È morto Giorgio Rustia, patriota. Il ricordo di Carlo Montani

Riceviamo dal signor Carlo Cesare Montani, esule da Fiume, e volentieri pubblichiamo il seguente messaggio di cordoglio per la morte di Giorgio Rustia. Uomo di grande cultura, Rustia è stato autore di studi e pubblicazioni, specie sulla storia giuliana, istriana e dalmata, con particolare riguardo ai temi dell’Esodo e delle Foibe. È stato presidente dell’Associazione Nazionale dei Congiunti di Caduti Deportati e Dispersi in Jugoslavia e nelle zone del confine orientale (ANCDJ). Ecco l’articolo di Carlo Montani.

La legge inesorabile del tempo assottiglia le file dei Cavalieri dell’ethos che hanno lasciato un segno tangibile nella storia dell’Italia giuliano – dalmata nuovamente irredenta, con un contributo spesso irripetibile di pensiero e di azione, ma affida alla comune riflessione un patrimonio di valori e di apporti storiografici e culturali destinati a lasciare il segno nella coscienza degli Italiani migliori ed a trarne gli auspici per “egregie cose”. E’ il caso di Giorgio Rustia (11 agosto 1941- 17 marzo 2019), patriota triestino e uomo di profonda fede italica, che ha coniugato nobile sentire e forte agire in maniera ottimale, affidando alla memoria dell’Esodo e delle Foibe un patrimonio straordinario, e per molti aspetti davvero unico, di ricerche e di studi sorretti da documenti inoppugnabili che hanno dato contributi fondamentali alla Giustizia ed alla Verità, anche ai fini della Legge 30 marzo 2004 n. 92, istitutiva del Ricordo.

Dirigente aziendale di lunga esperienza e di sicure capacità manageriali, Rustia ha portato nella storiografia e nella memorialistica di Venezia Giulia e Dalmazia un contributo appassionato ma fedele all’impegno di obiettività e di coerenza comune ad ogni vero storico, da Tacito a Benedetto Croce, distinguendosi per il rigore dell’indagine, delle deduzioni e delle interpretazioni, ma lontano anni luce dal conformismo delle vulgate, senza mai piegarsi al richiamo perverso di facili convenienze e di labili opportunismi. In tal senso, quella di Rustia è un’eredità di valori destinata a germogliare positivamente come il buon seme, ed a costituire un esempio di mente, di cuore e di stile: in una parola, di vita.

La sua opera storica, per non dire di un cospicuo apporto giornalistico, è stata rivolta in modo specifico alle vicende del confine orientale, con un occhio di particolare riguardo alla confutazione delle tesi negazioniste e riduzioniste che erano state costruite anche a Trieste per motivi di bassa politica, in palese distonia rispetto alla realtà dei fatti. Ciò, a cominciare dai saggi sulle iniziative di cooperazione internazionale e di conciliazione per tanti aspetti forzata, tra cui la pertinente e dettagliata “Analisi della Relazione storico-culturale italo – slovena del 2001” non a caso mai accettata né ufficializzata dal Governo italiano (Edizione del Forum Istria Fiume Dalmazia – Trieste 2003); e dalla fondamentale “Contro operazione Foibe a Trieste”, edita nel 2000 a cura dell’Associazione Nazionale dei Congiunti di Deportati e Dispersi in Jugoslavia (di cui Rustia è stato fondatore e Presidente), in lunga e documentata replica (ora disponibile anche on-line) ad un pervicace negazionismo fondamentalista come quello di Claudia Cernigoi e di Sandi Volk.

Poi, si era distinto nell’omaggio agli ultimi difensori dell’italianità giuliana, istriana e dalmata, come in “Atti, meriti e sacrifici dei Reggimenti MDT al confine orientale italiano: Provincia di Trieste” (Edizioni Aviani & Aviani, Udine 2011) ed in tempi successivi, assieme ad Adriana Defilippi, nel “Contributo di analisi alla ricerca degli scomparsi da Gorizia” (Edizioni Silentes Loquimur, Pordenone 2013) ed in “Gorizia: ancora cimitero senza croci” (Edizioni Luglio, Trieste 2015). Negli ultimi anni, aveva collaborato alacremente anche con l’Unione degli Istriani per le nuove edizioni della fondamentale opera di Luigi Papo dedicata alla ricerca nominativa delle Vittime, come in “Albo d’Oro: la Venezia Giulia e la Dalmazia nell’ultimo conflitto mondiale” (terza edizione, Art Group, Trieste 2013).

È congruo aggiungere che Giorgio Rustia aveva esteso le proprie ricerche ad altri capitoli della storia locale, tra cui le vicende della “liberazione” di Trieste del 30 aprile 1945, immediatamente seguita dagli agghiaccianti e tristemente celebri “quaranta giorni” del terrore titoista, sino a quella effettiva del giugno successivo, dovuta all’intervento degli Alleati; la “vexata quaestio” della Risiera di San Sabba, anche in riferimento al reale numero delle Vittime (certamente e notevolmente inferiore a quello – in progressiva crescita – voluto dalle vulgate) ed al processo “politico” tenutosi negli anni settanta; talune false e ricorrenti suggestioni dell’indipendentismo triestino, in ogni caso anacronistiche. Si trattava di analisi certamente difficili, se non altro per la permanenza di svariate interpretazioni troppo soggettive, comunque devianti: nondimeno, Rustia seppe conservare, anche in tali circostanze, la commendevole obiettività del vero storico.

Quanto al giornalismo, si era distinto anche in quello via etere, come aveva fatto – a titolo di esempio – con una serie di trasmissioni sulla tragedia delle Foibe andata in onda nel 2000 su “Radio Radicale”. In modo particolarmente intenso, aveva collaborato con la stampa, non senza trascurare la pubblicazione di saggi monografici a carattere divulgativo, come era accaduto nel 1994 con “Le stragi delle Foibe” (distribuito in migliaia di copie) e come si sarebbe ripetuto nel 2011 con la sua importante “Ricerca del Vero oltre la vulgata: il confine orientale e gli scomparsi d’Italia”, inserita nel volume miscellaneo “Italia, confine orientale e Foibe” a cura di Rossana Mondoni (Atti del Convegno AESPI, Milano 2011).

Rustia era sofferente da tempo ed ora è “andato avanti” lontano dalla sua città mentre si trovava a Cerro Maggiore (Milano) per ragioni terapeutiche, ma nello stesso tempo per volontà che non aveva condiviso, perché fedele al suo beninteso patriottismo istriano e triestino. La triste scomparsa solitaria di questo autentico “vir bonus cum mala fortuna compositus” – secondo la pertinente definizione di Seneca – induce una riflessione non effimera sul destino di tanti Spiriti eletti a cui mancano, persino nel ritorno alla Casa del Padre, il frastuono degli ultimi consensi, e prima ancora, il conforto di affetti autentici e sperimentati, ma che lasciano, anche con questa testimonianza, un patrimonio esemplare di coerenza e di speranze: nel caso di specie non soltanto spirituali, ma nello stesso tempo etico – politiche, perché la storia, come Rustia aveva opportunamente affermato con indomita fedeltà alla Bandiera e con specifico riguardo alla complessa vicenda della sua terra, non è finita ieri e non finisce oggi. Giorgio Rustia, Patriota senza macchia e senza sconfitta: Presente!

Carlo Montani, Storico / Esule da Fiume

Trieste, 26 ottobre 1954 – Riunificazione all’Italia dopo il periodo del Territorio Libero di Trieste. Collezione Conighi, Ferrara

Servizio di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo e E. Varutti. Fotografia di copertina di Carlo Montani. Nota a cura dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Didascalia per la fotografia di copertina: Trieste, cerimonia di San Giusto, 18 agosto 2017, commemorazione per la strage di Vergarolla (Pola) del 1946. Davanti alla stele dei 64 uccisi a Vergarolla si sono incontrati Giorgio Rustia, Presidente dell’Associazione Nazionale tra i Congiunti dei Deportati italiani uccisi o scomparsi in Jugoslavia (ANCDJ) e la Signora Nadia Benvenuti, figlia di un infoibato, il compianto Attilio. Ebbene, nell’apprendere il cognome della signora, il presidente Rustia le ha dichiarato “di conoscere perfettamente la tragica vicenda del suo papà, il modo in cui era stato massacrato ed anche il nome degli assassini. Per la signora Nadia è stata un’emozione fortissima ed un’occasione davvero commovente per ricordare, nel segno della fede e della speranza in una superiore Giustizia”.

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Pubblicato da

eliovarutti

Comitato Esecutivo dell'ANVGD di Udine

1 commento su “È morto Giorgio Rustia, patriota. Il ricordo di Carlo Montani”

  1. Mi addolora questa notizia perchè Giorgio Rustia aveva una profonda conoscenza delle questioni storiche del confine orientale italiano dell’ultimo dopoguerra. Ci siamo anche visti in un convegno a Brescia tanti anni fa ma anche ci siamo sempre ….. “becadi” (passatemi questo termine triestino) sulle controverse, complesse vicende della storia dell’esodo istriano, fiumano e dalmata e delle foibe di cui era un profondo conoscitore. Anche se le frequentazioni politiche ci separavano sempre, non desidero mancare a questo ultimo saluto con il mio abbraccio fraterno, in virtù di un credito sempre aperto tra triestini, i quali vivendovi dentro o evocandola da fuori, tutto finiscono per indirizzare alla loro unica patria.
    Mario Fragiacomo

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