elenco alfabetico profughi giuliani e con altre fonti per l’assegnazione della località dal nominativo di Basso in poi, considerata la carenza di dati nei registri scolastici. Ecco la classe 4^: Brachitta Stella, Tripoli, trasferita a Perugia; Benci Maria Luisa, Pola, trasferita a Roma; Bertoldi Benito, Asmara (Eritrea), trasferito; Cernaz Virgilio, Dignano d’Istria (PL), trasferito a Cremona; Minissale Mario, Neresine (PL), trasferito a Firenze; Moisei Giuseppe, Visinada (PL), trasferito a Novara; Sauer Mirella, Pola, trasferita a Serravalle Sesia (VC); Scocco Liliana, Pola, trasferita a Ravenna; Trillo Domenica, Tripoli, trasferito a Monteverdi Marittimo (PI); Trillo Giovanni, Tripoli, trasferito a Monteverdi Marittimo (PI); Vescovi Maria, Pola, trasferita a Genova; Vescovi Paolo, Pola, trasferito a Genova; Basso Claudio, Pola; Creglia Gian Pietro, Barbana (PL) trasferito a Roma; Priletti Anna Maria, s.l.; Ghini Antonio, s.l., ma cognome di Capodistria; Marcetta Bruna, Fiume, trasferita a Bergamo; Brenco Nadia, trasferita a Firenze (cognome di Pola); Bulessi Claudio, Pola; Blecich Liliana, Fiume; Isera Albino, Sanvincenti (PL); Valle Graziella, Castelnuovo d’Istria (FM); Visintini Santina, Torre di Parenzo (PL). Come si può notare la maggioranza degli scolari è della provincia di Pola (65,2%), seguiti da quelli di Fiume (13%), di Tripoli (13%) ed altro.

La classe 5^ del maestro Alfieri, con cuccioli

La classe 5^ del maestro Romano Alfieri, di Montevarchi conta 22 allievi ammessi all’esame, tra i quali ben 18 maschi e 4 femmine; altri scolari dell’elenco originario sono trasferiti. Le considerazioni dell’insegnante sulla classe del Crp sono simili a quelle dei suoi colleghi, già segnate sopra. Ecco la classe 5^ mista con 27 nominativi: Marcetta Nerina, Fiume; Bellè Aldo Portole (PL); Bogliun Antonella, Lissano di Lisignano (PL); Bontempo Marisa, Fiume; Brumini Sergio, Pola; Calmetta Anita, Zara; Canaletti Carlo, Neresine (PL); Canaletti Mario, Neresine (PL); Cancian Antonio, Tripoli; Cobai Luciano, Pola; Coflar Andrea, Zara; Devescovi Nadia, Rovigno (PL); Duchich Franco, Zara; Gargano Bruno, Fiume; Graovaz Franca, Zara; Iacchi Nicolò, Fiume; Mattesich Lorenzo, Zara; Milani Teodoro, Pavati di Montona (PL); Milotti Renato, Siana di Pola; Precali Alida, Abbazia (FM); Sarich Vittorio, Zara; Stetka Claudio, Fiume; Tessaris Narciso, Orsera (PL); Ugussi Luciano, (PL); Valle Fiorenzo, Castelnuovo d’Istria (FM); Climan Gianni, Parenzo (PL); Floris Bruno, Spada di Parenzo (PL). Tra questi iscritti la componente femminile è del 26%, mentre i maschi sono il 74%. I ragazzi di Pola son 13 con una percentuale del 48%, seguono quelli di Fiume (25,9%), di Zara (22,2%) e Tripoli.

Montevarchi (AR), Giorno del Ricordo 2018 con i cuccioli del 2000. Collezione di Claudio Ausilio, ANVGD Arezzo

In conclusione si ricorda che gran parte degli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia in fuga dalle violenze titine si riversano a Trieste, poi a Udine al Centro di smistamento profughi, dove vengono indirizzati a Laterina o in altri dei 109 Crp sparsi in Italia.

Note dal web

Villi Mavar, di Fiume, esule a Torino, il 19 giugno 2020, dopo aver letto l’articolo Cuccioli dell’esodo. La scuola elementare al Campo profughi di Laterina (AR), 1948-1950 ha scritto su Facebook nel gruppo Un Fiume di Fiumani: “Anche mi la seconda elementare la go fata a Laterina in campo profughi nel 1959”. E Anna Mavar, il giorno dopo, ha aggiunto: “Mi son nata in campo profughi a Laterina”.

Collezioni familiari

Famiglia Pastrovicchio, Schede di registrazione al Centro Raccolta Profughi di Laterina (AR), stampati e ms; fotografie.

Bambina al Campo profughi di Laterina (AR). Arch. ANVGD Arezzo

Fonti orali

Claudio Ausilio, Fiume 1948, esule a Montevarchi (AR), int. al telefono del 9 giugno 2020 e messaggi e-mail del 10 giugno 2020.

Luisa Pastrovicchio, Valle d’Istria 1952, esule a Pessinetto, città metropolitana di Torino, int. al telefono del 28 febbraio 2017.

Fonti archivistiche inedite

Premesso che potrebbero esserci alcuni errori materiali di scrittura, ecco i testi inediti della ricerca presente; i materiali sono stati raccolti da Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo.

  • Comune di Laterina (AR), Elenco alfabetico profughi giuliani, 1949-1961, ms.
  • Istituto Comprensivo “Francesco Mochi” di Levane (AR); consultati i seguenti documenti:

– Giuliana Stoppielli, Note della Prova d’esami, 14 giugno 1957, allegato al Registro della classe 3^ mista, insegnante Giuliana Stoppielli, anno scolastico [1956-1957], c. 1, ms.

– Provveditorato agli studi di Arezzo, Comune di Laterina, Scuole elementari, Circolo Didattico di Montevarchi, Registro degli scrutini e degli esami, Scuola di Campo Profughi, Classe 1^ insegnante Del Vita Giulietta, anno scolastico 1956-1957, pp. 10, stampato e ms.

– Provveditorato agli studi di Arezzo, Comune di Laterina, Scuole elementari, Direzione Didattica di Montevarchi, Relazione finale, Scuola di Campo Profughi, Classe 1^ insegnante Del Vita Giulietta, anno scolastico 1956-1957, pp. 30, stampato e ms.

– Provveditorato agli Studi di Arezzo, Circolo Didattico di Montevarchi, Registro della Classe 2^ A mista, Comune di Laterina, frazione Campo Profughi, insegnante Benvegnù Sponza Pasqua e Maffei Fratini Anna Maria, anno scolastico 1956-1957, pp. 28, stampato e ms.

– Scuole Elementari di Laterina C.R.P, Direzione Didattica di Montevarchi, Certificati di trasferimento di alunno (allegati al Registro di classe), Classe 2^, 1956-1957 pp. 1, stampato e ms.

– Provveditorato agli Studi di Arezzo, Circolo Didattico di [Montevarchi], Comune di Laterina, frazione Centro Raccolta Profughi, Scuola Elementare Statale, Registro della Classe 2^, 4^, 5^ mista, insegnante Benvegnù Sponza Pasqua, anno scolastico 1956-1957, pp. 24, stampato e ms.

– Provveditorato agli studi di Arezzo, Comune di Laterina, Scuole elementari, Circolo Didattico di Montevarchi, Scuola Elementare C.R.P., Registro della classe 3^ mista, insegnante Giuliana Stoppielli, anno scolastico [1956-1957], pp. 30, stampato e ms.

– Provveditorato agli studi di Arezzo, Comune di Laterina, Circolo Didattico di Montevarchi, Frazione C.R.P., Scuola Elementare Laterina C.R.P., Registro della classe 4^ mista, insegnante Emilia Carmignani, anno scolastico 1956-1957, pp. 23+10, stampato e ms.

– Provveditorato agli studi di Arezzo, Comune di Laterina, Scuole elementari, Circolo Didattico di Montevarchi, Frazione Campo Profughi, Registro della classe 5^ mista, insegnante Alfieri Romano, anno scolastico 1956-1957, pp. 28+10, stampato e ms.

Cavriglia (AR) – Giorno del Ricordo, 15.2.2020, con Claudio Bronzin, esule da Pola e superstite della strage di Vergarolla. Fotografia di Mark Soetebier

Sitologia e bibliografia

Ringraziamenti – La redazione del blog per l’articolo presente è riconoscente al signor Claudio Ausilio, esule da Fiume a Montevarchi (AR), socio dell’ANVGD provinciale di Arezzo, per aver fornito con la consueta cortesia i materiali per la ricerca presso l’Archivio del Comune di Laterina e di Levane (AR), andando a incrementare una tradizionale e collaudata collaborazione con l’ANVGD di Udine. Oltre alle fonti orali, si ringraziano gli operatori e le autorità del Comune di Laterina e dell’Istituto Comprensivo “Francesco Mochi” di Levane (AR), per la collaborazione riservata all’indagine storica.

Servizio giornalistico di Elio Varutti. Ricerche di Claudio Ausilio e E. Varutti. Networking a cura di Girolamo Jacobson, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie da collezioni citate nell’articolo e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Disegno di Giuliana Rabar, esule di Pola, classe 3^ scuola elementare Crp di Laterina (AR)

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Pubblicato da

eliovarutti

Comitato Esecutivo dell'ANVGD di Udine

4 pensieri su “Cucciole dell’esodo crescono. La scuola elementare al Campo profughi di Laterina, 1956-1957”

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