Udine, Giorno del Ricordo al Parco Martiri delle Foibe col sindaco Fontanini

Non si era mai vista così tante gente. Le più alte autorità del territorio hanno partecipato alla commemorazione del Giorno del Ricordo a Udine in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano dalmata e delle vicende del confine orientale, come recita la legge 30 marzo 2004 n. 92. L’evento, organizzato dal Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), presieduto da Bruna Zuccolin, col patrocinio del Comune di Udine, si è svolto nella mattinata del 10 febbraio 2019. Anche la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Club UNESCO di Udine hanno dato il loro patrocinio all’iniziativa, mentre il prefetto ha inviato un sentito messaggio di adesione.

Udine, Giorno del Ricordo 10.2.2019 – Corteo in Via Parini. Fotografia di Daniela Conighi

C’era il gonfalone del Comune di Udine con tre vigili urbani; è il quarto anno che succede. Gli istriani, fiumani e dalmati presenti hanno molto apprezzato tale condivisione. La parte religiosa delle cerimonie è stata inaugurata da monsignore Giancarlo Brianti, della parrocchia della Beata Vergine del Carmine, con la celebrazione della Santa Messa in una chiesa piena zeppa di persone.

Dalla omelia di don Giancarlo Brianti nella S. Messa del 10 febbraio 2019 per il Giorno del Ricordo

Oggi è una giornata particolare non solo per voi rappresentanti degli esuli giuliano dalmati, ma per tutta la collettività nazionale. È il Giorno del Ricordo. Guai a dimenticare. Ricordare è un dovere. Un dovere religioso. Ricordare i nostri cari che hanno concluso la loro vita sulla terra. Ricordare è un segno di amore. È  conservare un legame di affetto, di riconoscenza, vissuti condivisi che hanno tessuto la trama della nostra esistenza.

“Il nostro paradiso si trasformò in un inferno. Non abbiamo mai ricambiato odio con odio, non esiste altra alternativa al perdono e alla pacifica convivenza. Noi dunque abbiamo perdonato, ma abbiamo il sacrosanto diritto di ricordare”.

Con il testamento spirituale di don Cornelio Stefani, esule da Zara, si è conclusa, nel 2016, al Santuario della Madonna di Barbana (a Grado, in provincia di Gorizia) la celebrazione del primo Giubileo degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

Ricordare è un dovere civile. Ricordare anche avvenimenti tristi e drammatici come sono quelli che oggi ricordiamo. Un storia fatta di violenze subite, di morti innocenti, di diritti negati, di esili subiti, di dolorose ingiustizie. Avrete modo tra poco di ricordare tutto questo al parco delle foibe. Non solo con testimonianze e discorsi ma anche con la preghiera che reciteremo insieme composta dal compianto mons. Santin vescovo di Trieste, esule tra gli esuli.

Ricordare non per conservare rancore, odio, spirito di vendetta. Ma ricordare per rispetto delle persone, soprattutto se vittime della ingiustizia. Ricordare anche per affidare al perdono e alla misericordia di Dio i persecutorie. Ricordare perché la verità diventi la cattedra che insegna a costruire un mondo migliore. Perché nella luce della verità si realizzi un mondo rinnovato nella giustizia, nella pace e nella fraternità. 

Don Giancarlo Brianti, parroco della Beata Vergine del Carmine, Udine

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Dopo un breve corteo fino al Parco Martiri delle Foibe c’è stata la deposizione di una corona di alloro al Cippo. È seguita la benedizione e la recita della preghiera dell’Infoibato, scritta da monsignor Antonio Santin, vescovo di Trieste nel 1959.

Poco prima ci sono stati i saluti di Pietro Fontanini, sindaco del Comune, che ha voluto ricordare la recente intitolazione dell’area verde a Parco Martiri delle Foibe, mentre dall’inaugurazione del 2010, col presidente ANVGD ingegnere Silvio Cattalini, esule da Zara, la dedica si riferiva alle Vittime delle Foibe.

Parco Martiri delle Foibe, giornalisti RAI, fotografi e tante foto col cellulare.

Poi il professor Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine ha dato la parola a Bruna Zuccolin, che dal 2017 ha preso le redini del Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD, in seguito alla morte di Cattalini. In seguito c’è stato un breve saluto di Paola Del Din, medaglia d’oro al valor militare, che ha detto: “Bisogna continuare a ricordare questi tragici fatti, complimenti agli organizzatori, guardate quanta gente c’è qui oggi”.

In conclusione della toccante cerimonia è intervenuto lo scrittore Lucio Costantini, figlio di esuli istriani, per leggere un brano da un libro di Anna Maria Mori. Come propose nel 2017 Mario Lorenzutti, esule da Isola d’Istria in Canada, per il Giorno del Ricordo a Udine, si accenderà un lume in casa per tutta la giornata, come aveva appena fatto lui in Canada. Quindi Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria e col babbo portato via dai titini nel 1945 e sparito, ha distribuito dei piccoli lumi agli astanti.

Udine, Parco Martiri delle Foibe 10.2.2019. Fotografia di Daniela Conighi

Tra le autorità presenti si sono notati, tra gli altri, i consiglieri comunali Lorenza Joan, Andrea Cunta, Luca Vidoni, Carlo Pavan, Marcello Mazza, oltre a Francesca Laudicina, assessore al Bilancio del Comune di Udine, Alessandro Ciani, assessore all’Edilizia privata e Elisabetta Maroni vice presidente dello stesso organismo. C’erano poi la professoressa Renata Capria D’Arconco, presidente del Club UNESCO di Udine e Carlo Alberto Lenoci, presidente della Circoscrizione di Udine sud.

Tra i molti partecipanti si sono notati molti esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia coi loro discendenti, il critico d’arte Licio Damiani, esule da Lussinpiccolo, il poeta Giuseppe Capoluongo, priore della Confraternita del Cristo, con parenti da Rovigno, Germano Vidussi, presidente dell’Associazione Insieme con Noi e Renzo Pravisano, già consigliere comunale e presente sin dall’inaugurazione del Parco dedicato agli Infoibati di Via Manzini avvenuta nel 2010. C’erano i labari delle associazioni d’arma, come ad esempio quello dei carabinieri e dei bersaglieri. C’era la bandiera tricolore della sezione di Udine della Federazione Italiana Dei Combattenti Alleati (FIDCA), oltre al labaro dell’ANVGD di Udine.

Udine, Parco Martiri delle Foibe, 10.2.2019 – Parla il sindaco Pietro Fontanini, vicino a Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine. Fotografia di Daniela Conighi

La commemorazione è stata offuscata da un fatto politico. Alcuni esponenti di un gruppo di estrema destra hanno apposto una loro targa al Cippo senza l’autorizzazione del Comune; il sindaco ha quindi annunciato che la targa anonima verrà rimossa. In merito all’increscioso caso diversi profughi e i loro discendenti ci hanno confidato: “No i ne lassa gnanche pregar in pase sui nostri morti”.

Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Daniela Conighi e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

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Pubblicato da

eliovarutti

Comitato Esecutivo dell'ANVGD di Udine

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